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        (aggiorn. luglio 2011)   

 

    

  MARCO PANNELLA, Eroe

solitario di una battaglia civile infinita!                             

     

                                                                     

 
 

  

Non sembri strano, dopo aver parlato, in questa rivista, (nella rubrica dedicata ai "Personaggi scomodi") di persone come Malatesta, Rasputin, Machiavelli ed altri, dedicare una pagina a Pannella, eroe solitario del secolo scorso,tuttora operante in questo secondo tormentato millennio.

Non dimentichiamo, infatti, che, nell' ideale galleria inaugurata, qualche anno fa', con il  nostro concittadino Enrico Malatesta, abbiamo incluso una figura dai tratti forti e contraddittori, come Francesco Cossiga, che - specie nella seconda parte della sua esistenza - seppe trasformarsi da uomo delle istituzioni, in fustigatore della cosa pubblica, con tale veemenza,da meritarsi un posto accanto ad uomini come Pannella, da sempre collocato fuori dal recinto del potere e della rappresentatività istituzionale, pur avendo ricoperto  cariche pubbliche (deputato italiano ed europeo), ma mai quelle di grand comìs dello Stato!

Questo scritto, dunque, intende rappresentare un'attestazione di affetto e di  stima verso questo giovane...ottantenne, che continua, con la stessa testarda veemenza , le sue battaglie per conquiste civili, troppo spesso trascurate dai politici di professione.

L'ultima, in ordine di tempo, è quella che sta combattendo - con il suo ennesimo digiuno - per svegliare l'attenzione del Parlamento e del Governo sul problema del sovraffollamento carcerario e della lungaggine infinita delle procedure giudiziarie.

 Si avverte un senso di smarrimento nel constatare come i partiti tradizionali (identificabili con sigle nominalisticamente nuove), pronti - in passato - a cavalcare le battaglie di questo Eroe solitario, riguardanti fatti di larga risonanza sociale come il divorzio o l'aborto, tacciono quando la protesta pannelliana si focalizza su un tema apparentemente "minore", come quello che riguarda il trattamento dei detenuti in espiazione di pena e in attesa di giudizio,che - evidentemente - non interessa le masse e, quindi, non porta voti !

Il ceto politico, tutto accomunato da un ammuffito buonismo (di facciata) sembra esorcizzare certi argomenti , escludendoli dalla propria agenda, fitta di riforme (quelle sì, inutili quanto inefficaci:basti pensare  alla contestatissima "media-conciliazione"): lo stesso metodo del silenzio-negazione è, poi, adottato dai media  televisivi!

Se questa conventio ad escludendum non risponde al vero, saremo grati a chi - tra i nostri lettori - sarà in grado di segnalarci le occasioni in cui a Pannella è stato concesso qualche minuto da parte di san floris, san toro,san vespa o sant'annunziata...

I "Quattro santi" del tubo catodico, infatti - che nulla hanno da spartire con i  "Four Saints", glorioso quartetto jazz degli anni sessanta - sembrano obbedire ad un patto di (dis)onore, offrendo sistematicamente le loro poltrone ai  soliti noti (tonino,  pierferdy, italo ecc.), ma ignorando il volto e i travagli morali di Marco Pannella !

Va, dunque, fatto pubblico plauso al Presidente Giorgio Napolitano per aver manifestato il suo affettuoso interessamento per la persona (e le opere) di Pannella; così come meritano apprezzamento le dichiarazioni di solidarietà di quanti (come gli Avvocati delle Camere Penali italiane e non solo) hanno attivamente fatta propria la battaglia di Pannella:

ad essi, con la pubblicazione di questo articolo, si unisce, con convinzione, scevra da appartenenze di schieramento, l'intera redazione di Giustiziaoggi, fiduciosa che la voce di Marco, anche quando è flebile, rappresenta  un urlo che squarcia le coscienze di quanti  si ostinano a non sentire!

                                                 Il Direttore