(aggiorn. maggio 2003)

PREVIDENZA  PROFESSIONALE & POLITICA

di  MAURIZIO DE TILLA (*)

La recente legge fiscale  ha, per la prima volta, innovato il regime  giuridico delle CASSE privatizzate stabilendo un regime fiscale particolare da fissarsi  con apposito decreto  legislativo. Va ricordato che  i  professionisti per la loro previdenza sono  assoggettati ad una doppia tassazione:  Una prima  tassazione sui proventi della  gestione patrimoniale dei contributi, una seconda aliquota fiscale sulle pensioni. La doppia imposizione fiscale raggiunge anche percentuali complessive superiori al 60 % , il che  costituisce un assurdo  in materia previdenziale.Ed è  ancora più paradossale se si considera che lo  Stato, nel privatizzare le Casse dei  Professionisti, si è liberato espressamente dell'onere di erogazione di qualsiasi contributo  pubblico. Va, in proposito, sottolineato sotto il profilo della legittimità costituzionale, che l'attuale sistema di tassazione della previdenza   obbligatoria prevede  un meccanismo che produce in capo agli  iscritti  alle  diverse forme  pensionistiche una doppia imposizione che non risponde assolutamente ai principi  fissati dall'art. 53 della Carta costituzionale di capacità contributiva e di progressività  del reddito. Tale meccanismo, infatti,  prevede un carico impositivo in capo  all'Ente  di  Previdenza che colpisce tutte  le risorse acquisite dall'Ente stesso per perseguire le sue finalità istituzionali.    In altre parole, l'Ente viene  - ai sensi del combinato disposto degli artt.  88 e 108 e segg. del D.P.R. 917/86, sottoposto all'Irpeg  su tutti  i  redditi prodotti, compresi i  redditi che derivano  semplicemente dall'investimento delle risorse raccolte con la contribuzione degli iscritti. La doppia imposizione si verifica, poi, perchè sulle stesse   risorse già tassate  viene applicata in capo agli  iscritti  una successiva tassazione in  fase di erogazione della prestazione. Da ciò risulta evidente il contrasto con  i  princìpi costituzionali sopra menzionati. Nel caso, poi, delle  Casse di previde3nza dei Professionisti la situazione è sicuramente più grave in quanto,  per i  professionisti, a differenza di quanto avviene per i lavoratori dipendenti, il carico contributivo grava prevalentemente sull'iscritto.  Questa situazione, specialmente in una fase come l'attuale in cui siamo in presenza di un equilibrio finanziario destinato,  nel  breve tempo, a divenire sempre più precario, necessita di un intervento normativo che, riconducendo la questione nell'alveo costituzionale , contribuisca, da  una parte, ad attenuare il carico  fiscale che oggi grava sugli iscritti e, cosa  più  grave,  sui pensionati  attuali e futuri delle Casse di Previdenza e contribuisca, dall'altra, a ridurre gli  oneri  tributari  che gravano, allo  stato attuale, sulle  Casse stesse. IL Ministro Giulio Tremonti - che ha voluto la norma particolare  per le Casse professionali - dovrà, nei tempi brevi, approntare e varare,  in attuazione della  riforma, il decreto legislativo. Proviamo a  formulare alcune ipotesi per dare concreto contenuto al decreto da emanare. 

Primo. 

Va stabilita l'imposizione sostitutiva sugli investimenti mobiliari non superiore all'8 % per il 2004 e, a scalare, per gli anni successivi, al fine di attenuare sostanzialmente la doppia imposizione che si crea in capo agli iscritti. Sui redditi immobiliari va fissata un'imposta sostitutiva  delle imposte sui redditi pari allo 0,50 del patrimonio minimo immobiliare determinato secondo i  medesimi criteri di valutazione previsti  per i Fondi comuni di investimento immobiliari "chiusi".

 

 

In particolare, va evidenziata l'opzione di ancorare l'aliquota alle  scelte  normative che di volta in volta verranno fatte per la previdenza complementare, in modo da conservare il coordinamento  fra le due discipline e garantire l'automatica attribuzione alla previdenza obbligatoria di categoria delle  auspicate riduzioni dell' aliquota.

Secondo. 

Va prevista la riduzione dell' imposta di registro nel  caso di  acquisto di immobili, nonchè la soggezione  ad imposte di registro  e ad imposte catastali ed ipotecarie in misura fissa  per ciascuna di esse in caso di operazioni di conferimento , anche parziale, del patrimonio  immobiliare in Fondi comuni di investimento chiusi o in società di gestione controllate  dalla Cassa di Previdenza  conferente.Terzo.

Va prevista l'esenzione Iva per le  prestazioni di servizi relative alla gestione  finanziaria e amministrativo-informatica. Per quanto riguarda il regime tributario ai fini  Iva va introdotta l'esenzione dell'imposta sul valore  aggiunto  dei corrispettivi riconosciuti  per la gestione in c.d. "outsourcing"   delle Casse di previdenza analoi pensione. Ciò al fine di favorire zone di  esternalizzaziongamente a quanto  già  previsto per i Fondi comuni ed i Fonde  dei servizi, senza  che sulla Cassa  - quale consumatore finale - gravi il costo dell'Iva.

Quarto.

I redditi di capitale derivanti da mutui erogati dagli  Enti di  previdenza ai propri  iscritti e dipendenti vanno dichiarati esenti da  imposte dei redditi. Con una notevole dose di determinazione,  il Ministro Roberto Maroni ha invitato  l'Adepp e le Associazioni dei Professionisti a raggiungere un accordo sulla totalizzazione. E così il tavolo presieduto dal Sottosegretario Alberto Brambilla ha dato i suoi frutti,  tant'è che il testo  è quasi  pronto e  formerà oggetto di una  proposta di legge o di un emendamento da apportare al collegato previdenziale all'esame del Senato. Si è , quindi,  proceduto ad individuare  una soluzione soddisfacente per gli equilibri finanziari delle Casse  dei Professionisti, in conformità con i seguenti parametri:

a) ai fini della determinazione del montante  contributivo si considerano solamente i contributi soggettivi versati dall'iscritto, con esclusione  di  ogni contribuzione versata a titolo integrativo o di solidarietà;     

b) il tasso annuo di capitalizzazione  dei contributi è pari al 90 %  della media  quinquennale del tasso di rendimento netto del patrimonio investito, con riferimento al quinquennio precedente all'anno  da rivalutare;

In caso di sostanziali modifiche dei sistemi previdenziali dei singoli Enti  , i parametri prefissati potranno essere rivisitati ed armonizzati . E' stata, inoltre, accolta la richiesta dell'Adepp sul pagamento delle pensioni, stabilendo che  l'onere dei trattamenti è  a carico  delle singole Casse, ciascuna in relazione alla propria quota, con previsione di apposite convenzioni tra  i singoli Enti e l'Inps che provvederà al pagamento degli  importi    liquidati dalle singole gestioni. Finalmente, dunque, l'azione del Governo sta approdando a risultati positivi per i professionisti italiani.

 

                                           (*) Presidente ADEPP e CASSA  FORENSE