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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO

 
 

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   ( aggiorn. nov.2009 )

 

 GALLERIA

 profili di Colleghi-Giornalisti

   

   I QUADERNI di AUGUSTO CONTE  Presidente dell'Ordine di Brindisi e      Giornalista forense di razza.

  

   

 

 

 Dopo "Themis" di Roberto Porrello, la nostra galleria accende i suoi riflettori su  una iniziativa editoriale che,  patrocinata da un Ordine Forense, va ben al di la del consueto bollettino, per assumere le connotazioni di una la rivista giuridica di altissimo profilo, tali e tanti essendo gli argomenti trattati e gli articoli di  spessore culturale editi sotto l'amorevole guida e supervisione di Augusto Conte (nella foto) e, talvolta,  frutto della sua generosa penna. Così, in ogni numero è possibile  scoprire idee nuove in  tema di riforme processuali e ordinamentali, spesso anticipatorie delle conclusioni delle conferenze nazionali e della stessa proposta di legge di riforma di cui la nostra classe è , da tempo, in attesa e resoconti di eventi dell'avvocatura nazionale, arricchiti da recensioni di novità librarie (tra molte :"E lo difendono pure", scritto a quattro mani da Emanuela Montagna e Ettore Randazzo;"Sta povera Giustizzia", sonetti di Gioacchino Belli, commentati da Mauro Mellini).

 E' il caso di chiarire che, quando abbiamo scritto che i Quaderni ed il loro Direttore erano qui esaminati "dopo" la Themis del Collega Porrello, intendevamo riferirci ad un mero elemento temporale, non essendo nello stile di Giustiziaoggi redigere classfiche...: per noi, la posizione di tutti i Colleghi che hanno la capacità ed il coraggio di esprimere la propria opinione in uno scritto o in un discorso congressuale è da rispettare su un  piano di assoluta parità (...sono tutti primi); essa trova collocazione diversa solo al traguardo, ossia nell'apprezzamento maggiore o minore dei lettori o degli ascoltatori, a condizione che l'autore dimostri di  non

 La copertina del n.3 dei Quaderni del Consiglio Forense di Brindisi, curati dal presidente Conte.

 l'Avv.Augusto Conte, presidente del COA di Brindisi,  in compagnia del Ministro della Giustizia On.Avv.Alfano e - sotto - con il Direttore di Giustiziaoggi Avv.Mario Romano  alla recente Conferenza Nazionale OUA.

 essere disposto a sacrificare neppure una sola parola del suo scritto o del suo discorso sull'altare della dea audience , com'è - purtroppo - misera abitudine di quei presenzialisti di carta (stampata) e di televisione, veri scalatori di classifiche sociali a caccia di popolarità, per i quali non sembra valere più l'equazione "bravo = capace", bensì quella assai più facile di "noto=bravo".

Per fortuna, tra questi campioni della bravura... figlia dell'apparire, non c'è Augusto Conte, che è e resta un solido punto di riferimento etico e culturale dell'Avvocatura.

                                         M. R.

 

 

 

 

                                                                                        

 
     
     
 

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            DAL TESTIMONE INCONSAPEVOLE

allo SPIONE SENZA VOLTO  !

 

                                                                    di

                                                                 MARIO ROMANO

                                       

               

 
 

          La recente notizia di uno  spionaggio telefonico,

possibile attraverso l'inoltro di SMS con un comune

telefonino,trasformato in strumento di intercettazione

 abusiva, suscita sentimenti di sgomento e

ci fa tornare alla mente un libro di qualche anno fa

  (Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio

 - Sellerio Editore,2004) di cui apparve -

sulla rivista Studio  Legale del dicembre 2004,

 per i tipi della Giuffrè - una gustosa e realistica

 recensione  ad opera del Collega Remo Danovi,

giurista e saggista  di riconosciuto valore, nonchè

past presidente del nostro C.N.F.

       Il testo, che aveva suscitato l'attenzione di Danovi,

narrava dell'appassionata attività  di un avvocato 

 protesa nella difesa di un innocente,accusato della morte

di un fanciullo.

      La parte centrale del libro è dedicata tutta alla prova

testimoniale che il difensore riesce abilmente a demolire,

dimostrando come il testimone, asseritamente oculare,

in realtà  vide  sul luogo del delitto, "una persona",

 che non era, però,l'imputato.

     A tale ultima conclusione, l'avvocato perviene attraverso

una prova irrefutabile e cioè  con l'esame dei tabulati del

telefonino dell'imputato, che dimostra come nel giorno e

nell'ora del delitto egli si trovasse in luogo diverso e distante.

L'Autore, dunque, conclude che il testimone, a ben riflettere,

non può considerarsi mendace, bensì  falso inconsapevolmente,

poichè ha riferito un fatto realmente caduto sotto la sua

percezione visiva, ma diverso dalla realtà: tesi che, nel

 racconto, convince i Giudici e determina l'assoluzione

 dell'imputato.

         Dalla trama del racconto, Danovi trae spunto per

constatare  che, in realtà, nella vicenda il vero testimone

 inconsapevole va identificato nel telefonino cellulare,

attraverso il quale può risalirsi al  luogo in cui siamo.

      La conclusione di Danovi - tanto più significativa,

 se si pensa che lo scrive ben quattro anni prima

della scoperta odierna delle intercettazioni via Sms -

è che, pur non negando  a questo piccolo strumento

 portatile la capacità di essere di ausilio in importanti

inchieste, esso è un testimone spietato poichè parla

 in nostra vece e racconta ciò che non vorremmo

si sapesse, con buona pace di tutti i fiumi di parole e

di leggi sulla privacy!

           Che dire, poi, quando esso si trasforma in spione

senza volto ?

       A questo punto, insieme all'emanazione di leggi per

 limitare i casi di intercettazioni legali, sarà bene

sollecitare la introduzione di strumenti di tutela contro

gli abusi possibili con il piccolo ordigno , che dovrà essere

reso sicuro per l'uso cui è destinato, vietando la vendita

di quelli privi delle caratteristiche di tutela

della privacy, allo stesso  modo in cui sono state

bandite dalla circolazione le armi-giocattolo

suscettibili di capacità offensiva della 

 nostra incolumità.