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Tra i soggetti che hanno risposto con iniziative concrete
all'appello lanciato dalle colonne del Corriere della Sera
dall'imprenditore toscano Giuliano Melani, il più
significativo è, senz'altro, la Cassa di Previdenza degli
Avvocati.
E' di
questi giorni la notizia - diffusa dai mass media cartacei e
on line (in particolar dal sito web della stessa
Cassa Forense) - secondo cui la Cassa degli Avvocati,
presieduta da Alberto Bagnoli, ha acquistato titoli di
Stato (BPT) per un valore di 150 milioni di Euro.
Si
tratta, senza ombra di dubbio, di un'iniziativa che darà buoni
frutti a vantaggio della solidità dell'Ente Previdenziale Forense,
che è stata adottata - come ha precisato lo stesso Avvocato
Bagnoli - a seguito di apposita deliberazione del
Comitato dei Delegati, dopo un' attenta valutazione di carattere
finanziario.
Non
abbiamo motivo di dubitare della correttezza della determinazione e
della sua bontà sul piano del rendimento, sia pure non a breve
termine, anche se i boatos sempre più insistenti, in ambito
UE, destano qualche preoccupazione circa il futuro dell'Euro e
di ciò che ad esso è collegato: sembra, infatti, che le oscure forze
della speculazione economica internazionale stiano per sferrare un
attacco che potrebbe avere effetti devastanti di tipo recessivo per
i Paesi della Comunità e, in particolar modo, per il nostro.
Nel
valutare, tuttavia, la notizia del recente investimento conforme al
dettato Melaniano, ci viene in mente un'altra notizia - per la
verità assai meno pubblicizzata (apparsa solo sul Sole 24 Ore
dell'11 novembre 2008) - relativa al (fallimentare)
investimento fatto dalla Cassa Forense, qualche anno fa', di oltre
200 milioni di Euro in azioni della Leman Brothers statunitense,
di cui non si è saputo più la fine.
Crediamo, allora, che - come avvocati - ci sia consentito di
chiederci :
- quella iniziativa fu
preceduta da pari prudente attenzione da parte dei Delegati
dell'epoca, in larga misura , coincidenti con quelli attuali ?;
- che tipo di accertata
competenza possedevano e posseggono i Colleghi delegati ,
sulla materia ?
- di quali qualificate
consulenze essi si sono preventivamente avvalsi ?
- quali i costi di
dette eventuali consulenze ?
Sarà gradita una chiara risposta
che ci impegniamo a pubblicare.
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