DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO

 
   

IL SETTORE CIVILE , La Cenerentola della  Giustizia !

 

 

 
 

Il Tribunale di S.Maria Capua Vetere :

Progettazione,anni 60 - inaugurazione,anni 80 - sfratto...del civile,

anno 2001

 

 
 

-- Nei primi giorni di aprile, l'intero settore civile del Tribunale di

 S.Maria Capua Vetere(ivi compresa le sezioni Fallimentare, Agraria, Lavoro ed Espropriazioni immobiliari) è stato traslocato in un edificio condominiale sito in Via Santagata.

La decisione adottata dalla Commissione di Manutenzione (formata dal Presidente del Tribunale, dal Procuratore della Repubblica, dal Sindaco e dal Presidente dell'Ordine Forense) non ha mancato di suscitare  vivo disappunto nella Classe forense, oltre che tra i Magistrati ed i Cancellieri.

Con notevole ritardo, il Consiglio Forense ha convocato -  per il giorno 5 maggio u.s. - una assemblea generale straordinaria, nel corso della quale si sono registrate critiche vivacissime alla nuova collocazione, che penalizza in maniera inaccettabile l'attività giurisdizionale e quella forense nel delicatissimo settore civile.

Tra lo sconcerto generale,il presidente dell'Ordine  ha inteso giustificare la propria inerzia sul problema, sostenendo di essersi astenuto perchè , quale rappresentante dell'Ordine Forense, era "privo di soggettività politica"(?) e perchè un suo voto contrario avrebbe potuto costituire un "interesse privato" (?!) 

Dopo l'intervento di numerosi colleghi, l'assemblea ha approvato un documento, con cui ha  evidenziato le  ragioni di inadeguatezza dei nuovi locali per un soddisfacente svolgimento della attività del  settore giudiziario  civile  ed ha nominato  una  commissione  ( formata dai rappresentanti delle  varie associazioni  forensi della provincia) con il compito di prendere gli opportuni contatti  con la presidenza del Tribunale, onde pervenire ad una  migliore redistribuzione dei settori  giurisdizionali giudicanti e requirenti, tale da non penalizzare quello civile.

Pubblichiamo, dunque,  il testo del documento  presentato, nel corso della detta assemblea  generale , dall'Associazionme Solidarietà Forense 

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 E' utile premettere -anche se trattasi di nozione che appartiene al comune notorio - la netta differenza concettuale tra edificio adibito a "Civili Abitazioni e Uffici", rispetto a quello espressamente destinato ad" Uffici Pubblici", diversa essendo la tipologia costruttiva ( di carattere statico ed esteriore), ai fini della utilizzabilità per scopi privati (quali abitazione, studio professionale e simili) o di carattere pubblico (qual è -appunto -un Ufficio Giudiziario che comporta un prevedi bile affollamento, costituito dalla necessaria compresenza di centinaia di avvocati, parti processuali, consulenti, testimoni, oltre naturalmente dei giudici e del personale ausiliario.

Orbene, l'esame degli atti deliberativi dell' Autorità comunale ( cosi come emergenti dalla certificazione di agibilità n.9322 di protocollo, rilasciata dal competente Ufficio del Comune di S.Maria Capua Vetere in data 16/3/2001) e la constatazione de visu, resa possibile dalla frequentazione dei nuovi locali a far tempo dai primi di aprile, hanno confermato l'assoluta inadeguatezza strutturale ] degli edifici, ancor prima che quella correlata alla fruibilità e al prestigio dello svolgimento della delicata attività . Risulta, infatti, che :

a) la concessione edilizia n.47195 , così come quelle successivamente rilasciate "in varianti" e "sanatoria" (n.60196; n.55197 ; n.27199 ) nonche il "certificato di abitabilitàlusabilità rilasciato dal Comune di S.Maria Capua Vetere per i fabbricati di che trattasi" fanno riferimento unicamente a unità immobiliari per civile abitazione ed uffici e giammai ad Uffici Pubblici ;

  b) I'adeguamento degli immobili secondo i parametri costruttivi prescritti per gli Uffici Pubblici (prove di carico c d a "folla compatta" 400 Kg /mq) è riferito

unicamente ai solai del piano terraneo e del primo piano, dove il certificato comunale ipotizza la collocazione di aule e cancellerie e non, invece, per tutti i restanti piani superiori, dove -pure -sono state collocate frequentatissime aule di udienza e cancellerie ;

c) le aule di udienza, gli spazi antistanti alle stesse, le scale di accesso ed i corridoi l' sono di dimensione angusta, tale da non consentire un dignitoso espletamento dell'attività forense , l'agevole passaggio e l'attesa dei numerosissimi utenti , come dovrebbe -invece -essere previsto per un Ufficio Pubblico di dimensione provinciale quale, appunto, è il Tribunale di S.Maria Capua Vetere per i giudizi i relativi ad espropriazioni immobiliari, procedure fallimentari, volontaria giurisdizione I nonchè diritto di famiglia e del lavoro;

d) mancanza e/o inadeguatezza di dispositivi , accorgimenti e servizi, idonei a garantire la prescritta sicurezza nonche la piena fruibilità per gli utenti, quali:

1) estintori, porte anti panico ed anti -incendio, 2) scale esterne di sicurezza; 3) l'impianto degli ascensori non in grado di assicurare un corretto funzionamento; 4) servizi per i disabili ai singoli piani; 5) impianti elettrici di emergenza; 6) impianto per il rilevamento di eventuaii fughe di gas; 7) impianto di aria condizionata; 8) punti telefonici pubblici; 9) servizio bancomat (già esistente nel "vecchio" Palazzo dì Giustizia) ; 10) sportello postale; 11) presidio di Polizia Giudiziaria e di Pronto Soccorso; 12) sala riunioni per gli avvocati; 13) parcheggio per gli avvocati~ essendo stato quello adiacente destinato al solo personale giudiziario. 

-Constatate le carenze di cui sopra, la possibile pericolosità e il disagio per la Classe Forense e per tutti gli Operatori del Diritto, nonche per i Cittadini-utenti del "servizio giustizia" ;

-Considerato che il trasferimento del settore civile nel fabbricato di Via Santagata (determinato dalla necessità di reperire nuovi spazi per gli Uffici Giudiziari a seguito dell'entrata in vigore del Giudice Unico di primo grado e dell' accorpamento in unica sede della Procura della Repubblica) , ben doveva essere fatto oggetto di preventiva valutazione -circa l'adeguatezza -da parte dell'Organo Forense rappresentativo, cui incombeva il potere-dovere di esprimere motivato dissenso, dopo attenta  ispezione dei locali unitamente a sereno esame di idonea documentazione amministrativa e contemporanea richiesta di subordinare  l'eventuale trasferimento all'effettuazione degli adeguamenti di cui sopra al punto "d" ed alla verifica degli stessi;

-Ritenuto che la dislocazione, pur operata quale soluzione "provvisoria" in vista della istituenda cittadella giudiziaria , prevede una "durata di anni nove salvo proroga" certamente inaccettabile nelle attuali condizioni;

                                           DELIBERA

-di richiedere ,

 A) al Comune di S.Maria Capua Vetere -ancor prima di un qualsiasi altro   inevitabile trasferimento conseguente al reperimento ed adeguamento di nuovi locali per una parte degli Uffici Giudiziari (per es.Procura della Repubblica) -un intervento immediato volto a garantire, quanto meno, un'agevole fruibilità di tutti i locali di Via Santagata , attraverso l'esecuzione di opere, da porre in essere con la massima urgenza e indipendentemente da impegni o soluzioni di più vasta e generale portata, per l'eliminazione delle carenze evidenziate sopra ai punti b,c,d ;

B ) al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di S.Maria Capua Vetere in sede di Assemblea Straordinaria degli Avvocati convocata per il 5.5.2001   -di rassegnare le dimissioni , stante l'inaccettabile inerzia dimostrata in occasione del trasferimento degli Uffici del Settore Civile del Tribunale  e l'altrettanto inaccettabile tentativo di ribaltamento di responsabilità sull' intera I Classe Forense ( di cui si pretende di additare un "ritardato risveglio"), mostrando , con ciò stesso. di esser venuto meno al suo onere di Organo di rappresentanza.

 Il Segretario avv. Giovanni Leuci   

                                            Il Presidente avv. Mario Romano  

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Per compiutezza riferiamo che, per evitare di  trasformare l'assemblea in cassa di risonanza del  diffuso malcontento nei confronti della gestione ordinistica, la richiesta di dimissioni del Consiglio è stata ritirata, all'atto della  presentazione  del documento  di "Solidarietà Forense", in segno di unità d'intenti verso il delicato argomento di interesse  generale.