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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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UNO SCRANNO PER MINA ?
di Renato D'Auria * * avvocato in Milano
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La silhouette di Mina come appare su LA STAMPA
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Una notizia di grande e preoccupante interesse: La F.I.T.A: (Federazione Italiana del Terziario Avanzato - membro di Confindustria) ha accertato che nel 2000 la consulenza professionale svolta da ingegneri , architetti, avvocati ed altri professionisti stranieri, a favore di imprese operanti in Italia , ha registrato - rispetto, ovviamente, al contrario - un disavanzo di L. 8.959 miliardi , differenza quasi raddoppiata rispetto al 1999 ( - 5.881 m.di) e triplicata rispetto al 1995 (- 2.918). l'illustrazione grafica , riportata dal Corriere della Sera del 30 maggio u.s., rende in maniera eloquente lo squilibrio tra quanto le aziende italiane spendono all'estero rispetto a quanto spendono in Italia, per le attività di consulenza:
In parole povere ciò significa che i professionisti italiani lavorano poco all'estero, mentre operatori stranieri lavorano molto in Italia. Il quotidiano titola " Ordini senza riforma , persi novemila miliardi" e sottotitola " ITALIA INVASA DAGLI STUDI PROFESSIONALI STRANIERI". Al di là dell'enfasi giornalistica è sicuro che una larga fetta della torta dei redditi professionali nazionali finisce nelle tasche di professionisti stranieri mentre quelli nazionali non riescono ad...unghiare le torte estere! L'articolista riferisce l'opinione del presidente della FITA, che addebita la responsabilità al mancato riordino legislativo delle professioni : c'è del vero, ma anche altro. C'è il sistema-Italia che non funziona. Pur trascurando quella che potremmo definire la consulenza (progettistica, in primo piano, ma anche consulenza - nel nostro linguaggio - stragiudiziale, che non è ostacolata dalla burocrazia) resta il fatto che i servizi pubblici nazionali sono fortemente penalizzanti. Conosco centinaia di magistrati e funzionari che s'ammazzano di fatica ma se il risultato è quello denunciato da sempre,vuol dire che l'organizzazione non funziona: dal 1984 al 1998 il tempo del processo civile è raddoppiato, passando da 26 a 53 mesi, conseguenze economiche penalizzanti per i cittadini e per le imprese. Un esempio sorprendente: la giustizia internazionale (Corte europea dei Diritti dell' Uomo) è bloccata dalle migliaia di ricorsi italiani che chiedono risarcimenti per violazione del tempo ragionevole dei procedimenti. Il legislatore migliora il servizio ? No. Toglie la giurisdizione al giudice internazionale, inventando un ricorso al giudice nazionale (Legge 24. 03.2001 n.89), uno dei responsabili delle violazioni e, nel frattempo, continua a fornire il pessimo servizio giustizia, aumentando solo il costo. * * * -------- Nota redazionale - sul commento alla L. 89/2001: in questa Rivista, "Risarcimento per processo lumaca" di Enrico Massimo Romano - ante pag. 6 ---------------------- * * * Tutto ciò, dunque, non accade a caso : Il nostro Paese si è affacciato alla democrazia e alla libertà (anche economica) appesantito da un'ideologia che ha prodotto una società che ha risolto all'inizio, spesso bene, i problemi, trasformandosi, poi, con il tempo, in una società permeata di assistenzialismo, aree di mercato protette, burocrazia parassitaria tutelata da sindacati,preoccupati solo del contingente. Da parecchi vincoli ci sta liberando l'Europa, ma che - da qualche tempo - batte in testa : hanno imposto la moneta unica senza uniformare le regole economiche fondamentali e il sistema dei servizi, sicchè se taluno produce in Olanda ha servizi pubblici migliori, sistema bancario di sostegno, infrastrutture idonee. Tutte cose che ha poco in Italia e da ciò discende solo che il costo del servizio è maggiore ed il risultato pessimo: stiamo a galla in Europa solo perchè l'Euro si è svalutato verso il dollaro. In questo quadro si collocano le difficoltà dei professionisti italiani che rischiano di essere colonizzati. Quale il rimedio ? Quella mancata legge sulle professioni che lamenta la FITA e quello dell'ex ministro Biondi, che ritiene che dovranno essere autorizzate per la fornitura di servizi professionali le società di capitali ma limitate ad ingegneri ed architetti (costosi progetti per grandi opere), lasciando l'intervento personale - o di associazioni paritetiche e simili - ad avvocati, notai e commercialisti ? Personalmente conosco un solo rimedio per modernizzare : liberalizzare, pretendendo solo reciprocità fra i Paesi e rispetto di poche regole. Liberiamo un Paese dominato da giornalisti-soloni e filosofi-deboli, scrittori-prolifici e registi-in-crisi, attrici-pasionarie e salotti-buoni. E' necessario "...ridare fiato a un Paese sfiduciato e raggrinzito su se stesso. Un Paese che non sopporta più l'arroganza e l'invasività di uno Stato sempre più tronfio nella sua retorica e nella sua volontà salassatoria e sempre più assente dove il suo intervento sarebbe necessario... uno Stato che si occupasse solo dello stretto necessario perchè una società possa esistere e crescere" (LA STAMPA 2.6.2001 pag.1). Sante parole, scritte da Mina. (Sì, la cantante in esilio...volontario a Lugano, nominata Grande Ufficiale da Ciampi il giorno della Festa d ella Repubblica). Non ci resta che mandare Mina al governo.
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