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Sembra obbedire al vecchio detto secondo
cui "Chi ha il pane non ha i denti, e
viceversa",la miniriforma introdotta con la legge di conversione
del recente decreto sviluppo,applicata anche al Fisco locale.
I "denti", in questo caso, sono
quelli degli ufficiali della riscossione,
alle dipendenze delle avide società private di riscossione, al
servizio degli Enti locali, che - grazie alla riforma - sono rimasti
senza...pane!
La riforma, infatti, ha sottratto
agli esattori privati la possibilità - finora largamente (ab)usata -
di avvalersi della esecuzione fiscale, immediata e senza
preavviso (con adozione delle cd. ganasce fiscali...),
dovendo farsi ricorso alla ingiunzione "classica", che ha bisogno
dell'ufficiale giudiziario, come in tutti i casi in cui l'esecuzione
è richiesta da un privato, tale essendo,tutti gli effetti, la
società delegata dall'Ente.
In forza della recente novella
legislativa, dunque,la "procedura esattoriale", più rapida e
svolta direttamente dall'ufficiale della riscossione, potrà invece essere
utilizzata dai Comuni che riportano il servizio al loro interno, o
dalle società che saranno create per svolgere in house il servizio.
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Con questa novità - come si
vede - la dentiera è stata solamente modificata , attribuendone
l'uso a nuove figure di roditori, nominalisticamente differenti dai
vecchi ufficiali (circa 600, secondo l'Anacap)attualmente
parcheggiati nelle società private, da cui i Comuni vorrebbero
attingere a piene mani, in vista dell'addio a Equitalia,
previsto dal gennaio del 2012.
A raffredare gli entusiasmi dei sindaci,
però, vi è il blocco quasi totale del turn over,che la
manovra in arrivo rischia di trasformare in blocco totale,impedendo
qualsivoglia nuova assunzione!
Chi affonderà i denti,
allora,nell'appetitoso panino del valore di circa otto
miliardi ?
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