(27/29 settembre 2002)

CASSA FORENSE

protezione professionale

e   rappresentatività.

di MARCELLO COLLOCA

"Cassa Bene comune !". A Sorrento (27/29 settembre 2002), è stata certamente l'espressione più carica di contenuti, questa di Francesco Berti Arnoaldi Veli, per dare a tutti il messaggio  del senso e dell'orgoglio  di un'appartenenza : Il senso  e l'orgoglio di  riconoscersi in un presente che è frutto  di un passato  in cui  la semina di altri ha prodotto  i frutti, forse insperati, di una protezione morale e professionale che, muovendo dall'asse  sociale, è diventata rappresentatività. E se  la centralità dell'Ente previdenziale dell'Avvocatura è così innegabile nel mondo  forense, i  risultati sono i sicuri  effetti  di una concreta continuità intergenerazionale, sempre più protesa a dare sicurezza sociale alla più liberale delle Professioni, non mancando di contribuire  - ad un tempo - allo  sviluppo economico del  Paese. Ed è stato proprio sulla centralità di questo tema che si è sviluppato l'ampio  dibattito nelle giornale  sorrentine del Cinquantenario della Fondazione, ricche di presenze ampiamente rappresentative del mondo  politico,  dell'Economia  e della Cultura. Presenze da cui  sono venuti  validi contributi,  proposte innovative, e di originalità, prospettazioni attuariali di breve, medio e lungo termine, concrete proposizioni economiche e di  investimenti finanziari, ma anche di  tutela  normativa   del patrimonio contro i rischi, sempre in agguato, di espropriazioni forzose; tutto senza voler sottacere le critiche, alcune appropriate e pertinenti e, come  tali, accettabile da condividere, ed è vero, che "La  previdenza  privata gode in generale di buona salute, con  casi,  come per la Cassa  Forense, in cui la salute è addirittura  ottima" - 

lo ha affermato nel suo intervento Francesco Maria  Amoruso, Presidente della Commissione permanente per il controllo delle attività degli enti di previdenza della Camera dei Deputati - l'avvocatura può ben allontanare quei timori per il futuro previdenziale, che alcuni hanno pensato di diffondere, magari sperando in una maggior risonanza, attraverso le amplificazioni della Conferenza Nazionale. Ma è, tuttavia, innegabile che alcuni seri  interrogativi da sciogliere si stagliano all'orizzonte: potrà la Cassa , nella sua attività infra e  intergenerazionale e con le attuali contribuzioni, seguire ancora il sistema pensionistico a ripartizione, o dovrà adottare il sistema contributivo a capitalizzazione, attraverso una riforma strutturale, già in atto presso altre Casse private ? E forse questo è stato l'interrogativo dei più. Oppure,  per evitare traumi,  per come sostenuto da altri, potrà  avviare al proprio interno una graduale trasformazione che non abbia a  creare apprensioni negli iscritti , magari attraverso una  riforma  parametrica dell'attuale sistema a ripartizione, intervenendo sulle variabili  dell'età di  pensionamento,  delle  aliquote contributive, del periodo di riferimento ? E' certo che i temi da affrontare in un futuro non lontano non mancheranno, pensando all'avvio di soluzioni di medio o lungo  termine, che comunque non abbiano  a comportare sorprese per chi è prossimo all'età del pensionamento. E questi, invero, sono  stati i dubbi che le melodie partenopee del collega Renzo Arbore sono riuscite a sopire,  ahimè, soltanto per lo spazio di una sera!