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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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(aggiornamento aprile 2004)
Heri dicebamus /2 |
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La Giustizia di chi è ?
In un recente articolo apparso in in questa Rivista Web il nostro Caporedattore Enrico Romano, prendendo lo spunto anche da una provocatoria (ma non troppo) proposta del giornalista forense Romolo Roboa, avanzata in occasione dell'assemblea nazionale dell' Assostampa Forense (A.Sta.F.) tenutasi in Roma nel gennaio scorso ( v. aggiornamento febbraio 2004 :"Costituzione aperta, Costituzione chiusa" ), si era chiesto a chi appartenesse il Servizio Giustizia, dal momento che la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario presso la Suprema Corte di Cassazione, come in tutte le Corti di Appello e i Tribunali italiani , continua ad essere "monopolio" dei Magistrati, con una marginale presenza dell'avvocatura ! Ebbene, almeno con riferimento a qualche città italiana , oggi siamo in grado di dare una risposta: la GIustizia "appartiene" al GIudice, che ne disciplina a suo piacimento la fruizione. L'affermazione - che è eufemistico definire sconvolgente - scaturisce dalla notizia apparsa nei giorni scorsi sulla stampa , secondo cui (provocando la vibrata protesta dell'O.U.A. presieduta da Michelina Grillo), in occasione dell'astensione dell'avvocatura penale, proclamata su tutto il territorio nazionale dall'Unione delle Camere Penali Italiane, il Presidente del Tribunale di Trani ha impedito agli avvocati di accedere nelle Cancellerie del ("suo") Palazzo di Giustizia, a meno che dichiarassero (per iscritto ?) di dissociarsi dall'astensione. Si tratta di un'iniziativa - per fortuna solitaria,ma non per questo meno allarmante - che si commenta da sè e suggerisce due semplici interrogativi : -gli avvocati hanno o no il diritto di astenersi dalle (sole) udienze ? ed ancora: -in occasione dell'astensione dalle udienze, in passato proclamata ed effettuata dai Magistrati, qualcuno (e chi mai ?) ha impedito agli stessi Magistrati di entrare nelle Cancellerie, consultare e studiare i fascicoli processuali e, magari, redigere provvedimenti fuori udienza ? Ma tant'è, se l'avvocato è visto come un elemento complementare del giudizio civile o penale e non come compresenza essenziale all'amministrazione della giustizia , non dovremo più scandalizzarci di fronte ad episodi come quello appena ricordato, a meno che, nel frattempo, non intervenga - com'è auspicabile - il C.S.M. a rasserenare il clima sempre più nuvoloso e a rendere veramente uguale per tutti non solo la legge , ma anche ( il modo di amministrare) la Giustizia. ------------------------------------------------------------------------------------------------------
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