(aggiornamento dic.2002)

IV CONSULTA NAZIONALE AVVOCATI E GIORNALISTI

  In nome del Popolo... Saluto introduttivo ai Convegnisti di MARIO RAPANA'

Quando nel mese di febbraio di quest'anno abbiamo individuato il tema del "rispetto della legalità o caos", come ormai ci capita spesso eravamo consapevoli che avrebbe costituito un tema "Caldo" per la fine di novembre: numerosi erano i sintomi di una malattia che per mancanza di una cura appropriata doveva aggravarsi nel tempo. E questo aggravamento Si è consumato, nel corso di quest'anno, sul piano politico, sul piano sociale e sul piano della giustizia. Le categorie professionali oggi qui rappresentate, pur nella diversità delle funzioni, hanno - e devono avere - finalità comuni: la salvaguardia di valori fondamentali quali la democrazia e la libertà , la tutela del diritto dei cittadini ad un vivere civile, giusto e dignitoso.Allo stato, invece,dobbiamo registrare una crescente tensione e conflittualità tra la maggioranza di governo e l'opposizione; una mobilitazione popolare per rivendicare prospettive sociali di ampio respiro, non in sintonia con le esigenze politiche; una giustizia che ha posto seri problemi di riflessione. Da un'esigenza di legalità al caos, il passo è breve. Il nostro ruolo è di stimolare, attraverso un confronto di posizioni, un risveglio alla realtà, alla responsabilità. E' opportuno ricordare a noi stessi un pensiero dell'amico Remo Danovi, oggi presidente del C.N.F., che abbiamo fatto nostro: noi avvocati-giornalisti siamo come i guardiani del FAro , che nel mare della giustizia hanno un osservatorio privilegiato : siamo in condizione di vedere per primi le disfunzioni, le ingiustizie, le necessità, le carenze. Disfunzioni, ingiustizie, necessità e carenze che stiamo denunciando da anni tramite le testate forensi, i nostri organismi istituzionali ed associazionali, senza, però, riscontrare segnali positivi che ci facciano comprendere il superamento di una situazione di stallo. Al contrario siamo molto preoccupati per le pesanti polemiche politiche che rendono molto ardua una riforma globale della giustizia che restituisca serenità in ogni settore della società civile. L'Avvocatura - con i suoi organismi rappresetativi O.U.A. e C.N.F.- ha svolto un ruolo incisivo per il recupero di un confronto sui contenuti, ma occorre uno sforzo comune di tutti, politici, magistrati ed avvocati, se vogliamo centrare l'obbiettivo.

I presupposti oggettivi ci sono. Una generale riflessione su quanto accaduto in questi ultimi mesi - e in particolar modo per quanto accaduto a Cosenza e a Perugia - ci sta coinvolgendo sul piano di una consapevolezza totale. Può essere il momento giusto per deporre l'ascia di guerra, richiamarsi alla sensibilità del Presidente della REpubblica che invita alla moderazione e al dialogo, incontrarsi sui punti chiave, revisione dei codici, della magistratura onoraria, scuole forensi, informatizzazione del sistema, separazione delle carriere.A Verona, dal 12 al 15 dicembre, in occasione del Congresso straordinario Forense indetto dall'OUA, certamente questo nostro auspicio troverà la giusta palestra per un approfondimento.Come abbiamo scritto sulle nostre testate, con questa Consulta non si vuole interferire nel merito delle problematiche, ma certamente si vuole mandare un messaggio forte in quanto siamo convinti che non c'è più tempo per le incertezze. Per rafforzare questo nostro intendimento abbiamo inteso realizzare in via sperimentale una comunicazione-spettacolo con l'ideazione di un processo all'imputato Processo, in nome del Popolo , che si terrà questa sera presso l'Oratorio San Filippo Neri e nel quale saranno protagonisti il Dott. Carlo Nordio, Presidente della Commissione per la Riforma del Codice Penale, gli Avvocati Sergio Rossi e Luigi De Maio, nonchè i Giornalisti Massimo e Roberto Martinelli. Può apparire una coincidenza profetica,ma quest'anno ricorre il centenario del caso Murri, un caso che fa storia per la sua spettacolarizzazione e per il suo aspetto politico che ha avuto come teatro proprio Bologna. La Cassazione fu chiamata a pronunciarsi sul trasferimento di sede per "legittimo sospetto": Un caso verificatosi all'inizio del secolo scorso ma che può essere ambientato in questo nuovo millennio per essere stato un esempio di uso politico, attraverso la stampa, di una inchiesta giudiziaria. Anche ieri si poneva l'esigenza di una legalità che ancora oggi stiamo tentando di perseguire. Spazi e tempi diversi, ma in sintonia con un modo di intendere e volere proprio del nostro sistema odierno di vita.