|
Introdotta negli anni
novanta del passato
millennio, (con la Legge
26.11.1990 n.353) per
iniziativa del parlamentare
socialista Modestino Acone,
nell'intento di apprestare
uno strumento di possibile
deflazione del numero dei
giudizi che affollavano le
aule della Giustizia togata,
la riforma dei Giudici di
Pace ha subito un
mutamento rivoluzionario con
le modifiche via via
apportate, specie in
relazione all'abbassamento
dell'età: la funzione di
questo nuovo Giudice,
infatti, oggi può essere
assunta anche da laureati
(in giurisprudenza) di
quarant'anni, a differenza
di quanto originariamente
previsto, allorchè si era
riservata la partecipazione
ai soli pensionati
(funzionari statali o
avvocati), mirando ad una
riforma a costo zero,
ossia senza oneri
(assistenziali e
previdenziali) a carico
dello Stato.
E' singolare che, anche oggi
che molti di questi Giudici
(che impropriamente si
continua a definire
"onorari", come si dirà)
appartengono ad una fascia
di età tra i quaranta e i
cinquant'anni, la loro
posizione sia ancora quella
del lavoratore "a cottimo",
con un rapporto di lavoro
privo di continuità, anche
se di durata ultra decennale
e assolutamente scoperto di
copertura assicurativa e
previdenziale, pur non
potendosi inquadrare come
"autonomo" o
"professionale", dal momento
che , per il pagamento del
compenso a cadenza mensile
(stipendio?) , non gli è
consentito emettere fattura!
A ribadire - secondo
l'originale visione di
questo bizzarro...datore di
lavoro (che è lo Stato) - la
precarietà e perciò stesso
l'anomalia , di questa
figura di servitore della
Giustizia (a tempo
pieno),definito "onorario",
pur se inquadrato, a
tutti gli effetti, come
magistrato riconosciuto nel
codice di rito (artt.316
-322 c.p.c.) e
sottoposto al controllo del
Consiglio Superiore della
Magistratura (CSM), v'è una
circostanza solo
apparentemente secondaria e
cioè che, a differenza di
quanto accade per i
colleghi togati, gli
emolumenti mensili al
Giudice di Pace non figurano
tra le uscite per gli
oneri stipendiali ,
bensì tra le "spese di
giustizia", insieme alle
macchine fotostatiche, i
computer, gli schedari
ecc.!
Come si vede, vi è più di
una ragione che giustifica
il disagio di una
categoria,trattata senza
alcun rispetto per il lavoro
e sicurezza per la
vecchiaia.
Di qui lo sciopero (il più
lungo mai fatto da
magistrati togati e non )
preannunciato, per i giorni
dal 17 al 28 gennaio 2011
dalla associazione
nazionale, con una nota (a
firma del presidente
nazionale Gabriele Longo, e
del segretario generale
Alberto Rossi), in cui si
legge: «La gravita' della
situazione impone a tutti i
colleghi, giovani e meno
giovani, un'attenta
riflessione sui recenti
accadimenti politici:
nonostante gli incontri e le
assicurazioni avuti con il
Ministro Alfano durante
l'anno 2010, lo stesso
Guardasigilli ha proposto al
Consiglio dei Ministri
-convocato per il 30
novembre 2010 e poi rinviato
all'ultimo momento- un
disegno di legge sulla
riforma della magistratura
onoraria quasi identico a
quello gia' elaborato dal
ministero della Giustizia
nel dicembre del 2009 e
ritirato dopo gli scioperi
indetti dall'Unione a
dicembre 2009 e gennaio 2010».
I punti critici del progetto
ministeriale di riforma,
indicati dall'Unione: «non
assicura la continuita' del
rapporto», «non
prevede nessuna forma di
copertura previdenziale e
assistenziale», «mina
l'autonomia dei giudici di
pace, sottoposti alla
direzione del giudice di
appello (magistrato di
Tribunale), previa
soppressione dei
coordinatori», «prevede
la non rinnovabilita'
dell'incarico gia' in
presenza di un ammonimento».
«Come
primo segnale di piena
operativita' del governo -
aggiunge la nota -
nel recente decreto legge di
fine anno, la proroga dei
termini in scadenza e' stata
limitata al 31 marzo 2011
(un governo che si prepara
al voto elettorale avrebbe
perseguito una politica
radicalmente opposta),
escludendo i colleghi il cui
terzo mandato scade
durante l'anno 2011. Non
occorre un particolare acume
per comprendere che e'
intenzione del governo di
presentare nei prossimi
giorni, e sicuramente prima
del 31 marzo 2011, il
progetto di controriforma
della magistratura onoraria.
Intanto il ministero ha
predisposto un progetto di
revisione degli organici
inviato silenziosamente
al CSM a fine dicembre».
A fronte di un ...religioso
silenzio del CNF e del suo
presidente Guido Alpa, va
registrato con favore
l'intervento di Maurizio de
Tilla, presidente
dell'Organismo di
rappresentanza politica
dell'avvocatura, Oua, il
quale, nel dichiarare la
solidarietà degli avvocati,
ha ricordato come “L'Oua
ha più volte affrontato
l'argomento della
magistratura onoraria
affidando al Congresso
l'approvazione di una serie
di mozioni che fissano
regole rigorose che
andrebbero accolte in una
nuova legge ordinamentale
che regoli compiutamente la
materia. La magistratura
laica ha diritto ad una
compiuta regolamentazione
svolgendo una piena attività
giurisdizionale di pari
livello ed impatto per i
cittadini”.
Quest'ultima osservazione
ha,in se, un
altissimo significato e
dovrà essere presa in
considerazione dal
Legislatore, al quale va
rivolto un invito a tornare
ad occuparsi di cose serie,
come quelle che riguardano
il mondo del lavoro,
specie dei giovani, molti
dei quali, oggi - a
differenza dei G.O.T. che
continuano ad esercitare la
professione forense e
rappresentano, rispetto al
Magistrato, una supplenza ,
priva di un proprio
ruolo -
ricoprono la funzione di
Giudice di Pace, quale unica
attività retribuita, fonte
di sostentamento delle loro
famiglie.
|