(aggiorn.dic.
2011)
Dallo Scaffale al WEB
ITALIA S.p.A.

"Davvero la
politica deve fare un passo indietro ?
Sì', esclamano convinti gli
italiani che popolano
il romanzo politico di Falsitta,
creando così i
presupposti perchè l'Italia si trasformi da
Repubblica in Società per Azioni."
* * *
Può apparire un'iperbole - e
forse lo è, -
ma la metafora con cui Falsitta, mette a
frutto
le sue esperienze di politico (maturate
quale
componente della Commissione Finanze
della Camera dei Deputati)
e di studioso
(da anni docente di Diritto penale
tributario), rappresenta, per i lettori,
una ghiotta occasione
di approfondire
una pagina della nostra Storia politica
recente,
ancora tutta da scrivere.
Siamo, dunque, grati
all'Ufficio Stampa
del Battaglino - ed alla
sua responsabile
Maura Lugano - che
ci ha fatto pervenire
la
segnalazione, dandoci lo spunto per
qualche considerazione
attagliata anche
all'attualità di questi
giorni.
Un particolare non
trascurabile, che
connota questo libro di una vera e propria
vena... profetica ( così come è
scritto nel
sottotitolo) è che
si tratta di un lavoro che
risale a ben cinque anni or
sono, quando il
nostro Paese era ancora saldamente
nelle
mani dei politici di professione: all'epoca
sarebbe stato considerato come un
evento di fantascienza
un governo di
soli "Professori"
(cd."Tecnici"), la cui
composizione richiama alla memoria la
Repubblica di
Platone !
Ciò che
sconcerta, tuttavia, è che, nella
Spa ipotizzata da Falsitta -
che oggi sembra
aver preso forma - i cittadini
"azionisti",
anzichè percepire dividendi,
sono costretti
a far fronte , con propri
sacrifici, ai buchi
di bilancio provocati dagli
amministratori,
( in larga misura, gli
stessi da un ventennio),
che hanno fatto un uso , a dir
poco,
dissennato delle risorse,
non esitando
disinvoltamente ad
accrescere, in modo
esponenziale, i loro compensi e
privilegi.
A
questo punto, è lecito che i cittadini
("azionisti") si aspettino che,
tra i primi
provvedimenti di risanamento ,
il
nuovo Consiglio di
Amministrazione
(alias:Governo) vari un taglio
concreto
e sensibile di quegli
scandalosi privilegi:
sarebbe, infatti, eticamente
scorretto, e
perciò stesso inaccettabile,
imporre la stessa
aliquota di Ici ad un modesto
impiegato
(percettore di un reddito di
duemila Euro
mensili) e ad un ex primo
ministro (si
pensi a Giuliano Amato e non
solo) che
"gode" di un introito mensile
di Euro
trentunomila !
In
qualsiasi famiglia ben guidata, il padre
che chiede al figlio di
limitare le spese,
andando all'università
con i mezzi
pubblici, di certo non
continuerà ad
andare in ufficio con la
Maserati ed
a solcare, con il suo
panfilo da nababbo,
i mari della nostra
Italia, squassati
dalle... tempeste di spread
!