|
|
E' ancora nell'aria
la polemica - secondo noi, eccessiva - provocata dallo spostamento di data di una trasmissione
di "Talk show", motivato con l'intento di evitare la
sovrapposizione con un'altra rubrica, in onda sulla prima rete della
Tv nazionale.
Sia chiaro che
non è questa la sede per approfondire il tema che, peraltro neppure
ci appassiona, essendo divenuto una disciplina ormai stabilmente
inserita tra quelle che affollano lo sport nazionale, ossia la
battaglia politica, non su temi di vero interesse generale (quali la
giustizia, la sanità, la sicurezza, l' occupazione giovanile ecc.)
ma a colpi di scoop scandalistici e attacchi personalizzati fatti
non più nella sede istituzionale (Parlamento), ma dalle colonne dei
giornali e dai salotti televisivi!
Il paragone con il
clamore che ha accompagnato la recente trasmissione condotta dal
pungiglion forbito, è d'obbligo, tuttavia, quando si assiste alla
interessantissima trasmissione mandata in onda su Rai Uno, a
cura della Università Telematica Internazionale (U.T.I.).
Si tratta di un Corso
di Aggiornamento per Avvocati,
curato con rara competenza e chiarezza da un corpo
docente, in prevalenza formato da avvocati anche di giovane età, di
cui omettiamo i nomi, non volendo far torto ad alcuno con possibili
omissioni.
L'iniziativa - a
quanto si apprende nei cd. titoli di testa - è accreditata dal C.N.F. (Consiglio
Nazionale Forense) e prevede il riconoscimento dei crediti formativi
per gli avvocati che vi partecipano, secondo le modalità web
appositamente previste.
Tutto bene, allora ?
Purtroppo no, perchè
si scopre che questa lodevole trasmissione, che dovrebbe interessare
una generalità di operatori del Diritto, si rivela... inutiliter
data, non solo
|
La "copertina" della trasmissione su Rai
Uno del Corso di Aggiornamento per Avvocati ( in onda alle
cinque del mattino...)
perchè , da parte di alcuni Ordini Forensi, non
si da riconoscimento ai crediti acquisiti presso altri Fori
(figurarsi a quelli via Tv o internet...),ma anche - e soprattutto -
per l'orario (ore cinque del mattino) in cui essa va in onda.
C'è da
chiedersi, allora, se si tratta di una scelta concordata con il
massimo Organo di rappresentanza dell'Avvocatura (e - perchè no? -
anche con l'O.U.A., che degli Avvocati ha la tutela di tipo politico),
ma ne dubitiamo fortemente, perchè il palinsesto Tv non consente ...intromissioni
di addetti ai lavori, ma resta prerogativa dei grand comìs du roi,
non importa se privi di specifica competenza.
Ci rendiamo conto che una rubrica che parla di problemi giuridici
(che peraltro, disciplinano tutta la vita umana, nelle sue
estrinsecazioni più varie) non incontra i favori delle masse di
ascoltatori, come quelle incentrate sui morbosi aspetti dei
casi giudiziari, trattati come telenovelas,
naturalmente nelle ore di grande ascolto, ma - per favore -
qualcuno ci sveli se è stato fatto qualche sondaggio (tanto di
moda...) che abbia accertato una cronica insonnia degli avvocati!
Se così non è,
siamo i soli a pensare che le cento e più ore di trasmissione
rischiano di rappresentare uno spreco di energie (culturali dei
curatori) ed economiche della nostra rete a capitale pubblico?
La Redazione di
Giustiziaoggi
|
|