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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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Sito Internet : www.giustiziaoggi.it - e-mail:avvromanomario@libero.it Tel. e Fax: 0823. 844686 |
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(aggiorn.
genn.2010
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Da KIPLING a GIOVANETTI: Lettera di Auguri ai Figli del terzo millennio ! Il fondo apparso sul quotidiano trentino "L'Adige" giovedì 31 dicembre 2009 , che ,nello stile e nel contenuto, evoca - senza imitarlo - il celebre "IF" di Kipling , rappresenta , secondo noi, un augurio realistico ed efficace da rivolgere ai nostri giovani del terzo millennio. Il senso di appartenenza e le tradizioni di tenacia e sacrificio , che hanno forgiato, da sempre, le popolazioni di quelle innevate città di montagna, attraverso le parole di Giovanetti , spiegano la collocazione ai vertici della classifica della qualità della vita delle comunità di quella bella regione, fino a farne un modello da imitare. Citata doverosamente la fonte, dunque, Giustiziaoggi ripropone il "pezzo" quale buon inizio e prosieguo di anno nuovo per i suoi lettori , invitandoli a non fermarsi a metà: è, infatti, verso la fine che la lettera rivela tutto il suo significato ! IL DIRETTORE
LETTERA a UN FIGLIO : Non arrenderti di PIERANGELO GIOVANETTI Caro figlio mio, il primo decennio degli anni 2000 è finito e stiamo per imboccarne un altro. Le speranze e le attese allo scoccare del millennio, dieci anni fa, sono andate in gran parte deluse. Il Paese in cui ti appresti a diventare grande è un paese in pieno declino: economico,sociale, politico e morale. Non c'è indicatore statistico o parametro comparativo che non ci spiattelli ogni giorno inesorabilmente l'arretramento in cui ci inabissiamo. Caro figlio mio sei ancora alla scuola dell'obbligo ma sei già consapevole che il futuro che ti aspetta non sarà quello dei tuoi genitori e della generazione che ti ha preceduto. Mi domandi se , quando sarai grande , avrai un lavoro e non so darti risposta,visto che oggi a 40 anni si è ancora precari e tutti i posti di lavoro di qualche rilievo sono già occupati. Mi domandi se studiare serve, visto che nel nostro Paese la competenza e la preparazione sono requisiti secondari : ciò che conta sono le conoscenze e le furbizie levantine che premiano chi chiacchiera di più e vende fumo rispetto a chi ha studiato e si è fatto il mazzo per per prepararsi alla vita. Certo, hai ragione, le ultime due generazioni si sono mangiato tutto , anche la tua parte. Sono andate in pensione a 40 anni, a 50 , a 55, quando tu, se andrà bene,se la pensione ci sarà ancora e se sarai riuscito a raggiungerla mettendo insieme i mille spezzoni lavorativi a cui sarai costretto, l'avrai forse a 70 anni e sarà una miseria. Il posto fisso non esiste più. E nemmeno lo spazio per costruirti la casa c'è più, visto che le due generazioni che ti hanno preceduto hanno consumato più territorio loro di tutta l'umanità messa insieme dai tempi del big bang. Pure il benessere che riuscirai a raggiungere, per te e la tua famiglia, per la prima volta sarà in dubbio. Non è detto che tu potrai godere dello standard di vita con cui sei cresciuto, perchè i prossimi anni si presentano ancor più duri, più in salita , più difficoltosi. Per la prima volta, da secoli, la generazione successiva avrà meno della generazione precedente , consumerà di meno, potrà godere di minori vantaggi e prospettive , non potrà scegliere il lavoro che gli piace, non potrà realizzare i suoi sogni perchè non c'è più spazio per realizzarli. Anche se sei piccolo, figlio mio, ti stai rendendo conto di come si sia abbruttita la società in cui vivi, involgarita, arrabbiata, senza speranza. Quando accendi la televisione , ti si riversa addosso una vomitevole colata di urla, di vuoto, di abbrutimento morale e civile. Mi domandi qual'è la differenza tra politica e spettacolo e non so darti risposta, perchè la politica ha rinunziato da tempo a guidare il Paese per accontentarsi di farlo ridere (o piangere) , di assecondarlo nei suoi istinti più bassi e bestiali, anzi di cavalcare le sue paure , le sue insicurezze, alimentando l'odio per trarne qualche vantaggio elettorale . Ti capisco, quindi, figlio mio , per come sei rimasto impressionato giorni fa, quando ti è caduto l'occhio su quel titolo in prima pagina di "Repubblica" che tuo padre incautamente ha portato a casa. Era la lettera di Pierluigi Celli a suo figlio. E il titolo diceva :"Figlio mio , lascia questo Paese". Mi hai chiesto se era vero, se anche tu avresti dovuto lasciare il Trentino e l'Italia, perchè questa nostra Patria non da più futuro ai suoi figli. Allora non ti ho dato risposta e i tuoi occhi ne sono rimasti impressionati. Domani un nuovo anno si apre, un nuovo decennio prende avvio. Di solito si fanno gli auguri. Questa volta io non ti faccio gli auguri , ma ti dico ciò che mi viene dal profondo del cuore. Ci ho pensato molto alla tua domanda. E ti dico: no, figlio mio, non lasciare il nostro Paese. Non arrenderti allo sfascio in cui siamo ogni giorno sempre di più avviluppati. Non ascoltare tanta classe politica, la televisione, i "grandi" maestri del pensiero di oggi, che vogliono dissuaderti dal pensare al futuro. Certo il messaggio che propinano è suadente. Ti dicono: vivi solo il presente, non preoccuparti di quello che avverrà domani, carpe diem, consuma, spendi, batti le mani, non serve impegnarsi, essere responsabili, dire la verità, assillarsi per ciò che verrà dopo. Tu goditi solo l'oggi e fregatene del resto. Lo so, è il contrario di quello che io e tua madre ,faticosamente,cerchiamo ogni giorno di trasmetterti. E' l'opposto dei valori su cui abbiamo costruito la nostra famiglia , quelli che hanno spinto anche i nonni a lottare per vincere la miseria della guerra e la povertà del Trentino del dopoguerra per costruire loro e per i loro figli un domani. Non avrebbero fatto nulla e raggiunto alcun risultato, se avessero anche loro pensato solo a galleggiare sul presente , senza la memoria di ciò che era stato il passato e una fortissima speranza e attesa per il loro domani. Sicuramente sarà faticoso, più faticoso di quello che è stato lo sforzo di tuo padre e di tua madre. Ma non arrenderti, non scappare . Non rinchiuderti nel nirvana di chi non vuol vedere lqa realtà delle cose, rincorrendo il sogno di fare la velina o il calciatore. Tu studia, impegnati, sgobba. Se la tua insegnante ti dice di leggere un libro, tu leggine due. Se tuo padre e tua madre non ti impongono delle regole e una disciplina , tu richiedila. Se chi ti sta attorno infrange le regole, tu rispettale ancor di più , perchè solo così si può salvarequel resto di civiltà che fa ancora di noi una comunità e non la giungla. Metti nel conto di sudare una lunga gavetta, di fronteggiare una competizione spietata, molto di più di quella che c'è stata fino ad oggi. Assorbi dentro di te il metodo dell'impegno , della fatica , della tenacia, del non lasciar perdere al primo ostacolo. E' l'unico metodo che conosco che ti potrà dare un futuro , in un'epoca e in una società che non vuole pensaee al futuro. Sì, dovrai preoccuparti anche di pagare i debiti che noi abbiamo fatto al posto tu. Dovrai lavorare per risanare i conti che noi allegramente abbiamo sperperato, lasciando sulle tue spalle montagne di debito pubblico. Dovrai anche risanare i disastri ambientali che in una generazione o due, abbiamo arrecato al nostro territorio, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta. Dovrai armarti di resistenza, forza morale, solidi valori, capacità di essere comunità, cose che troppo a lungo abbiamo sventuratamente deriso e picconato. E dovrai lanciarti con coraggio, generosità e passione in questa avventura. L'avventura di poter dare ancora un futuro a te e al tuo Paese, senza essere costretto a scappare. Si lo so, fa paura pensare di dover combattere ogni giorno con una società fatta di apparenza invece che di sostanza, di spreco invece che di sobrietà, di eccessi invece che di senso del limite. Ma qui si vedrà se vali, perchè io e te sappiamo già che sarà dura, che probabilmente andando all'estero otterresti più soddisfazione, più civiltà dei rapporti, più serietà delle istituzioni e di chi le incarna, più senso di patria di chi pensa solo al proprio interesse e tornaconto personale spacciandolo spudoratamente per Bene comune, in realtà completamente ignorato. Non so se ce la farai. Non so se ce la faremo. Ma a poche ore dalla mezzanotte, quando stapperemo lo spumante , i sento di dirti che questo è il vero augurio che dobbiamo farci: non arrenderci serietà dell'impegno . Sarà come remare controcorrente. Metti in conto anche di venir deriso, scavalcato, sbertucciato perchè credi ancora nella serietà dell'impegno e nella fatica delle cose indispensabili per raggiungere il risultato. Va avanti lo stesso, come quando d'estate andiamo in montagna e vediamo la cima ed è fatica e sudore per arrivarci. Ma solo così ci si arriva. Figlio mio , non arrenderti. Buon 2010.
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