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L'AVVOCATURA
CIVILE
alla ricerca
della sua identità
* * *
Riflessioni (amare )
di
Gino di Sacco
Vincendo un
atavico ed
autoreferenziale
immobilismo, dal
quale - per vero - aveva,
spesso, tentato di
scuoterla l'ottimo
presidente Grimaudo, l'Unione delle Camere
Civili
ha assunto una serie di deliberazioni,
prima fra tutte
quella con
cui, in aperta
polemica con la lentezza della riforma
dell'Ordinamento Forense ferma sulle secche
del Parlamento,ha-motu
proprio- varato le
"specializzazioni in diritto civile
e in diritto
commerciale".
Con la stessa delibera è stata data
espressa delega al presidente
dell'U.N.C.C.
(Avv.Renzo
Menoni) per l'adozione di atti e
regolamenti necessari ai fini
operativi.
Pur con un notevole ritardo, dunque,
l'Avvocatura civile si è
mossa alla ricerca di un
proprio spazio che ne definisca le
peculiarità
e lo ha fatto con
un' iniziativa cui va
riconosciuto di
aver "constatato l'incapacità
della politica di assicurare il celere
percorso
parlamentare più volte promesso e di
garantire
il primario obbiettivo del recupero della
qualità della prestazione professionale che
rischia di compromettere ancor più la
qualità
della giurisdizione" (così,
testualmente, nella premessa
della delibera).
Ciò che , invece, non si comprende e
ancor meno si condivide, è
l'apprendere
(cfr.ItaliaOggi del 24 giugno u.s.) che
copia della
suddetta deliberazione è stata inviata al CNF,
ai COA
distrettuali, al Ministro di Giustizia e non
all'Organismo Unitario
dell'Avvocatura (OUA),
che rappresenta l'unico organo di
rappresentanza politica dell'avvocatura
italiana
(varato in un Congresso Nazionale
Forense a
Venezia nel 1994), cui
statutariamente è devoluto il
ruolo di
rapportarsi con parlamento
e governo,
specie nell'ambito delle riforme che
interessano la
giurisdizione.
La cosa è tanto più sconcertante se si tien
conto che, già da mesi,
l'OUA ha intrapreso
iniziative dirette al mondo politico, allo scopo
di ottenere la giusta attenzione verso i
problemi che rappresentano
non già gli
interessi della Categoria, quanto,
piuttosto,
quelli del cittadino
che, attraverso l'avvocato,
rivolge allo
Stato la sua domanda di giustizia.
A rimarcare, infine, l'ispirazione non
propriamente
unitaria e super partes della
U.N.C.C. vedasi
la delibera di Giunta del 16
aprile u.s. che
indica come interlocutore
(privilegiato
? - n.d.r.)
il solo Partito Democratico, al
quale viene
rivolto l'invito "ad assumere in
Parlamento
atteggiamenti conformi alle
dichiarazioni recentemente rese dai suoi
esponenti".
Ma tant'è, la visione partigiana dell'UNCC
sembra essere
una linea-giuida costante se è
vero - come si
apprende dal resoconto web
dell'Unione -
che è stato stabilito che al Centro
Studi
dell'Avvocatura Civile (istituito con
deliberazione
del 15 maggio u.s.) potranno
aderire
, oltre alle Camere Civili territoriali,
" le
altre associazioni che saranno ritenute
meritevoli
dal Consiglio Direttivo"(sic!).
A questo punto, è facile immaginare le ore
angosciose che
vivranno molte associazioni
forensi nell'
attesa di conoscere quali siano i
meriti da
esporre sul proprio medagliere per
rendersi
degni di una tale ambitissima (...)
partecipazione
!
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