(28  Ottobre 2001)

CONGRESSO NAZIONALE FORENSE 

Dopo diecI anni, la Classe forense alla

 ricerca della  propria identità 

L’articolo che segue, apparso su queste colonne nel lontano 2001, in occasione del 27° Congresso Nazionale Forense di Firenze merita un’attenta riflessione per l’amara attualità del suo contenuto che affidiamo alle valutazioni dei lettori ed in particolare dei colleghi avvocati.

Assolvendo ad una  biennale... liturgia, si terrà a Firenze -  nel prossimo mese di ottobre - il (XXVI) Congresso Nazionale Forense. L'evento, per la verità, appare seguito con  ben poca attenzione dagli  Organi di informazione e dagli stessi Ordini Forensi, in molti dei quali la notizia non risulta ancora diffusa e, forse,  neppure ufficialmente pervenuta. Il generale disinteresse chesi  avverte -  specie  tra  i  Colleghi più giovani - oltre che frutto delle crescenti difficoltà in cui l'avvocatura si muove nel  quotidiano, rappresenta anche l'inevitabile conseguenza  del fallimento del ruolo degli organismi forensi (rappresentativi), sempre più ripiegati su sè stessi   in  una sterile    forma  di autoreferenzialità! Con piacere registriamo le numerose ed utilissime iniziative che sta assumendo, in questi giorni, la Cassa di Previdenza Forense e,  tuttavia,  non possiamo fare a meno di sottolineare come  esse rappresentino un' occupazione di spazi lasciati da CNF, OUA  e COA  in settori, peraltro,   non  di stretta  pertinenza  dell '  Organismo Previdenziale, quali quello dell'introduzione dell' Informatica giuridica per il collegamento a "Portali Web", con la nascita del cd. CYBER-AVVOCATO   o della  StampaForense Internet,  a supporto dell'A.S.T.A.F. e delle Testate ad essa aderenti, che si traduce nella  possibilità   di dare, entro e fuori dei     confini  nazionali e in  tempo reale, diffusione simultanea alla circolazione delle idee ed al confronto dialettico    del nostro microcosmo giuridico, ormai sempre più necessitato a proiettarsi in una dimensione europea. E a proposito di Europa, la memoria ci  riporta  al   tema   trattato   nel Congresso di Riva del Garda (settembre '91),per constatare con  rammarico come,   salvo che per pochissimimega-studi    dell '  Italia centro-settentrionale, la nuova figura diavvocato europeo, prospettata   in quell' assise nazionale, sia  rimasta   poco    più  che uno...scarabocchio,  con tratti somatici tutti da definire! Si era  nei  primi anni novanta e l'Europa- allora  "futura" - autorizzava molti a vagheggiare cambiamenti e ...rivoluzioni nominalistiche , senza curarsi di approntare gli strumenti  indispensabili per affrontare preparati quel "nuovo" che sembrava  ancora  così lontano. Ma tant'è. La presunzione di aver realizzato, come per magia per il sol fatto di averne parlato,  quel  progetto di trasformazione all'interno della Classe, induceva a ritenere  l'Avvocatura soggetto politico   legittimato  a dettare i nuovi indirizzi da seguire in campo legislativo e sociale: è ancora viva, in molti di noi, l'eco della robusta relazione di apertura  di Nicola Buccico al Congresso di Maratea - nel settembre 1995 -  sul tema "Società e Giustizia/  La proposta dell'Avvocatura". Quel ricordo, a fronte  deimodestissimi risultati conseguiti in oltre un lustro, porta a constatare che la voce  del nuovo soggetto politico -  scaturito dall' entusiasmo del Congresso straordinario di Venezia - si è rivelata  inefficace quanto  inascoltata da parte di un Legislatore, cronicamente affetto da... ipo-acusia nei confronti dei mali della Giustizia. E veniamo al Congresso che tra poco più di un mese chiamerà a  raccolta, nell'austera cornice di Palazzo Vecchio a  Firenze,  gli Avvocati italiani. Il tema, questa volta, appare,prima facie, più modesto, ma certamente più realistico, incentrato com'è sull'AvvocatoOggi  e spaziandosi sull'analisi delle varie forme   di esercizio della professione forense, prima fra tutte  la nuova "Società traAvvocati" ( su cui è intervenuto  il presidente della C.F. Maurizio De Tilla nell'articolo pubblicato in questa Rivista - ante pag. 13 .n.d.r.), non   senza soffermarsi  sulla "Effettività dei diritti", inriferimento alla difesa in campo civile e penale.

Heri dicebamus ! Quest'ultimo sotto-tema  fu - per la  verità  - già trattato magistralmente dai Colleghi MIcheleSaponara e Massimo Di Lauro   nel Congresso di Maratea del ' 95, ma   non   v'è  dubbio  che , dopo    sei anni, valga    rivisitarlo   in  relazione all'Oggi, com'è, appunto,  negli intendimenti dell'O.U.A.,alcui prestigioso Presidente Silvano Berti va dato atto di  profondere  grande passione e competenza. Ciò che duole, invece, è rilevare come, circoscrivendo il tema all'analisi dell'Avvocato dell'Oggi, si sia tralasciata l'occasione per un'analisi di prospettiva ,capace di delineare finalmente quell'avvocato europeo, che - concepito nellontano Congresso di Trento del 91 - sembra essere condannato alla sterile sorte dei prematuri! Occorreva - ed occorre - mettersi veramente al passo  con i tempi, per evitare che il  novum   che   avanza  rapidamente nel settore dell'economia e  della tecnologia ed i Paesi europei, che lo hanno seguito con concreta attenzione (anche nel campo  legislativo,  giuridico e forense), possano   relegarci al ruolo di fanalino di coda. Inseguire le innovazioni, quando queste sono già in moto velocemente (come velocemente sta per mettersi in moto il  mercato  monetario col l'introduzione della moneta unica) può risultare difficile e pericoloso, come salire su un treno  in corsa o tentare di afferrare a mani nude la lama di un coltello che precipiti dal quarto piano...Lo  sanno bene i Signori del mondo economico e finanziario, i quali , non a caso, hanno  dedicato la recente assise di Cernobbio (Studio Ambosetti) ad approfondire le "Strategie aziendali dell'Oggi e del Domani" . Ebbene, con quali strategie   e  qualistrumenti  l'Avvocatura italiana si appresta ad  affrontare il proprio domani ? Ai Colleghi dell'OUA e del CNF   (la  cui  sigla  è   inspiegabilmente  scomparsa dagli ultimi congressi, compreso quello imminente di Firenze   - n.d.r.) ci permettiamo di suggerire di adoprarsiaffinchè, in futuro,         

a) il Congresso Nazionale, modifichi lo schema ormai superato   di  palestra  di  oratoria  e limiti all'essenziale i tempi degli interventi   ,  trasformandosi in  un importante momento di diffusione    di  nuovi e concreti strumenti elaborati a  cura dagli Organismi rappresentativi  a beneficio dell'intera Classe forense, mediante distribuzione di supporti cartacei e telematici,  da  realizzare  con finanziamento a carico degli  Organi istituzionali (COA), i quali chiudono i bilanci con attivi miliardari, inutilizzati ;

b)  siano introdotti , nell'ambito nazionale e  locale, gli opportuni incentivi, anche    di tipo economico, allo    scopo   di moltiplicare la presenza , nell' assise forense     nazionale, dei  Colleghi più  giovani ,  sì  da  (ri)suscitare in essi  tensione ideale e interesse    verso la politica forense;  

c) sia previsto, nel corso dei lavori congressuali, uno spazio riservato alconfronto  tra le varie realtà territoriali dell'Avvocatura, per mettere a nudo differenze ed eventuali discrasie del servizio giustizia, per le quali  proporre gli opportuni correttivi.  

d) aprire,   nell'ambito   del  Congresso,  un tavolo di confronto con le Istituzioni, per le conclusioni dei lavori, cui faccia riscontro un concreto impegno dei rappresentanti di Governo e Parlamento presenti, ai quali dovrà  - con garbata fermezza - impedirsi di effettuare  meri  interventi oratori, ove non abbiano la possibilità (per mancanza di...tempo  o di volontà politica) di partecipare compiutamente al dibattito, fino a recepirne le conclusioni. Siamo  ben consapevoli  delle resistenze che simili innovazioni incontreranno da  parte degli ambienti più retrivi della nostra Classe, all'interno della quale permangono figure  attaccate a privilegi dell'altro secolo..., ma non v'è chi non veda come  solamente da iniziative  come quelle esemplificativamente proposte potrà nascere  il  nuovo ruolo europeo dell'Avvocatura italiana  degli anni 2000.

                                                 M. R.