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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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www.giustiziaoggi.it - indirizzo e-mail:avvromanomario@libero.it |
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IL RISARCIMENTO PER IL PROCESSO LUMACA !
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Con un provvedimento adottato nell'imminenza dello scioglimento del Parlamento per le nuove elezioni politiche, la Commissione Giustizia ha approvato - in sede deliberante e quindi con valore di legge - un importante provvedimento in tema di risarcimento per la lungaggine dei procedimenti civili. Com'è noto, prima di tale recente novella legislativa, il cittadino aveva facoltà di adire il Tribunale Europeo dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, chiedendo la condanna dello Stato italiano a congruo risarcimento per la durata eccessiva di un giudizio, allorchè questa eccedeva i cd.limiti ragionevoli, fissati in quattro anni dall'art.6 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, recepita in Italia dalla Legge n.849/55. In questi ultimi anni - com'era inevitabile, data l'assurda lungaggine dei procedimenti dinanzi ai Tribunali italiani - lo Stato ha subito numerosissime e pesanti condanne in favore di utenti della giustizia, per troppo tempo in attesa del riconoscimento di un loro diritto .Nè la situazione ha subito miglioramenti, non essendosi conseguito in pieno lo sperato effetto
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"deflattivo", ottimisticamente assegnato ai Giudici di Pace ed alle Sezioni "Stralcio". Ciò che, invece, si è modificato, grazie alla nuova legge (che andrà in vigore a far tempo dal gennaio del 2002) è la procedura da seguire per la richiesta di risarcimento, che dovrà essere inoltrata alla Corte di Appello, o nel corso del procedimento di cui si lamenta l'eccessiva durata,ovvero entro il termine di sei mesi dalla sua conclusione. Dalla data della presentazione del ricorso, la Corte dovrà decidere "entro quattro mesi", con sentenza immediatamente esecutiva, anche se ricorribile per Cassazione. Altra novità è,poi, rappresentata dalla possibilità di ottenere, insieme al risarcimento del danno di natura economica, anche quello per danni morali. Qualche perplessità il provvedimento suscita, laddove - a fronte della totale gratuità di quello finora vigente dinanzi al Tribunale di Strasburgo - prevede oneri economici per il ricorrente! Ma tant'è, sembra, ormai, aver fatto proseliti la...scuola di pensiero che identifica nel costo (elevato) della giustizia uno strumento capace di diminuire il numero delle controversie!. Il criterio, per la verità, è assai poco convincente e se fosse valido, dovrebbe portare a ritenere di poter diminuire il traffico automobilistico, seminando le strade (affollate) di chiodi acuminati...!
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