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E' noto che, in caso di morte della parte nel corso del processo
civile, l'interruzione del processo stesso - ai sensi dell'art.
301 c.p.c. - si determina solamente a seguito di dichiarazione
da parte del difensore costituito del de cuius, in mancanza
della quale , il processo prosegue e fa stato nei confronti degli
aventi diritto.
Con la sentenza in commento, la II Sezione civile della Suprema
Corte ha finalmente disciplinato un'ipotesi finora oggetto di
varia opinione giurisprudenziale, quale quella riferita alla
legittimazione del difensore, già costituito in primo grado per la
persona scomparsa durante il corso di quel giudizio, a proporre
appello avvalendosi del mandato , a suo tempo, conferitogli dal
de cuius.
Or bene, secondo la S.C., il principio della ultrattività del
mandato, costituente deroga alla norma secondo cui la morte del
mandante determina l'estinzione del mandato stesso, è da ritenersi
valido per il solo grado di giudizio nel corso del quale si è
verificato l'evento (morte del cliente) e sempre che la
circostanza non sia stata portata a conoscenza del Giudice ad opera
del difensore.
Deve, pertanto, ritenersi inammissibile l'appello proposto dal
difensore , in forza di mandato a lui conferito nel giudizio di
primo grado, non essendo il diritto all'impugnazione riferibile al de cuius, ma solamente al successore, cui compete -
evidentemente - ogni altro diritto inerente il giudizio, quale la
transazione o la rinunzia, cosa che sarebbe preclusa al difensore,
che tali poteri aveva avuto da persona non più in grado di
interferire , magari con revoca del mandato, sulla sorte del
giudizio stesso.
Di qui la parola definitiva dei Giudici di legittimità che ha posto fine
(o, almeno, lo si spera) ad una vera giungla interpretativa su un tema
fondamentale del giudizio civile, qual'è la portata e l'ambito
di validità del mandato al difensore, da cui può scaturire la
nullità dell'intero giudizio, per la carenza dello jus
postulandi, rilevabile in ogni stato e grado , con buona pace
della durata ragionevole del giudizio !
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Il disegno in
alto ,tratto dalla copertina del libro "I Racconti di un Giudice"
di G.Pellegrino - Ediz.Cedam, per una precisa
scelta editoriale di GIUSTIZIAOGGI,
appare in tutti gli articoli dedicati al pianeta giustizia
del nostro Paese.
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