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  IL RISARCIMENTO PER IL PROCESSO LUMACA !

 

           di     BIAGIO TRAPANI

 

 

 

 

                          

Con un provvedimento adottato nell'imminenza dello scioglimento del Parlamento per le nuove elezioni politiche, la Commissione Giustizia  ha approvato - in sede deliberante e quindi con valore di legge - un  importante provvedimento in tema di risarcimento per la lungaggine dei  procedimenti civili. Com'è noto, prima di tale recente novella legislativa, il cittadino aveva facoltà di adire il Tribunale Europeo dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, chiedendo la condanna dello Stato italiano a congruo risarcimento per la durata eccessiva di un giudizio, allorchè questa eccedeva i cd.limiti ragionevoli,  fissati in  quattro anni  dall'art.6 della Convenzione europea dei Diritti  dell'Uomo, recepita in Italia dalla Legge n.849/55.                                             In  questi ultimi  anni -  com'era inevitabile, data l'assurda lungaggine dei procedimenti dinanzi ai Tribunali italiani - lo Stato ha subito numerosissime e pesanti condanne in favore di  utenti della giustizia, per troppo tempo in attesa del riconoscimento di un loro diritto

.Nè la situazione ha subito miglioramenti, non essendosi conseguito  in pieno lo sperato effetto

 

 

 

 

 

  "deflattivo", ottimisticamente assegnato   ai Giudici di Pace ed alle  Sezioni "Stralcio".

 Ciò che, invece, si è modificato, grazie alla nuova legge (che andrà in vigore a far tempo dal gennaio del 2002)  è la procedura da seguire per la richiesta di risarcimento, che  dovrà essere inoltrata alla Corte di Appello, o nel corso del procedimento di cui si lamenta l'eccessiva durata,ovvero entro il termine di sei mesi dalla sua conclusione. Dalla data  della presentazione del ricorso, la Corte dovrà decidere "entro quattro mesi", con sentenza immediatamente esecutiva, anche se  ricorribile  per Cassazione. Altra novità è,poi, rappresentata dalla possibilità di ottenere, insieme  al risarcimento del danno di natura economica, anche      quello per danni morali.

Qualche perplessità il provvedimento suscita, laddove - a fronte della totale gratuità  di quello finora vigente dinanzi al Tribunale di Strasburgo - prevede oneri economici per il ricorrente!

Ma tant'è, sembra, ormai,  aver fatto proseliti la...scuola di pensiero che identifica nel costo (elevato) della giustizia uno strumento capace di  diminuire il numero delle controversie!.  

Il  criterio, per la verità, è assai poco     convincente     e   se fosse valido, dovrebbe portare a ritenere di poter diminuire il traffico automobilistico, seminando le strade (affollate) di chiodi acuminati...!

            

 
   
   
 

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