|
|
|
|
|
DIRETTORE RESPONSABILE: MARIO ROMANO |
||
|
Sito Internet : www.giustiziaoggi.it - e-mail:avvromanomario@libero.it Tel. e Fax: 0823. 844686 |
||
| (aggiorn.
agosto 2008)
VITTORIA DEL GARANTISMO sancita dalla Consulta - con la sentenza 305 del 3.07.08 - in tema di testimonianza de relato
Riflessioni di Gino di Sacco
|
||
|
Nei giorni tormentati in cui è in corso una cruda schermaglia,piuttosto che un civile confronto dialettico, tra i fautori di una regolamentazione dell'utilizzo delle intercettazioni telefoniche e coloro che vi si oppongono, sembra passata sotto silenzio una recente pronuncia della Corte Costituzionale (la sentenza n.305 del 30 luglio u.s.) in tema di utilizzo delle testimonianze de relato, raccolte dagli organi di Polizia giudiziaria. In particolare, la Corte ha ritenuto che le dichiarazioni testimoniali, ove non assunte in conformità con il dettato di cui agli artt. 351 e 357 comma 2 lett.a) e b) del c.p.p. (ossia, senza verbalizzazione) non possono essere fatte oggetto di deposizione da parte degli organi di P.G. che le abbiano raccolte e, perciò stesso, non siano utilizzabili in sede di sentenza in danno del soggetto contro cui le dichiarazioni stesse furono rese. Il caso era stato sollevato dinanzi alla Corte di Cassazione, dalla difesa di un imputato condannato sulla scorta di deposizioni indirette fatte da agenti di P.G. Accogliendo l'eccezione, la S.C. ha ravvisato una possibile ipotesi di violazione del dettato costituzionale degli artt. 3 e 24 della Costituzione in relazione all'art. 195 del c.p.p. ed ha , di conseguenza, disposto la rimessione alla Consulta, che ha emesso la sentenza in commento, ulteriore significativa conquista del garantismo nell'ambito del (giusto) processo penale , da cui scaturisce l'obbligo di maggior trasparenza imposto nella conduzione delle indagini. Fa riflettere non poco constatare come la pronuncia appena ricordata sia stata del tutto ignorata dalla così detta "grande stampa", che coincide, in larga misura, con la stampa quotidiana riccamente finanziata dallo Stato , che con i chilometri di carta che ci mette sotto gli occhi, continua a gonfiarci le pal..pebre, con i più goffi ed insignificanti dettagli del delitto...del giorno, scodellato nelle rassegne-stampa radio e televisive, la cui monotonia , con titoli tutti uguali , ci fa pensare ad un concerto notturno tra le redazioni e ci fa tornare alla mente l'opinione di un grande giornalista del passato, come Eugenio Saviane, che - dalle pagine dell'Espresso di qualche anno fa' - paragonava quelle rassegne "allo scaffale dell'analista, con le pisciatine tutte uguali in bella mostra". E' grottesco che la maggior parte dei pennivendoli non esitano ad affermare che sono i lettori che chiedono questo tipo di giornalismo (d'accatto - n.d.r.). Per la verità, sarebbe da dimostrare che davvero gli spettatori desiderano sapere - il numero di coltellate assestate da un omicida, - vedere la foto della vittima ricoperta di sangue, - la steriotipata effige di logorroici avvocati e inquirenti, - i tavoli ingombri di pistole o sacchetti di droga sequestrata ecc. Ma tant'è, ad esprimere opinioni critiche, si rischia di essere annoverati tra i fautori della censura ed i negatori di Sua Eccellenza il Diritto di Cronaca...!
|