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(aggiorn. Ott. 2010)

Dallo Scaffale al Web

FERDINANDO IV...IN PURGATORIO !

di

             Alba Cetara Muto

Qualche tempo fa' (cfr.: aggiornam. aprile 2010) questa rivista si occupò di un argomento alquanto singolare, raccontando l'esistenza (per la verità durata pochi giorni) di un'isola comparsa al largo della Sicilia, che il re Borbone  si era affrettato a battezzare con il suo nome, chiamandola "Ferdinandea", per sottrarla agli...appetiti inglesi!

L'episodio ,che si riferiva ad un fatto realmente accaduto, ci è tornato alla mente, allorchè abbiamo avuto il piacere - per gentile dono dell'autrice - di sfogliare il libro della Cetara Muto, in cui l'arguta scrittrice casertana descrive incontri immaginari del sovrano con  numerosi personaggi della storia antica e recente (da  papa Farnese a Tnucci, da Tanucci al contemporaneo Alois. da Nelson a Cavour e via raccontando) e lo fa con  accenti tanto realistici da sembrare veri o, quantomeno, verisimili, permeati - come sono - della profonda umanità dei Borbone, di cui l'autrice si rivela profonda conoscitrice, grazie ai suoi studi ed alle sue approfondite ricerche di carattere storiografico.

 Sicuri di fare cosa gradita ai suoi lettori, Giustiziaoggi, quale attestato di apprezzamento per l'opera della Cetara Muto, pubblica, qui di seguito,uno dei brani tratti dal libro, che ci è parso tra i più indovinati.

Buona lettura !

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Ferdinando IV , il Principe di Sansevero e la vita

"Maestà v'incontro di nuovo!".

"Ma, ormai, in questa nostra lunga attesa, chissà quante volte ci dobbiamo rivedere, vorrei tanto incontrare mio padre , il grande Carlo, ma non  mi è ancora concesso".

"Maestà, forse vostro padre già sta più in alto in quel luogo tanto desiderato da tutti noi che aspettiamo".

"Volesse il cielo, principe,il mio grande genitore se lo meriterebbe proprio, in fondo era un buon re. Faceva del bene a tutti , vi ricordate, fece perfino fare un albergo per tutti i poveri di Napoli. E poi era tanto religioso, ne ha fatto di regali a S.Gennaro e non solo ma aveva anche grandissimo rispetto per il Papa. Voi, piuttosto, io mi meraviglio sempre quando vi rivedo quassù, mi pare che la gente diceva che eravate una specie di diavolo che faceva le magie, eravate pure massone e poi neanche la chiesa vi sopportava, solo mio padre vi teneva in grande considerazione".

"Maestà,avete detto una parola che può scatenare tuoni e fulmini, per fortuna non vi hanno sentito, vi voglio spiegare.

Io non sto più in basso come dite voi, perchè ero semplicemente uno scienziato. Ma allora non si capiva, oggi mi avrebbero dato il premio Nobel invece di fare le corna quando io passavo".

"Forse avete ragione, la vita dei nostri discendenti come è diversa dalla nostra, allora era tutto semplice, ognuno al suo posto, i ricchi e  i poveri, gli ignoranti e le persone colte, insomma tutto come stabilito".

"Maestà e vi pareva giusto ? Chi teneva qualche idea diversa da quella degli altri veniva perseguitato. Io non ci posso pensare" .

"Principe però dovete ammettere che passano i secoli e noi quassù chissà quanti ne vedremo ancora, ma l'umanità non è che cambia molto. L'unica cosa forse migliore che ai tempi nostri, è che la gente non pensa troppo ai suoi guai  perchè si distrae, ci sta  quella scatola che fa gli spettacoli in casa, ci sta il calcio e ancora le auto che ce l'hanno proprio tutti, pure i più puverielli . E quante cose hanno i nostri posteri che ai tempi nostri ce le sognavamo".

"E' vero, maestà, però i sentimenti , quelli sino sempre uguali. Sire, la sofferenza ci sta sempre, le malattie pure, dispiaceri d'ogni genere , voi pazziate, quelli i nostri posteri sono più  infelici"

"Voi dite, Principe ?"

"E' certo , Maestà, perchè mentre prima pensavamo ogni tanto alla vita eterna, mo' la gente campa come se poi non ci fosse più  niente  e quindi l'imperativo categorico è fare tutto quello che passa  per la testa, insomma, Sire: godere l'attimo, come diceva quel filosofo, in latino, però. Vi ricordate, quello diceva: carpe diem".

"Avete ragione, principe, la gente si affanna, non ha mai un minuto per fermarsi e poi si crea le giustificazioni, mo' la carriera, mo' il divertimento, mo' la bellezza a tutti i costi, insomma i falsi problemi che distraggono e però fanno camminare il  mondo dei nostri posteri".

"Quanto ragionate bene, Principe e pensare che ora ve lo posso confessare, pure io vi consideravo una specie di stregone. I nostri posteri dimenticano e vogliono dimenticare che la vita è n'affacciata e' fenesta, come diceva un grande attore che anche lui, una volta o l'altra, lo incontriamo in questa nostra attesa".

"E, Maestà, poi se ne renderanno conto anche loro che non serve a niente affannarsi tanto: la vita combatti, combatti è, comunque, una battaglia perduta , come diceva quell'altro grande scrittore francese, Maestà, perdonatemi,io lo so che i francesi, alla larga da voi".

"Francesi o n on francesi, avete ragione:io non li potevo vedere,  però abbiamo detto delle grandi verità, pure io che non ero un  esempio di saggezza, ma tanto parliamo, parliamo, non ci sente nessuno, siamo solo fantasmi".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
     
 

       

                         

                      

                                                                           

 
   
   
 

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