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DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
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VIRGOLETTE e RESPONSABILITA' Innovativo orientamento della Cassazione in tema di reato a mezzo stampa di MANUELA ROMANO
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Pressocchè generale , nell' ambito del giornalismo professionistico (e, in qualche caso, anche forense) la levata di scudi suscitata dalla recente pronuncia della Suprema Corte a Sezioni Unite, con cui è risultato ridefinito - e, secondo alcuni, ristretto - il confine del diritto / dovere di cronaca del giornalista-intervistatore. In realtà, con la pronuncia pubblicata il 30 maggio u.s., i Giudici di legittimità hanno affermato che riportare, sia pure in maniera testuale (e tra virgolette), le parole di un intervistato non assolve automaticamente l'autore dell'intervista, allorchè le parole riportate consistano in affermazioni lesive della reputazione altrui. Al di la' del primo impatto che l' innovativa pronuncia può provocare, una sua serena lettura porta a ritenere che - salvo il caso di un riferimento a fonte "autorevole" (ipotesi che è espressamente prevista quale esimente, nella sentenza in commento) - il giornalista non può sottrarsi all'obbligo di osservare i principi deontologici (verità dei fatti narrati, interesse pubblico a riportarli, civiltà e contenutezza del linguaggio ), in assenza dei quali, il riferimento puro e semplice ( appunto con le fatidiche virgolette), è suscettibile di apparire, non tanto una forma asettica di riferimento, quanto piuttosto una certa condivisione del contenuto a sfondo diffamatorio, specialmente se alla frase incriminata (ovvero:incriminabile) viene conferita l'evidenza del titolo, che - com'è noto - è, di norma, redazionale ed impegna, come tale, l'Organo di stampa, oltre che l'estensore dell'articolo. Visto in una simile ottica , dunque, il principio sancito dal nuovo orientamento giurisprudenziale, se non risulterà appesantito da ulteriori interpretazioni giurisprudenziali a sfondo rigoristico , ben potrà valere quale stimolo ad autolimite, capace di accrescere , anzichè affievolire , la credibilità dello strumento giornalistico tradizionale e, perchè no, di quello audio-visivo e telematico, (di cui è espressione anche il nostro spazio di stampa forense), caratterizzato da maggiore immediatezza e contemporaneità di diffusione.
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