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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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(aggiornamento febbr.
2003)
Arringa di Salvatore Barzilai In difesa di Filippo Tommaso Marinetti imputato di oltraggio al pudore
di
Maria Antonietta Stecchi de Bellis
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A
distanza di quasi 90’anni dalla sua pubblicazione,Vallecchi ha
ristampato un libro di Filippo Tommaso Marinetti Come
si seducono le donne -
un titolo certamente anacronistico –tuttavia definito dal nostro più
importante quotidiano,che ne annunziava l’uscita
manuale scanzonato e maschilista di un protagonista dell’avanguardia
europea , aggiungendo sotto
il titolo una vita tra manifesti
e letteratura le date
più importanti della vita dello scrittore,da quella della nascita, ad
Alessandria d’Egitto,nel 1876, a quella della morte,avvenuta a
Bellagio nel 1944. Fra quelle date si legge:
1910: esce Mafarka il futurista. Questo libro fu pubblicato in
francese, a Parigi, e quindi,in italiano,appunto nel 1910,nella
traduzione di Decio Cinti.Narra le avventure di un eroe africano,il
giovane re Mafarka el Bar, il quale,dopo aver sbaragliato in battaglia
gli eserciti che assaltavano la sua città,per consolare il dolore
della madre che nell’Ipogeo piange la morte in battaglia
dell’altro figlio Magamal,lottando contro le leggi
naturali,genera,senza il concorso della donna,il figlio Gazurmah,eroe
alato,in cui trasfonde la sua vita e il suo slancio verso la libertà
senza limiti.Il romanzo,il primo del Marinetti,è stato considerato la
sua migliore opera in prosa ed anche quella che,nell’esaltazione
della sensualità dilatata fino all’eroismo e rivestita di volontà
di potenza,mostra più scopertamente la
filiazione del Futurismo dal dannunzianesimo,di cui è a un tempo il
prolungamento e il rovesciamento. Ma i nostri lettori si chiederanno
subito la ragione di questa pagina,considerato che essa non soltanto
non è una recensione ma non riguarda neppure ,come può sembrare,un
argomento consono ai temi che sollecitano l’impegno e la comune
curiosità. E invece, sì. Nello stesso anno della prima uscita del
libro avvenuta a Parigi,il Tribunale di Milano fu teatro,proprio il 18
ottobre del 1910,quindi quasi cento anni or sono,di un processo a
carico dello scrittore Filippo Tommaso Marinetti,imputato dal
Procuratore del Re di oltraggio al pudore.Marinetti fu difeso da
Salvatore Barzilai che sostenne,in tesi subordinata,la mancanza dell’estremo
che la legge richiede della
offerta in vendita del libro,capace,nella sua esteriorità,di produrre
offesa al pudore pubblico. A questo punto non possiamo fare a meno di ricordare in Salvatore
Barzilai non soltanto un grande avvocato ma un uomo politico e un
fervente patriota.Ci torna cosi in mente il proposito di raccogliere
sotto il titolo Gli Avvocati e la Storia,nomi
di avvocati protagonisti di vicende legate a tanta parte della nostra
storia e non soltanto della storia d'Italia. Il nome di Salvatore Barzilai torna
sovente nelle pagine che narrano dell’impresa libica,della prima
guerra mondiale e della Conferenza della pace del 1919, riguardanti avvenimenti cruciali>. Salvatore Barzilai,deputato,patriota e
uomo politico,fu un grande avvocato.E,come tale,lo ricordiamo da queste
pagine con la sua arringa in difesa di Marinetti,in un processo che [documento del
costume,dei gusti e dei comportamenti di un-epoca ormai lontana. Attraverso la parola di Salvatore
Barzilai la sua arringa pone quesiti ed esprime concetti di
permanente attualità ’.Vi si legge, ad esempio se
e vero che si dicono beati i paesi senza storia e’ anche vero che
qualche volta una parte delle nostre energie viene dai nostri
ricordi,,una parte delle nostre iniziative viene dalle nostre
memorie,una parte della nostra forza di volonta’. viene
dall’esempio. Ora,quando voi distruggete tutto questo,forse voi
lascereste i destini della patria in mano di una generazione la quale
non so se riuscirebbe a far meglio di quella che e’ passata. E
altrove il
pudore e’ qualche cosa di profondamente diverso dall’innocenza
che il codice tutela con particolari sanzioni,ma la cui tutela
e’ particolarmente affidata a organi diversi da quelli che
amministrano la giustizia.Se la tutela dell’innocenza e’ affidata ai
padri di famiglia,alla coscienza morale di un paese,ad un complesso di
norme di altra natura che non sono quelle del codice penale,il pudore
e’ il bisogno,il desiderio,la necessita’ di una persona anche
perfettamente consapevole di tutti i misteri e di tutte le complicazioni
dell’amore,di non essere obbligata ad assister in pubblico alla
rievocazione di questi misteri. Affermazioni,queste ultime,che pur
serbando un significato essenziale,non avrebbero trovato alcun riscontro
nel tempo in cui viviamo. Ma e’ certo che se anacronistico
appare,almeno nel titolo,il libro ristampato da Vallecchi,il primo
romanzo del Marinetti dal curioso titolo di Mafarka
il futurista,sarebbe forse piu’aderente alle problematiche
erotiche e sessuali dei nostri giorni.Non sono pochi i confronti ed i
riferimenti che l’avvocato Barzilai
fa,citando libri come L’igiene
dell’amore di Paolo Mantegazza e il
Forse che si forse che di
Gabriele D’Annunzio o articoli apparsi ne Le
Mercuri de France e nel Corriere
della Sera Ma non
dimenticando Paolo e
Francesca ne’ la splendida edizione della giornata
terza del Decamerone del
Boccaccio magnificamente illustrata,uscita proprio due giorni prima dell’inizio del processo a
carico di Marinetti. Potrebbe essere questa vicenda
oggetto,anche ai nostri giorni,di un dibattito non scevro d’interesse
e di curiosita’ ma,ci chiediamo,come Salvatore
Barzilai,in chiusa della sua arringa\\> e’
lecito proporre la cura di mesi di reclusione che non si danno ne’
allo stupratore ne’ a coloro che fanno atti di libidine ne’ /
vorremmo aggiungere noi / ai divulgatori delle violenze d\ogni
genere ed infliggerli all’autore di un libro sia pure discutibile?
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