(aggiorn. ott.2006)

CATANIA: AVVOCATI MAGISTRATI E GIORNALISTI A CONFRONTO SU LEGALITA' GIUSTIZIA E INFORMAZIONE

di Mario RAPANA' (*)         

Dal 1997 l'Associazione Nazionale della Stampa Forense organizza annualmente in autunno un incontro , sotto forma di consulta, tra Magistrati, Giornalisti e Avvocati per un confronto su un tema di rilevante comune interesse. Quest'anno la Consulta sarà ospitata dal Consiglio dell'Ordine Forense di Catania , presieduto dal Collega Fabio Florio , editore della rivista giuridica "Vita Forense" diretta mirabilmente dall'avvocato-giornalista Silvestro Stazzone. Quello che si terrà il 13 e 14 ottobre a Catania costituisce, peraltro, per l'ASTAF un gradito ritorno nella città etnea e nel suo bel Palazzo di Giustizia, che ha infatti già ospitato la Consulta dell'anno 2000 sul tema "La responsabilità professionale dell'avvocato, del magistrato e del giornalista". L'argomento dell'incontro di quest'anno è "Legalità, Giustizia e Informazione  tra realtà nazionale e contesto europeo". Gli avvenimenti di questi ultimi tempi, davvero non irrilevanti, ad esempio in tema di intercettazioni, uso ed abuso delle stesse, per non dire del Decreto Bersani, dei processi mediatici, delle ambiguità e dei ripeesamenti in materia di riforme dell'ordinamento giudiziario  e delle professioni, saranno alla base delle considerazioni che prima le relazioni e poi la tavola rotonda metteranno sotto la lente di ingrandimento.

Con questa ottava Consulta l'Astaf propone un nuovo momento di comune riflessione per le categorie professionali dei giornalisti, degli avvocati e dei magistrati, che attraverso i laro rappresentanti istituzionali e associativi potranno fare il punto sull'attuale situazione, con riferimento alla giustizia, alla legalità e all'informazione, oggetto come non mai nel passato      di una pericolosa involuzione.E' banale affermare che non c'è legalità senza una vera giustizia. Ma possono in questa confusione legislativa magistrati e avvocati garantire legalità e giustizia? Certamente gli eventi di questi ultimi tempi non favoriscono una risposta positiva. L'Avvocatura vede metterre in crisi dalla politica i valori fondamentali della sua funzione di difesa: l'autonomia e l'indipendenza. Il voler ridurre semplicisticamente il ruolo dell'avvocato, sinora espressione di libera determinazione delle linee di tutela dei diritti dei cittadini, ad un ruolo quasi mercantile, vuol dire svilirne i valori fondamentali e caratterizzanti, favorendo pericolosi conflitti di interesse che certamente non garantiranno la salvaguardia di quella legalità tanto rivendicata ma non sostenuta politicamente. Lo stesso dicasi per i Magistrati. Solo a parole la politica intende ribadire l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura , dando la sensazione di ritenere questo un pilastro della nostra democrazia, come una garanzia assoluta di legalità.