( aggiornam.luglio  2004 )

"LO  SGUARDO NUOVO"

Con quello odierno, Giustiziaoggi  apre uno spazio redazionale dedicato a  notizie e fatti, attinenti più o meno direttamente,  con  il mondo giudiziario,  legislativo o forense, che meritano di essere sottolineati  e  magari criticati.Il titolo  di questa nuova rubrica è  tratto dalla parafrasi di un'  affermazione del grande Marcel Proust , secondo cui " la scoperta non consiste sempre nel  trovare cose nuove ,  ma  piuttosto nel  vederle con  occhi  sempre diversi". Per una volta,  dunque, tentiamo di vedere i fatti con  un  occhio diverso, ispirato - se  occorre  -  ad una sana autocritica, dismettendo  lo stile  presente in molti interventi  anche paludati -si pensi a Congressi e Conferenze -  troppo spesso  autoreferenziali e  poco propositivi. Invitiamo ,  dunque,  i nostri Lettori  a  segnalarci  le loro  disincantate  riflessioni. 

 

 a cura di:  Gino di Sacco

1 / L'Avvocato -  Giureconsulto.

L'immagine di manzoniana memoria evoca uno  spregiudicato leguleo, al quale  l'angosciato  Cliente si è rivolto  nella speranza di ottenerne   dotta e risolutrice  consulenza  e, magari, strenua difesa  contro i soprusi di  un  prepotente. Sappiamo tutti come finì quell'incontro : nel momento stesso in cui  fu pronunciato il nome  della possibile controparte,  codici e  pandette scomparvero come per incanto e lo sbigottito Renzo  Tramaglino si ritrovò  senza difensore! Molti secoli sono trascorsi dall'epoca di  quella scena descritta dal grande Don Alessander,non  senza una   una  dose di cinica ironia . Da allora, l'Avvocato  ha subito  positive  evoluzioni, assumendo, sempre  più, la figura del Professionista dedito alla  difesa degli interessi del  proprio patrocinato, con scupolo e fedeltà, fondati  sulla  propria etica, consacrata  nel Codice Deontologico,  (varato  nel '94 a  Salonicco  e recentemente  assurto a dignità  di legge)  e  sul  giuramento prestato all'atto dell'iscrizione all'Ordine Forense. Nella vita  quotidiana, tuttavia, le cose  non stanno  sempre  così se è  vero che si assiste  a  cadute di stile, mancanza di  professionalità  e, perfino,  violazioni anche  di natura penale sempre più frequenti che determinano (o dovrebbero determinare) l'intervento  sanzionatorio degli Organi di rappresentanza (COA   territorialmente  competenti) alcuni dei quali, però. sembrano  troppo presi dall'0rdinaria amministrazione e, perciò  stesso, distratti rispetto al delicatissimo compito di vigilanza sulla condotta dei  propri iscritti. A colmare questo vuoto...ha  pensato , allora,  la Suprema Corte di Cassazione,  la  quale -  con  una recente  pronuncia  (la sentenza n. 14597 depositata il 30  luglio  u.s.) ha stabilito  che risponde civilmente nei confronti del proprio cliente, con obbligo di risarcimento del danno, l'avvocato che sia venuto meno al suo  "dovere di diligenza",

nel quale  secondo l'autorevole  opinione della S.C. -  rientra, a giusto titolo,"l'informazione del cliente  sui risvolti fattuali  e  giuridici del  giudizio da intraprendere e  l'opportuna azione di dissuasione verso liti temerarie  e di prevedibile esito  negativo". In altre parole,  dalla Corte è  stato ribadito il ruolo di consulenza   che deve essere esercitato dal Legale, che dovrebbe  precedere  e , in  taluni  casi,  sovrastare  , la  funzione difensiva in ambito  contenzioso. Qualcuno potrebbe obbiettare  che si  tratta  di  una considerazione  ai  limiti dell'ovvio e  stupisce che  per essa si  sia dovuta scomodare un'Autorità giudiziaria di  così  alto rango. A ben vedere, tuttavia,  constatiamo  che,  in  maniera  più  o  meno  tangibile e  consapevole, buona  parte della classe forense quotidianamente  incorre  in  un tale vizio comportamentale: le ragioni  sono  da  ricercare,  da  un lato,  in una distorta formazione del  giovane  professionista, convinto di dover  dimostrare il  proprio valore unicamente  nel      confronto dialettico  del processo e avvalendosi dei  ritardi che il  codice di rito necessariamente  offre  e dall'altro  ,  dalla quasi totale assenza, nella  clientela specie  privata, di una  mentalità transattiva che porti  a scongiurare, piuttosto che  a creare il contenzioso giudiziario, avvalendosi  -  a tempo  opportuno, ossia in via  preventiva -  di una qualificata  consulenza, da  remunerare adeguatamente. Si  tratta di  un'esigenza  avvertita e,  in  larga misura, attuata nella maggior parte dei Paesi europei  e nel nord della nostra Penisola:  duole ammettere che su questa  strada il Mezzogiorno d'Italia brilla per un ritardo a cui è tempo di porre  riparo, se non  si  vuole restare fuori  mercato...!