DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO

 
 

   

      (aggiorn.  genn.2010 )

DALLO SCAFFALE...

 

                                          ...Al WEb

"PAROLE AL VENTO"...  Senza nulla a pretendere

 

                                        di

                                    SALVATORE DE BERNARDO

                                   (poeta dialettale terra...terra...)

 

PRESENTAZIONE

Ancora un libro inconsueto, sia per la personalità del suo autore (un austero funzionario di banca, dal cui aspetto non è mai trasparito - in un trentennio di  prestigioso...servizio nell'importante Istituto di credito - la predisposizione alla creazione poetica  e la vena di colta ironia che rivelano le sue liriche), sia per il contenuto, dedicato a bozzetti  di vita quotidiana (fatti e persone reali) descritti con acume e buon verseggio in lingua napoletana, non semplice da utilizzare  (e, spesso, da leggere), per i non addetti ai lavori.

La raccolta,  che è preceduta  della prefazione di due autorevoli docenti (Luigi Patria e Anna Torquato Dalena) e passa da argomenti ameni a riflessioni  un po' amare, merita  una sola  piccola correzione: De Bernardo è un poeta (dialettale) di grande spessore e non "terra terra",come egli stesso - con l'autoironia e la modestia degli spiriti grandi - ha voluto definirsi.

Qui, sperando di far cosa gradita ai lettori di Giustiziaoggi - affrancandoli dalle miserie delle notizie provenienti dal mondo forense (per esempio, dai ludi cartacei delle elezioni dei Consigli, ormai mummificati da un a liturgia sempre uguale a se stessa) - pubblichiamo una delle cento liriche, a mo' di saggio della vena del Poeta, fatta di  buona satira e di profonda introspezione umana.

                                                           M.R.

        "NATALE SENZA NASCITA"

          Salvatò, scetate è tardi t'è avvià,

         ià  che a Pasqua stai nàta vota cca.

         Oimà, aggiu fatta na penzata,

          stavota non m'a faccio a sfacchinata.

        Papà già o ssape tanto simme una cosa,

        che vaco a fa' lla bascio, è meglio che

         m'arriposa.

        Quanta vote so gghiuto e so venuto,

       ma chesto, comme vide, a niente è servuto.

        St'umanità, che sempe aggiu cercato e salvà

     non se ne fotte e contiuna a peccà.

     Io aggiu sufferto e pe lloro so muort  'ncroce

    ma pare che a cosa sula a me me coce.

     Chiù passa o' tiempo e chiù fetiente se fanno

    e o' peggio già è succiesso da quarc'anno.

      O'bandit americano ha miss a fierr' e  fuoc a terra,

     in Italia addò tenimmo a' Chiesa nostra,

     ce stà n'atu 'mbruiglione e chesta mostra

    che pensa ai ca..si suoi senza ritegno,

     facenn fess'a gent con impegno.

        Io credo che oramai è fenezion e' munno,

      pecchè chi nasce quadro non  more tunno.

       Perciò salvammo sule e' creature

        che fann' a famme

      e ghittam tutt' o riesto dinte e fiamme.

        Ormai o' munno è accussì tristo

        che non ce po' fa nient' manc' Cristo.