DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO

 
 

   

      (aggiornamento dic.2002)

IV CONSULTA NAZIONALE AVVOCATI E GIORNALISTI

Bologna, 29/30 Novembre 2002 

 
   
 

         In nome del Popolo...

  

  

Saluto introduttivo ai  Convegnisti

 

di

 

MARIO RAPANA'

  Presidente dell'A.Sta.F.

 (Associazione Nazionale Stampa Forense)

 

Quando nel mese di febbraio di quest'anno abbiamo individuato il tema del "rispetto della legalità o caos", come ormai ci capita spesso eravamo consapevoli che avrebbe costituito un tema   "Caldo" per la fine  di novembre: numerosi erano  i sintomi di una malattia che per mancanza di una cura   appropriata doveva aggravarsi nel tempo.

E questo aggravamento Si è consumato, nel corso di quest'anno, sul  piano politico, sul  piano sociale e sul piano della giustizia. Le categorie professionali oggi qui rappresentate, pur nella diversità delle funzioni,  hanno - e devono avere - finalità comuni: la salvaguardia di valori fondamentali quali la democrazia e la libertà , la tutela del diritto  dei cittadini ad un vivere civile, giusto e dignitoso.

Allo stato, invece,dobbiamo registrare una crescente tensione e conflittualità tra la maggioranza di governo  e l'opposizione; una mobilitazione  popolare per rivendicare prospettive sociali di ampio respiro, non in sintonia con le esigenze politiche;  una giustizia che ha posto seri problemi di riflessione. Da un'esigenza di legalità al caos,  il  passo è  breve.

      Il nostro ruolo  è di stimolare, attraverso un confronto di posizioni, un risveglio alla realtà, alla responsabilità. E' opportuno ricordare a noi stessi un pensiero dell'amico Remo Danovi, oggi presidente del C.N.F., che abbiamo fatto nostro: noi avvocati-giornalisti siamo come  i guardiani del FAro , che nel mare della giustizia hanno un osservatorio privilegiato : siamo in condizione di vedere per primi le disfunzioni, le ingiustizie, le necessità, le carenze. Disfunzioni, ingiustizie, necessità e carenze che stiamo denunciando da anni tramite le testate forensi, i nostri organismi istituzionali ed associazionali, senza, però, riscontrare segnali positivi che ci facciano comprendere il superamento di una situazione di stallo. Al contrario siamo molto preoccupati per le pesanti polemiche politiche che rendono  molto ardua una riforma globale della giustizia che restituisca serenità in  ogni settore della società civile. L'Avvocatura -  con i suoi organismi  rappresetativi O.U.A. e C.N.F.-  ha  svolto un ruolo incisivo per il recupero di  un confronto sui contenuti, ma occorre uno sforzo comune di tutti,  politici, magistrati ed  avvocati, se vogliamo centrare l'obbiettivo.

I presupposti oggettivi ci sono. Una generale riflessione su quanto accaduto in questi ultimi  mesi - e in particolar modo per quanto accaduto a Cosenza e a Perugia - ci sta coinvolgendo  sul piano di una consapevolezza totale. Può essere il momento giusto per deporre l'ascia di guerra, richiamarsi alla sensibilità del Presidente della REpubblica che invita alla moderazione e al dialogo, incontrarsi sui punti chiave, revisione dei codici, della magistratura onoraria, scuole forensi, informatizzazione del sistema, separazione delle carriere.

A Verona, dal 12  al 15 dicembre, in  occasione del Congresso straordinario Forense indetto dall'OUA, certamente questo nostro auspicio troverà la giusta palestra  per un approfondimento.

Come abbiamo scritto sulle nostre testate, con questa Consulta non si vuole interferire  nel merito delle problematiche, ma certamente si vuole mandare un messaggio forte  in quanto siamo convinti che non c'è più  tempo  per le incertezze.       Per rafforzare  questo   nostro intendimento  abbiamo   inteso   realizzare  in via  sperimentale   una comunicazione-spettacolo con l'ideazione di un processo all'imputato Processo, in nome del Popolo , che si terrà questa sera presso l'Oratorio San Filippo Neri e nel quale  saranno  protagonisti il Dott. Carlo Nordio, Presidente della  Commissione  per la Riforma del Codice Penale, gli Avvocati Sergio Rossi  e Luigi De Maio, nonchè  i Giornalisti  Massimo e Roberto Martinelli. 

Può  apparire una coincidenza  profetica,ma quest'anno ricorre il centenario del caso Murri, un caso  che fa  storia per la sua spettacolarizzazione e per il suo aspetto politico che ha avuto come teatro proprio  Bologna. La Cassazione fu chiamata a pronunciarsi sul trasferimento di sede per "legittimo sospetto": Un caso verificatosi all'inizio  del secolo scorso ma che può  essere  ambientato in questo nuovo millennio per essere stato un esempio di uso politico, attraverso la stampa, di una  inchiesta giudiziaria. Anche ieri si poneva l'esigenza di una legalità che  ancora oggi stiamo tentando di perseguire. Spazi e tempi diversi, ma in sintonia  con un  modo di  intendere e volere proprio del nostro sistema odierno di  vita.     

  

 

    

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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