(aggiornamento dicembre 2002)

ILLECITO EDILIZIO ?SI' , NO , FORSE

di TOMMASO MIGLIACCIO *

Per nove giorni l'illecito edilizio non è stato reato !E se così non la pensano i giudici, allora - come diceva Totò - "arriveremo fino in Cassazione" La Corte di Appello di Catanzaro (pres. Marcello VItale - cons. Adalgisa Rinardo e Carlo Maria Zampi) si è trovata, nei giorni scorsi , davanti alla rtipica patata bollente con la quale nessun giudice vorrebbe mai avere a che fare : decidere se una legge depenalizza o meno un comportamento e, se sì, in che misura. Cosa ancora più difficile in un contesto come quello calabrese , nel quale le violazioni edilizie sono il pane quotidiano della vita forense e stabilire una "amnistia" per questo tipo di reati vorrebbe dire incentivare ulteriormente - se possibile ...- lo sfacelo del patrimonio paesaggistico.Ma veniamo ai fatti. il primo gennaio del 2002 entra in vigore il Testo unico sull'edilizia , che stabilisce di abolire le contravvenzioni in materia edilizia previste in una legge del 1985 . "Sciala popolo"! In tutti i processi che si celebrano per abusi di quel genere il giudice, applicando le regole generali del diritto penale, secondo cui - com'è noto - la legge più favorevole al reo prevale sulla precedente, avrebbe dovuto assolvere.I politici non si rendono conto del "guaiaccio" (non si sa se casuale o voluto, considerato che in mezzo vi erano le festività natalizie e l'opinione pubblica era distratta ) ,

sta di fatto che , dopo pochi giorni - per l'esattezza il 9 gennaio - dietrofront !Il Testo unico viene "congelato", stabilendo che entrerà in vigore nel luglio del 2003: l'illecito edilizio torna reato e si spera che nessun avvocato o magistrato si accorga del pastrocchio.Ma così non è. Fosse stato pure per un millesimo di secondo , se la legge ha stabilito che l'illecito edilizio non era reato, tutti gli imputati per questa violazione, se compiuta prima del 9 gennaio 2002, vanno assolti. E' ciò che ha fatto il GIudice di Ivrea lo scorso 3 luglio. Forte di questo precedente, un Legale calabrese - l'avv. Nerina Chimirri di Catanzaro - ha chiesto l'assoluzione per quattro suoi clienti, già condannati il 4 dicembre 2001 in primo grado.Dopo aver dichiarato la prescrizione di gran parte dei reati contestati, la Corte di Appello ha ritenuto - per i restanti reati di abuso edilizio - di disattendere la richiesta difensiva: è appena il caso di dire che la motivazione della sentenza è attesa con enorme interesse e che, quale che essa sarà, è prevedibile il ricorso per cassazione da pare degli imputati ovvero della Procura. Data l'importanza del tema, la decisione sarà - con ogni probabilità rimessa alle Sezioni Unite della Suprema Corte.