DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO

 
 

 

 

(aggiornam. Agosto 2003 )

 

MULTE & RICORSI

 

 

 
 

Importanti novità  legislative in tema  di  ricorsi  avverso  le  sanzioni del nuovo Codice della  Strada

 
 

   

 

  L'implacabile  calura estiva  sembra  aver fiaccato    lo spirito di ribellione  dell'opinione pubblica  e sopita  la capacità  critica dei  commentatori   addetti ai lavori , che  ,  dopo  aver  usato tutte le loro forze   riempendo fiumi di  pagine  (parlate e  scritte)    con la  disamina  della  motivazione della sentenza  Imi-Sir,  hanno trascurato con serafica indifferenza ,   le novità contenute  nel Decreto Legge 27.06.  2003 n.151 recentemente  convertito dal  Parlamento. 

Sembra che la maggior parte della stampa nazionale obbedisca ad un tacito "cartello" che la  impegni simultaneamente a dare spazio prevalente alle stesse notizie, non sempre di vero interesse generale, quasi che scoprire se un eurodeputato tedesco sia o meno adatto a ricoprire l'ipotetico ruolo del Kapò in una pellicola cinematografica  , sia  argomento che possa   appassionare i cittadini più  di quello che riguardi il modo di difendersi da  richieste di pagamento di salatissime multe, specialmente se  ingiustamente irrogate !

Ma tant'è, è roba da  giustizia minore.

E invece, la recente riforma legislativa in tema di  circolazione stradale, contenendo una novità che, oltre ad una connotazione di vessatorietà

 potrebbe rivelare un a possibile violazione di norma costituzionale,merita un doveroso approfondimento  almeno da parte della stampa forense e, quindi, la diffusione conoscitiva nel vasto pubblico di potenziali multati!

Dopo aver prevista, per  il contravventore, la facoltà  di far ricorso al Prefetto, il richiamato decreto (all'art.204 bis) stabilisce , altresì, le norme processuali per il ricorso al Giudice di Pace.  Non poche perplessità,in proposito, suscita  la regola che impone, quale  condizione di ammissibilità,  l'obbligo per l'opponente, di depositare presso la cancelleria dell'Ufficio del Giudice di Pace adìto, un importo pari alla metà del massimo edittale previsto dalla sanzione irrogata, a  titolo di "cauzione".

Sorge il sospetto che, nell'enfasi sanzionatoria, il Legislatore  dimenticando che il principio del "solve  et repete" è stato abolito da decenni,  per la sua  incostituzionalità, lo abbia fatto rivivere nella recente norma, la  cui  applicazione - riteniamo - sarà molto  presto oggetto di rimessione alla Consulta, per non  manifesta  infondatezza delle eccezioni che    

è facile  prevedere affolleranno il tavolo dei Giudici di  Pace dell'intera Penisola.

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