(aggiorn. giugno 2005)   

CORTE UE/AUDIZIONE "PROTETTA" NEL PROCESSO PENALE 

Con una recente sentenza (16 giugno u.s.), la Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha contribuito a fare chiarezza su un aspetto fin qui alquanto incerto (o addirittura oscuro) della "Decisione Quadro" dell'Unione Europea del 15 marzo 2001  in tema di tutela riservata alle vittime di reato, allorchè si tratti di soggetti particolarmente vulnerabili. Com'è noto, il comma 5bis dell'art.398 c.p.p. prevede  l'audizione "protetta" unicamente per i reati sessuali, mentre non da' alcuna indicazione circa audizioni di minori, laddove la "decisione quadro" Ue fa riferimento a tutti i soggetti "particolarmente vulnerabili" e , tuttavia, non ha efficacia vincolante per gli Stati membri. L'occasione per la pronuncia della Corte di Giustizia è venuta da un caso sollevato dal Gip del Tribunale di Firenze che, opponendosi all'audizione di minori coinvolti in un processo per abuso di mezzi di correzione a carico di un'insegnante, aveva osservato che la richiesta del P.M. 

di procedere alla detta audizione, con le modalità di cui all'art.398 c.p.p., non poteva trovare ingresso, data la specificità della citata norma che non prevedeva l'estensione a reati diversi da quelli a sfondo sessuale. Colmando un vero e proprio vuoto legislativo, dunque, la Corte di Giustizia Europea ha sancito l'obbligo per il Giudice nazionale di interpretare le norme del proprio codice in maniera conforme a quanto stabilito dalle decisioni-quadro  emanate dall'Ue, con l'unico limite rappresentato dall'impossibilità di avvalersi di tale interpretazione allo scopo di fondare un'eventuale aggravante del reato perseguito. Ciò posto, è rimasta definita la possibilità di far ricorso , anche per l'audizione di minori nell'ambito  di processi diversi di quelli per reati sessuali, delle modalità di "protezione", quale l'escussione  presso il domicilio del minore o la video registrazione della deposizione.

 

(*)   a cura della Redazione di Giustiziaoggi              caporedattore Enrico Romano