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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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LUTTO PER IL MONDO DELLA CULTURA LA SCOMPARSA DELLA GIORNALISTA-SCRITTRICE MARIA ANTONIETTA STECCHI DE BELLIS
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Mancherà a queste
nostre pagine Web, con cui - da alcuni anni - aveva intrapreso
una consuetudine di preziosa collaborazione, donando veri
e propri saggi, attinti dall'inesauribile scrigno del suo sapere umanistico
e giuridico. La testimonianza di vita quotidiana
dei Grandi Maestri dell'Eloquenza (da Bentini a Marciano, da Porzio a De
Marsico) affidata alla sua calda prosa , edita da Laterza e Schena,
resterà scolpita nella memoria di tutti noi che, negli
anni, leggendola o avendo avuto il privilegio di
incontrarla ed ascoltarla, abbiamo imparato ad ammirarne il
tratto signorile dello scritto, del tutto
coerente con la sua figura di autentica gentildonna della
Cultura: memorabile il suo intervento nel convegno indetto
presso il Tribunale di Sala Consilina (luglio
2002) - in occasione dello scoprimento di un busto al
Grande Alfredo De Marsico - dove l'elogio del Maestro fu tessuto in
un mirabile contrappunto con quello, altrettanto maiuscolo, del
"nostro" Emilio Buccico.
Era stata presentata ad Alfredo De Marsico nel marzo del 1973, quando - su invito del giornalista napoletano Erminio Scalera, tenne una dotta dissertazione presso un Circolo culturale di cui De Marsico era presidente. Da allora, sollecitata dalla sua formazione giuridica e dall'ambiente familiare (era laureata in giurisprudenza e figlia di un alto magistrato) dedicò gran parte della sua esistenza alla ricerca della produzione scientifica e professionale svolta dal Maestro durante oltre settant'anni. Anni dopo, a Napoli, nell'archivio dello studio De Marsico a cui le fu consentito accedere per i suoi riconosciuti meriti culturali, ebbe modo di...scoprire un inedito memoriale,del quale curò la pubblicazione, portando alla luce una storica testimonianza di una pagina cruciale della fine del ventennio, del cui epilogo lo stesso de Marsico era stato protagonista, in qualità di Guardasigilli (dal febbraio al luglio del fatidico 1943) e coautore dell'ordine del giorno firmato da Dino Grandi. Con il patrocinio del Comitato organizzatore del XV Congresso Nazionale giuridico-forense (Lecce, 1979) curò la pubblicazione del volume "Toghe d'Italia", che - ancora oggi - rappresenta la massima espressione della nostra Avvocatura. Per sottolineare, poi , il suo intenso rapporto con l'Ordine Forense napoletano, basterebbe ricordare la "Giornata di Studio" svoltasi a Castelcapuano nel gennaio del 1987, allorchè, con voce emozionata, presentò il libro "Incantesimo della Parola" , che rappresenta un ricordo esaltante dell'Uomo, che per il suo instancabile peregrinare nelle Corti dell'intera penisola, è passato alla Storia come "il Commesso viaggiatore dell'Eloquenza", la cui valigia non ebbe segreti per Maria Antonietta , fino agli ultimi giorni della sua vita. Se ne è andata in punta di piedi, in un afoso pomeriggio di mezzo settembre, nella sua Bari dopo una rapida quanto devastante malattia, che ha sopportato con la serenità degli animi grandi. A noi che, d'istinto,siamo accorsi al suo capezzale, ha regalato un ultimo sorriso ed espresso il rammarico di dover interrompere una collaborazione, divenuta ormai una costante per il nostro periodico ; con delicata ironia, ci ha ricordato come si era addentrata nei segreti dell'informatica, per farci pervenire con ammirevole puntualità, il suo "pezzo", mediante l'invio di un dischetto o, addirittura, attraverso la posta elettronica... mostruosa invenzione dell'Homo tecnologicus, al cui genere sapeva , (e forse si vantava) di non appartenere! GIUSTIZIAOGGI Le rende onore e ne serberà memoria , non solo additandone l'opera a quanti non ebbero la ventura di apprezzarla in vita, ma, sopratutto, continuando - per molti mesi - la pubblicazione dei suoi scritti ( anche inediti, come tali affidati alla nostra Redazione) che rappresentano una continuità di palpitante presenza culturale.
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