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                                                                                                              (aggiorn. marzo 2011)

         

             

                                               

                                       TRASPARENZA

                         IN CAMPANIA LA PRIMA LEGGE

                                           di

Rocco Sessa (*)

                                        
               La regione Campania sembra essere all’avanguardia sul terreno della trasparenza dei dati degli eletti, Napoli è il primo capoluogo ad aver approvato una delibera sull’Anagrafe degli eletti promossa dal Presidente del Consiglio comunale Leonardo Impegno, mentre l’Assemblea regionale della Campania è stata la prima regione in Italia a dotarsi di una legge sulla "Anafrafe degli Eletti" su proposta del Consigliere regionale Nicola Caputo.


 “Incrementare gli strumenti di trasparenza della politica - secondo Caputo - è

 un elemento imprescindibile per ridurre il grave scollamento che si registra fra i cittadini - elettori e le Istituzioni. Ora che c’è la legge bisogna metterla in pratica”.


 

                La Legge regionale sull’Anagrafe degli Eletti approvata dal Consiglio regionale della Campania punta alla massima trasparenza possibile e alla totale pubblicità della vita istituzionale: una riforma che rimette al centro della politica la persona, l’eletto e il cittadino elettore.


 

             La Campania è la prima regione in Italia a dotarsi di una legge sull’Anagrafe pubblica, una delle prime leggi approvate in questa legislatura. La norma prescrive che il Consiglio regionale e la Giunta regionale, entro sei mesi dalla data entrata in vigore, rendano disponibili sul web il bilancio interno, le presenze e comportamento di voto degli eletti, gli atti presentati in tutte le articolazioni, il loro iter e la conclusione”.


 

              A sua volta, ciascun eletto, il Presidente della Regione e ciascun componente della Giunta regionale dovrebbe pubblicare i dati anagrafici; il codice fiscale; gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo; la dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’elezione, degli anni in cui ricopre l’incarico e di quelli successivi; la dichiarazione dei finanziamenti ricevuti, dei doni e dei benefici; il registro completo delle spese (sue e del suo staff); il quadro delle presenze ai lavori e i voti espressi sugli atti adottati dall’istituzione cui appartiene.

 

            “L’assemblea regionale, - ha  spiegato Caputo - ha colto il senso e l’importanza di questa Legge, approvandola all’unanimità. Oggi occorre perfezionare l’iter legislativo, mettendo finalmente in pratica questo metodo democratico di trasparenza”.


 

            Anche Napoli, dunque. è tra i primi comuni italiani  ad avere approvato, all’unanimità, l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati: così i cittadini, via web, potranno conoscere cosa votano e quanto guadagnano il sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali.


 

          In relazione ai ritardi che si registano nell’applicazione della delibera Il presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno, chiede di fare di più: “Abbiamo anche approvato un emendamento – spiega -  che invita i consiglieri di Municipalità a fare lo stesso spero che pure i comuni della provincia di Napoli possano adottare un provvedimento di trasparenza e chiarezza al più presto”.

 (*) Ufficio Stampa Reg.Campania

   

                                       

        

           

                                                                                                  

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