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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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(aggiorn.marzo 2009)
LA LUMACA CON LE ALI
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Importante iniziativa italiana in tema di Giustizia Europea noterelle di Gino di Sacco
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Immagine tratta dalla copertina del libro "Racconti di un Giudice" ( di G.Pellegrino - Edizioni Cedam )
E' ancora viva l'eco della sentenza emessa da un Tribunale tedesco, al termine del processo durato solo tre giorni, a carico del padre-mostro, colpevole di una ventennale violenza sessuale nei confronti della propria figlia. Implacabili, in proposito, i commenti della stampa italiana,ispirati dall'inevitabile paragone con i tempi della nostra Giustizia-lumaca. Grande sorpresa , dunque, ha suscitato la notizia della recente approvazione - di parte del Governo italiano - di un emendamento presentato alla Legge Comunitaria 2008, in questi giorni all'esame della Commissione per le Politiche Comunitarie del Senato. Com'è noto, secondo la pre-vigente normativa, per ottenere che il cittadino straniero sconti la pena inflittagli da uno Stato dell'UE,nel proprio Stato di origine , in relazione a reati commessi sul territorio di un altro Stato, è necessario il consenso da parte del condannato, il che rende praticamente inapplicabile la norma stessa. Ebbene, con il predetto emendamento (contrassegnato con il n.1.8 dell'allegato B della direttiva comunitaria Z.2008/115/Ce) con riferimento al principio di reciprocità del riconoscimento delle sentenze penali con pene della durata massima non inferiore a tre anni, è stabilito il rimpatrio del cittadino per l'espiazione della condanna in istituti penitanziali dello Stato di origine del condannato. L'elemento di novità di tale emendamento consiste, per la verità, non tanto nel suo contenuto, peraltro non trascurabile laddove abolisce il consenso del detenuto, quanto piuttosto, nei tempi di attuazione che, accelerando quelli previsti (per il 2011) per l'entrata in vigore della normativa europea, ne ha anticipato l'immediata applicazione. E' di ogni evidenza, dunque, l'effetto positivo per il nostro Stato, che è tra i Paesi europei a più alto tasso di flussi migratori. Non può, tuttavia, tacersi un' amara constatazione e cioè che - a ben vedere - nel nostro Paese i provvedimenti legislativi sembrano obbedire a criteri di urgenza unicamente con riguardo a casi eclatanti amplificati dal mass media... Duole osservarlo, ma a confermare questo sospetto basta ricordare i recenti efferati delitti attribuiti a cittadini stranieri, sul nostro territorio e la drammatica vicenda Englaro , con il decreto legge di cui si è tentato il varo, addirittura durante quel tragico accadimento ! Vien fatto, allora, di chiedersi: ma la legge non dovrebbe avere connotazioni astratte e validità "erga omnes", svincolate dal caso specifico ? Tant'è, in Italia, non riuscendo a prevenire la commissione dei reati, si avverte la necessità di sfollare le carceri e quello adottato potrà rappresentare un utile strumento deflattivo!
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