(aggiornamento giugno 2003)

AUTOMOBILI "AGLI ARRESTI"

Immaginate che un Concessionario di automobili, dopo aver  venduto ad un cittadino  una vettura con pagamento rateale, in  seguito al mancato pagamento  di alcune  rate, magari per un totale  di molte migliaia di Euro (corrispondenti ai 10  o più milioni di vecchie lire), si spingesse a fermare l'acquirente e a sottrargli  il libretto  di  circolazione, comunicandogli che provvederà  a restituirglielo  solamente dopo l'integrale  pagamento  del debito arretrato e  impedendo - con ciò  stesso -  al   malcapitato debitore di  utilizzare l'auto e  quindi di circolare liberamente:  non v'è dubbio che porrebbe in essere   un'azione di contenuto quasi camorristico,   certamente configurabile il reato di "esercizio arbitrari delle proprie ragioni". A rigor di  codice, infatti,   "chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto  , si fa arbitrariamente ragione da sè medesimo, mediante violenza sulla cose, è punito con la multa fino a £ire un milione"; così testualmente, l'art. 392 c.p. che, più oltre, chiarisce come  "si ha violenza sulle cose allorchè  la cosa viene  danneggiata o trasformata o ne è mutata la destinazione". Chiunque, ma non  il Gabelliere ( Concessionario di  un  Ente locale che gli abbia delegato l'esazione di  un tributo): per  costui  è vigente un'apposita legge, rappresentata dal D.Lgs. n.193/2001. Immaginate   che  un cittadino sia debitore verso  l'Ente  pubblico della somma  di Euro 27,23 per un tributo arretrato, ebbene si vede recapitare  una lettera  raccomandata, con  cui gli si comunica  che, in forza della ricordata legge, è  stato disposto il fermo amministrativo  di  un'auto di sua proprietà del valore di circa 8.000 Euro. Con la stessa lettera (che può esser recapitata anche a mani di persona diversa dal debitore ed in sua  assenza) viene , altresì, comunicato  che  

a) per interrompere il fermo amministrativo, si dovrà  corrispondere l'importo evaso,maggiorato  degli interessi , delle spese di  iscrizione del fermo e di quelle    relative al compenso di riscossione;b) durante  il periodo di  fermo amministrativo ,il veicolo  non  può  circolare ( pena  il sequestro e l'irrogazione di un'ammenda da Euro 327,95 a 1.131,80) ed è scoperto di copertura assicurativa verso terzi, con facoltà di rivalsa della  Compagnia in caso di eventuale sinistro; Quella appena   descritta non è ,  purtroppo,  una   un' ipotesi immaginaria, ma rappresenta quanto  realmente accaduto, nei giorni scorsi, ad  un incredulo contribuente ed è documentato da una missiva proveniente  dall'Esattor-concessionario(sopra da noi simpaticamente definito Gabelliere ) regolarmente (...)priva di  firma!. Per   l'esosa misura degli  oneri  accessori  richiesti nel riferito provvedimento  e, ancor  più per la   " violenza" insita nello stesso (tale essendo la  sottrazione forzosa dell'utilizzazione di  una cosa , secondo il  consolidato insegnamento di Dottrina e  Giurisprudenza) 

 

, viene di riflettere come troppo spesso  nel nostro Ordinamento (  in altre circostanze considerato Faro di civiltà  giuridica e di  garantismo), lo Stato riservi per sè,(consacrandole con  legge) talune  attività non  consentite ai cittadini, in quanto a contenuto intrinsecamente illecito:  è il  caso  di un  esercizio  arbitrario delle proprie ragioni  , trasformato in "legale" dalla ricordata normativa ( peraltro risalente  ad iniziativa di governi  precedenti a quello in carica), che  ci fa  tornare alla  mente  la gestione del gioco d'azzardo ( legalizzata per i Casinò municipali), quella della vendita di sigarette  (trasformata in di Monopolio di Stato) ,per  non  parlare delle famigerate "Case", che, prima di essere "chiuse" dalla benemerita Legge  Merlin,  vedevano"regolarmente" prosperare la prostituzione  sotto  il vigile occhio governativo !

 

Al di là di ogni amara ironia, c'è da chiedersi , dunque, se non sia il caso di  riguardare  norme come quella in esame  sotto  il profilo della legittimità costituzionale dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, dal momento che  è di solare evidenza come il cittadino che furbescamente adotti  la ( pur lecita) iniziativa di intestare a terzi (società, parenti  o prestanome)  le sue automobili,  èmeno  uguale  dinanzi alla  legge (non  essendo assoggettabile al fermo amministrativo  del proprio arco  auto), rispetto agli altri comuni mortali, colpevoli  di  non  ricorrere  a  simili stratagemmi . A denunciare l'enormità di una legge siffatta e  dell'illimitata possibilità di sua  applicazione anche  per crediti di irrisoria misura, basterebbe ricordare che, in campo fallimentare, è consentito il ricorso a procedura concorsuale solamente  dopo aver esperito , con  esito negativo,un' azione esecutiva  e  sempre  per crediti di una certa consistenza economica,  ossia  di oltre 5.000 Euro e  non certo di 27,00 :  non può considerarsi lecito ,almeno secondo un principio di minimo etico , a fronte  di un debito equivalente ad un  costo di un  tergicristallo, sottrarre la disponibilità di un bene  di  valore mille volte  superiore e ,  per  di più,  sanzionare la  sospensione di validità  della copertura assicurativa prevista dalla Legge 990/69  per un autoveicolo,  pur  in presenza di regolare pagamento del relativo premio di  polizza da parte del proprietario ! Confidiamo, allora, che il Governo in carica ed al  Parlamento che  lo  esprime  troveranno  il tempo  di rivedere questa    legge ,  ispirando la  propria  azione al  principi  di equità e proporzionalità  non solo nel momento dell'imposizione fiscale, ma  anche in quello sanzionatorio,  dando prova di  una  volontà  riformatrice  scolpita su duro  marmo e  non  su fragile cerami(ca) !