(agg.maggio 2001)

LAVORO  &  IMMIGRAZIONE

Nell'ambito dei services di impegno sociale, il Leo Club Caserta Host, presieduto dal Dr. Gianmarco Carozza, si è fatto promotore di un importante incontro di studi su un tema stimolante quanto attuale, quale quello relativo  all'immigrazione in provincia di Caserta, territorio in cui il fenomeno è particolarmente avvertito. I lavori, coordinati dal Direttore di Giustiziaoggi, hanno avuto quali autorevoli relatori il Dott.Riccardo Ventre, Presidente della Provincia di Caserta, l'Avv. Luciano Costanzo, Penalista del Foro di S.Maria Capua Vetere e ilDott.Andrea Funari, Presidente dei Giovani Industriali di Caserta. Dopo un'approfondita analisi della realtà, in riferimento alle diverse peculiarità dei centri della provincia e del  diverso radicamento del fenomeno immigratorio,Ventre ha affrontato il tema in una visione propositiva, illustrando le iniziative adottate dall'Ente Provincia e quelle  in fase di sperimentazione, allo scopo di "normalizzare" il fenomeno, rendendolo il più possibile compatibile con le risorse economiche e sociali del territorio. L'azione delle istituzioni - ha affermato, nel corso del suo intervento, il presidente della Provincia di Caserta -  deve essere protesa ad enucleare la parte  sana  presente all'interno della popolazione degli immigrati, favorendone l'integrazione con il nostro tessuto socio-economico, attraverso l'inserimento nel mondo del lavoro in condizioni di dignità  e rispetto della persona umana. Per fare ciò - ha continuato  l'Oratore - si dovrà avere il coraggio e  gli strumenti per  identificare e censire la parte illegale degli immigrati, aiutandola  - ove possibile - a regolarizzare la posizione, in modo da non  consentire la clandestinità che si traduce, per forza di  cose, in attività illecite, vuoi per scelta dello  stesso immigrato irregolare, vuoi per ingerenza degli apparati criminali che trovano   fertile campo di azione. Quali esempi di tali iniziative, Ventre ha ricordato la creazione, in alcune città della provincia, di  un Centro di Accoglienza,in favore di giovani donne extra-comunitarie e quella di una Scuola di Arabo, per la diffusione della lingua e dei costumi islamici, per una migliore comprensione  di quella cultura, nel quadro di una realtà ogni giorno più multietnica. Tutto ciò, naturalmente, senza negare la necessità di un  rigoroso controllo del fenomeno e di una costante repressione delle situazioni irregolari o illecite. Su tale aspetto del problema, si è soffermato  Luciano Costanzo, il quale ha tracciato un efficace spaccato della realtà di cui è attento studioso, dal suo osservatorio (per certi versi, privilegiato) di avvocato penalista ed ha illustrato le novità legislative, contenute nel D.L. 286 e nel c.d. "Codice del diritti e dei doveri  degli immigrati". 

Un particolare accento  Costanzo ha ,poi, riservato al fenomeno della criminalità organizzata in Terra di Lavoro, che utilizza, con estrema facilità, le risorse umane offerte - a basso costo-   dall'immigrazione. Grande attenzione -  secondo Costanzo  - deve essere data, dalle Istituzioni, anche  a  quella parte di immigrati originariamente giunti con regolari permessi : per loro, se non adeguatamente accolti nella società  del territorio, si spalanca, infatti, il facile passaggio in clandestinità, quali  prede naturali dell'imprenditoria del malaffare, pronta ad elargire lavoro nero! Di diverso taglio e particolarmente apprezzato dall'uditorio si è rivelata la relazione del Dr. Andrea Funari, intervenuto anche quale delegato del Presidente dell'Unione degli Industriali casertani Ing.Antonio Crispino. Con  sano realismo il  presidente dei giovani industriali della provincia di Caserta, ha definito il fenomeno immigrativo come "irreversibile", ma non per questo tale da non  poter essere "gestito". Certamente - ha  affermato Funari - sarebbe stato bene poter prevedere  un tale fenomeno per programmarne, in tempo utile, le soluzioni più adeguate. Non si è  trattato,    in questo  caso,  di imprevidenza ,  lassismo o approssimazione, di cui il nostro mezzogiorno ha -  in qualche campo -  un  non invidiabile primato. Va ammesso, infatti - ha osservato Funari - che, dopo  una prima fase  di proporzioni ridottissime (nei primi anni ottanta), come tale guardata quasi come fatto folcloristico,  l'immigrazione è scoppiata nella seconda parte degli anni novanta, in coincidenza con le crisi (di natura economica, oltre che religiosa e  politica) dei paesi del c.d. terzo mondo e  di quelli a ridosso delle nostre coste,  primi fra tutti l'Albania. Non  si può,  allora - ha concluso   Andrea  Funari - che  condividere l'auspicata regolamentazione sempre più approfondita del fenomeno, anche con provvedimenti di possibile difesa dei confini,  tali da non consentirne la facile violazione e, tuttavia,  va tenuto nel debito conto la presenza, tra gli immigrati, di notevoli energie di ottimo livello culturale e   capacità  di    apprendimento, che  debbono,  con  ogni  sforzo ,   essere valorizzate , al pari di quanto accadde ai nostri avi emigrati negli Stati Uniti d'America ,negli ormai mitici  anni   quaranta ,  rifuggendo,  così,  da   deprecabili    eccessi  di  tipo nazionalistico, impensabili in una società che vanta i primati di civiltà e di democrazia.