( aggiorn. Genn. 2005 )    

SPIGOLANDO IN

      Cassazione e Corti di merito (pronuncie minori, ma non...secondarie 

a cura della Redazione di Giustiziaoggi.it

Apriamo una nuova Rubrica ,volta a dar conto di novità giurisprudenziali di legittimità e di merito  su materia che rappresenta pane quotidiano per l'avvocato , ma che non occupa le pagine buonedelle pubblicazioni specialistiche, perchè considerate - a torto - non di generale interesse. I Lettori potranno far pervenire massime e sentenze, attraverso i consueti canali (e-mail, fax, floppy-disc ecc.), con eventuali note di commento, da contenere, possibilmente, entro le trenta righe.* Diritto del figlio maggiorenne autonomo al mantenimento - Non sussiste. Cass.II sez.civ., 07.07.2004 n.12477 Al figlio maggiorenne, che si sia allontanato dalla casa genitoriale , rendendosi autonomo da un punto di vista morale e materiale, con l'assunzione di un proprio lavoro remunerato, non è consentito il rientro nell'abitazione familiare, in caso di perdita del lavoro. In tale ipotesi, questi - ove la perdita non sia  a lui imputabile - potrà, jure proprio,  avanzare richiesta  di gli alimenti,alla cui corresponsione sarà obbligato il genitore in forza delle disposizioni  generali di cui all'art.433 n.3 c.c.

Nota La decisione della S.C. dirime , in via definitiva, i dubbi sul tema da cui sono scaturite molteplici sentenze di merito contraddittorie e scarsamente motivate. La S.C. , come si vede, ha inteso parificare le conseguenze dell'allontanamento del figlio maggiorenne  a quelle previste  e sanzionate (all'art.146 c.c.) per l'allontanamento, ingiustificato e non provvisorio, del coniuge dalla residenza familiare.

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* Opposizione a decreto ingiuntivo - Sospensione della provvisoria esecuzione - Conseguente sospensione dell'esecuzione in sede di opposizione all'esecuzione.Cass.III  sez.civ., 29.04.2004 n.8217 Allorchè , a seguito di opposizione a decreto ingiuntivo, sia stata pronunciata la sospensione della provvisoria esecuzione del d.i.,  il Giudice dell'Esecuzione, dinanzi a cui sia stata proposta opposizione  al titolo esecutivo o agli atti esecutivi a norma dell'art. 623 c.p.c., è tenuto a dichiarare la sospensione del procedimento esecutivo, che potrà essere riattivato solamente dopo  che il titolo esecutivo  stesso abbia riacquistato efficacia esecutiva ex art. 653 c.p.c., con  l'eventuale rigetto dell'opposizione.

Nota

 

Per vero, la statuizione della S.C. , poco o nulla aggiunge all'orientamento più volte espresso dalla stessa Corte, che ha, da anni,  ribadito che " la sospensione dell'esecuzione provvisoria del d.i. disposta ai sensi dell'art.649 c.p.c. dal giudice istruttore della causa di opposizione, non integra la revoca dell'efficacia di detto decreto quale titolo esecutivo e, pertanto, in relazione al procedimento esecutivo  intrapreso in forza del medesimo , non tocca la legittimità degli atti già compiuti, nè determina ragione di improcedibilità del processo esecutivo che rimane soltanto sospeso" (così: Cass.03.05.1991 n.4866). Il tenore della massima appena citata non sembra lasciare molto spazio a dubbi circa l'automatica sospensione del processo esecutivo nel caso di sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, ond'è che la recente pronunzia sul tema può apparire addirittura pleonastica e induce a forti perplessità sull'utilizzo dei rimedi giurisdizionali in grado di legittimità, esperiti con troppa disinvoltura e contro cui non può che condividersi l'introduzione del filtro inerente l'ammissibilità del ricorso dinanzi alla S.C.

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Illustre Direttore,

ho letto con molto interesse l'articolo ("dalla gogna mediatica all'ipergarantismo del la privacy") contenente  la giustissima protesta per la continua violazione dei diritti dei minori, perpetrata da giornali e televisioni. Sull'argomento, credo , dunque,sia degna di evidenza una recente presa di posizione del Garante per la Privacy che mi permetto di segnalarLe. Ringraziando per l'attenzione, porgo deferenti saluti. Caserta,lì 15.12.04 dott.ssa Daniela Maietta

 * Diritto di cronaca - Minori - Divieto di notizie anche indirette. Garante Privacy - Newsletter  04.10.2004 E' vietata la diffusione di informazioni che, sia pure in maniera indiretta, rendano possibile il riconoscimento di minori coinvolti in fatti di cronaca , a maggior ragione quando abbiano subito violenze o molestie sessuali.

Renderli identificabili potrebbe far loro rivivere i traumi subiti e pregiudicarne l'armonico sviluppo della personalità.