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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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(aggiornamento settembre 2002)
EUROPA, EUROPA...oltre la siepe !
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Credo che sia necessario per molti di noi mettere un freno alle umane passioni ed al senso di accorata disperazione conseguenti al dibattito in corso sui destini della giustizia in Italia. Gli sforzi alchemici dei magistrati parlamentari e degli avvocati parlamentari (o viceversa) di interpretare legislativamente il "pensiero dominante" sono tessere di un mosaico che, in un futuro abbastanza prossimo, potrà essere definitivamente interpretato come l'immagine degli anni bui della "questione giustizia". Su di essa incombe anche la gara, che ha assunto spesso, profondi significati semantici, fra i sostenitori della tesi del complotto dei giudici, ritenuti contaminati da furore giacobino ed i propugnatori della tesi evangelica della giustizia con la "g" maiuscola che dovrebbe anche perdonare e non dovrebbe mai smarrire una benevola propensione verso la grazia. "Una contrapposizione tra la maggioranza del Parlamento e la Magistratura italiana - è stato recentemente detto - non può che lasciare sgomenti gli italiani, divisi fra quanti credono che la Magistratura agisca per fini politici, con forti connotati eversivi e quanti pensano invece che siano governati da membri del Parlamento italiano che si sono resi responsabili di reati clamorosi dai quali cercano scampo attraverso l'approvazione di apposite leggi, con grave attentato ai principi costituzionali. In questa contrapposizione chiunque risultasse avere ragione decreterebbe la sfiducia massima sulle nostre istituzioni, o di Governo o di Magistratura". Inoltre, gli scioperi dei magistrati e dei penalisti iscritti alle camere penali hanno finito con l'assumere l'amaro sapore degli opposti estremismi ed hanno offerto anche all'ingegnoso Ministro della Giustizia l'occasione per esternazioni non sempre condivisibili. Il risultato complessivo di tanto dire appare rappresentato, allo stato, da un cedimento di credibilità del sistema giustizia nell'opinione pubblica del nostro Paese. E' anche per questo che val la pena per un giurista guardare ad un orizzonte piu' ampio, verso il quale anche gli scettici dovranno dirigersi: la Costituzione e la legislazione dell'Europa. Il consistente pluralismo culturale e giuridico la vischiosità delle tradizioni, la confusione di ruoli, i silenzi di chi ammicca al passato e la debolezza del radicamento di un pensiero comune, sono alcuni degli ostacoli che rendono ancora quanto meno difficile costruire la storia di una nuova "Nuova Europa". Eppure a Bruxelles si respira già l'aria dei domani, con fervore e vitalità, in contrasto con la commedia degli equivoci ed il tiepido consenso riveniente spesso dai singoli Stati nazionali. L'originalità dell'idea di Europa unita, che diviene Europa politica, passa certamente anche attraverso l'unione di popoli e di Stati, non in senso raccogliticcio,ma con una spinta dal basso e un confronto diffuso su quella che, comunque, deve restare una idea-forza per tutti, da realizzare attraverso una strada chiara, con indicazione netta delle leggi e, conseguentemente, dei meccanismi decisionali ed esecutivi. In una parola: Unità. Anche gli avvocati ed i giuristi dovranno fare sempre piu' la loro parte: un segnale - e non è il primo - viene dal sofferto percorso della "direttiva" (in fieri) del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali per contribuire alla flessibilità dei mercati del lavoro e dei servizi, nonchè dal groviglio di indicazioni riguardanti la riforma complessiva delle professioni nel nostro paese. Una maggiore attenzione al destino dei professionisti che prestano servizi di natura intellettuale consentirà di cogliere nuove sensibilità ed intercettare significative linee di sviluppo attraverso le quali si dovranno muovere i ceti professionali, fra necessaria "protezione" dell'attività in ragione di un interesse pubblico ed uno scenario europeo connotato da un forte orientamento "liberalizzato". Una esortazione sento di dover fare,affinchè passione e ragione, come sempre, possano, unite, creare quella comunità di intenti e di orizzonti che tutti desideriamo: guardiamo avanti, molto al di la' del muro, oltre la solita, spinosa, antipatica siepe. E non è poco!
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