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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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( aggiornam.luglio 2004 )
"LO SGUARDO NUOVO" * * * Con quello odierno, Giustiziaoggi apre uno spazio redazionale dedicato a notizie e fatti, attinenti più o meno direttamente, con il mondo giudiziario, legislativo o forense, che meritano di essere sottolineati e magari criticati. Il titolo di questa nuova rubrica è tratto dalla parafrasi di un' affermazione del grande Marcel Proust , secondo cui " la scoperta non consiste sempre nel trovare cose nuove , ma piuttosto nel vederle con occhi sempre diversi". Per una volta, dunque, tentiamo di vedere i fatti con un occhio diverso, ispirato - se occorre - ad una sana autocritica, dismettendo lo stile presente in molti interventi anche paludati -si pensi a Congressi e Conferenze - troppo spesso autoreferenziali e poco propositivi. invitiamo , dunque, i nostri Lettori a segnalarci le loro disincantate riflessioni.
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a cura di Gino di Sacco |
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Sappiamo tutti come finì quell'incontro : nel momento stesso in cui fu pronunciato il nome della possibile controparte, codici e pandette scomparvero come per incanto e lo sbigottito Renzo Tramaglino si ritrovò senza difensore! Molti secoli sono trascorsi dall'epoca di quella scena descritta dal grande Don Alessander,non senza una una dose di cinica ironia . Da allora, l'Avvocato ha subito positive evoluzioni, assumendo, sempre più, la figura del Professionista dedito alla difesa degli interessi del proprio patrocinato, con scupolo e fedeltà, fondati sulla propria etica, consacrata nel Codice Deontologico, (varato nel '94 a Salonicco e recentemente assurto a dignità di legge) e sul giuramento prestato all'atto dell'iscrizione all'Ordine Forense. Nella vita quotidiana, tuttavia, le cose non stanno sempre così se è vero che si assiste a cadute di stile, mancanza di professionalità e, perfino, violazioni anche di natura penale sempre più frequenti che determinano (o dovrebbero determinare) l'intervento sanzionatorio degli Organi di rappresentanza (COA territorialmente competenti) alcuni dei quali, però. sembrano troppo presi dall'0rdinaria amministrazione e, perciò stesso, distratti rispetto al delicatissimo compito di vigilanza sulla condotta dei propri iscritti. A colmare questo vuoto...ha pensato , allora, la Suprema Corte di Cassazione, la quale - con una recente pronuncia (la sentenza n. 14597 depositata il 30 luglio u.s.) ha stabilito che risponde civilmente nei confronti del proprio cliente, con obbligo di risarcimento del danno, l'avvocato che sia venuto meno al suo "dovere di diligenza", nel quale secondo l'autorevole opinione della S.C. - rientra, a giusto titolo, "l'informazione del cliente sui risvolti fattuali e giuridici del giudizio da intraprendere e l'opportuna azione di dissuasione verso liti temerarie e di prevedibile esito negativo". In altre parole, dalla Corte è stato ribadito il ruolo di consulenza che deve essere esercitato dal Legale, che dovrebbe precedere e , in taluni casi, sovrastare , la funzione difensiva in ambito contenzioso. Qualcuno potrebbe obbiettare che si tratta di una considerazione ai limiti dell'ovvio e stupisce che per essa si sia dovuta scomodare un'Autorità giudiziaria di così alto rango. A ben vedere, tuttavia, constatiamo che, in maniera più o meno tangibile e consapevole, buona parte della classe forense quotidianamente incorre in un tale vizio comportamentale: le ragioni sono da ricercare, da un lato, in una distorta formazione del giovane professionista, convinto di dover dimostrare il proprio valore unicamente nel confronto dialettico del processo e avvalendosi dei ritardi che il codice di rito necessariamente offre e dall'altro , dalla quasi totale assenza, nella clientela specie privata, di una mentalità transattiva che porti a scongiurare, piuttosto che a creare il contenzioso giudiziario, avvalendosi - a tempo opportuno, ossia in via preventiva - di una qualificata consulenza, da remunerare adeguatamente. Si tratta di un'esigenza avvertita e, in larga misura, attuata nella maggior parte dei Paesi europei e nel nord della nostra Penisola: duole ammettere che su questa strada il Mezzogiorno d'Italia brilla per un ritardo a cui è tempo di porre riparo, se non si vuole restare fuori mercato...!
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