DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO

 
 

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        (aggiorn. novembre 2004)          

                                                                                                             

         

       Dalla padella

     ...alla brace,ovvero:

                        

                  dalla gogna mediatica...

        all' ipergarantismo della Privacy        

                                                                                                                          di  

                                      MARIO ROMANO

            

 
 

       

       Malgrado le ferme condanne espresse da più parti, ritorna...regolarmente l'uso distorto della notizia e dell'immagine, con una sistematica violazione - da parte della stampa e della televisione pubblica e privata - dei più elementari diritti della persona umana, collegati al principio della presunzione di innocenza (prima di una condanna passata in giudicato) e della tutela dei minori, la cui immagine e la cui identità non dovrebbe essere diffusa in occasione di eventi delittuosi che li vedano protagonisti o vittime.

       Diventa sempre più sfocato il ricordo decaso Tortora : un  dramma scaturito da un' assurda pagina processuale, resa ancor più cocente da  taluni  reportages, dettati da  prevenzione e morbosità ( piuttosto che da legittimo dovere di cronaca) che ha suscitato  il raccapriccio dell'opinione pubblica e la giustificata rabbia dell'amico e Collega Raffaele della Valle, che quella vicenda visse in qualità di intenso e sublime Difensore !

      Ebbene, dopo l'orgia di "mostri" cinicamente sbattuti in prima pagina, in un settore - quello del processo penale - che meriterebbe maggior riserbo da parte degli uomini del diritto e dei mass media, si assiste - oggi - ad un giro di vite , forse anche troppo drastico - come si dirà - riferito ad un ambito diverso della vita giudiziaria, com'e quello delle esecuzioni forzate e più precisamente delle vendite mobiliari e immobiliari in danno di un debitore , contro cui il creditore ha ottenuto un pignoramento in forza di un valido titolo esecutivo.

     Fino a ieri, il debitore , se pertinacemente si sottraeva all'adempimento dell'obbligazione contratta con il creditore, sapeva di dover subire, a conclusione di una procedura lunga, costosa e complessa, l'onta...della pubblicazione del proprio nome (sui muri o sui quotidiani) , con l'avviso della vendita del bene staggito in suo danno: sovente - come attesta l'esperienza di otto lustri di vita forense di chi scrive -  una simile prospettiva di (pubblica) vergogna fungeva da deterrente etico e psicologico che induceva l'esecutato a ricercare la strada dell'adempimento totale o parziale, nell'intento di scongiurare l'odiosa pubblicazione...

     A questo punto, l' intervento del Garante dei diritti di privacy ha reciso, d'un sol colpo, questa medioevale (!) procedura , stabilendo (con l'art.174 commi 9 e 10 del Codice Privacy) il divieto di pubblicazione del nominativo del debitore sottoposto ad espropriazione forzata: d'ora in poi,  una simile informazione (di cui, pure,  non può negarsi l'importanza, ai fini dell'identificazione del bene) potrà essere fornita, alle persone interessate - in via del tutto riservata - dalla Cancelleria presso cui pende la procedura .

     Mentre sorridiamo di fronte a questa...ipertrofia della privacy, ci chiediamo (girando la domanda al Garante)  chi mai garantisce la riservatezza del personale non magistratuale dei Palazzi (di giustizia) ,  che non sembra essere  legato da  segreto d'ufficio con riferimento a materia non coperta da segreto istruttorio , vincolo che, per vero, non si riscontra neppure con riferimento ad un oggetto ben più scottante  e delicato, qual'è quello delle indagini preliminari nel settore penale (i così detti: libri terribiles), dove si assiste a continue...fughe di notizie (di reato), spesso pubblicate prima sui giornali e poi recapitate ai diretti interessati!

     Ma tant'è.

L'importante è garantire

che il  signor Tizio che, magari, non ha pagato le rate della sua barca cabinata da dodici metri o la signora Caia, che ha...dimenticato di saldare il conto del gioielliere o del pellicciaio, non vedano  il loro nome scritto su un quotidiano, su internet o sulle mura della città.

     Un vecchio adagio popolare ammoniva che

 "il nome della canaglia è scritto sulla muraglia".

   Or bene, coloro che non onorano i propri debiti, a quanto pare,  non sono canaglie !

 

                                                                           

 
   
   
 

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