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"Un mugnaio non aveva lasciato ai suoi tre figli che il mulino,
un asino e un gatto. Le parti furono presto fatte senza neanche
tirare in ballo il notaio e l'avvocato. Costoro si sarebbero
mangiata in un boccone tutta la misera eredità".
Comincia così la celebre fiaba di
Charles Perrault che l'avvocato e notaio luganese Stefano Bolla
rilegge e interpreta con raffinata ironia, spiegandone i riferimenti
colti e coltissimi e quelli legati alla tradizione popolare.
E' certo che nell'incipit riportato
sopra e nella certezza del risultato sostanzialmente negativo di una
lite ("Costoro
si sarebbero mangiata in un boccone tutta la misera eredità")
c'è un sentimento di sfiducia profonda e radicata che trova una
divertente espressione figurativa nella facciata della casa
Romagnoli in Marolta (Val di Blenio- Canton Ticino). Sulla sinistra
è affrescato un uomo nudo che addita la scritta "ho sempre
litigato e ho sempre vinto, guardate come son dipinto".
Dall'altra parte un personaggio sontuosamente vestito , certamente
un uomo di legge, probabilmente un avvocato,che reca in mano un
incarto dove - a testimonianza di studiosi - stava scritto "ho
sempre litigato e ho sempre perso, guardate come son diverso".
E' interessante annotare che la casa fu fatta edificare nel 1685 dal
giudice Francesco Romagnolo che vi amministrava la giustizia
e che intendeva, così, mettere in guardia i valligiani dai
rischi della litigiosità.
(...) Anche il gatto della fiaba è
rappresentazione di un uomo di legge. Il nostro Autore individua
quelli che chiamiamo indizi concordanti, a cominciare da borsa e
stivali che il Gatto chiede preliminarmente - quasi fosse un fondo
spese - al suo disgraziatissimo padrone : la borsa era l'attributo
professionale più comune ed emblematico del giurista e
nell'immaginario collettivo si riempiva di incarti per svuotarsi e
riempirsi di denari con lucrosa ed ininterrotta ciclicità. Il gatto
e l'avvocato hanno in comune l'attitudine ad imbrogliare: il
gatto, con l'agilità e l'astuzia,fa ciò per cui l'avvocato utilizza
l'abbigliamento, il linguaggio, i riti astrusi e incomprensibili che
ne hanno sempre favorito l'accostamento al diavolo!
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(...) IL
Gatto, calzati gli stivali e ricevuta la borsa , diventa le Maitre
Chat, uno che sa usare tutti i mezzi sporchi dell'astuzia, della
piaggeria e dell'intimidazione dei testimonima a fin di bene: un
avvocato che toglie al ricco Orco - uccidendolo con l'inganno - per
dare a un povero.Un avvocato che fa girare a rovescio la ruota della
Giustizia !
Può accadere, è sempre
accaduto,che un avvocato
usi mezzi discutibili per fini nobilissimi o per fini turpi, ma chi
è libero e non ha l'obbligo di dimostrare nulla a nessuno può
sorridere di se stesso e della sua professione senza necessità
di immagini oleografiche , repertorio di una nuova classe di
virtuosi del training autogeno che non può fare a meno di berretti a
quattro spicchi.
Finchè tutto questo sarà possibile,
finchè non confliggerà con inderogabili strategie aziendali o con
doveri di appartenenza a gruppi più o meno chiusi e cui,sarà
possibile imbattersi in avvocati che, come Stefano Bolla, non
scrivono solo per far capire che hanno letto, ma per parlare
di noi con leggerezza , con gusto, con ironia e con arguzia.
(*)
Etratto da Themis-
Rivista giuridica quadrimestrale diretta da Roberto Porrello
(Busto Arsizio)
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