(aggiorn. sett.2006)

   IL MENDACIO BANCARIO : INTERESSANTE PRONUNCIA

"Il contraente il cui consenso risulti viziato da dolo può richiedere giudizialmente il risarcimento del danno conseguente all'illecito della controparte lesivo della libertà negoziale, sulla base della generale previsione in tema di responsabilità aquiliana di cui all'art. 2043 c.c., a preescindere dalla contemporanea proposizione della domanda di annullamento del contratto ai sensi dell'art. 1439 c.c." Con questa motivazione la Prima Sezione civile della Cassazione ha respinto il ricorso del cliente di un istituto bancario che aveva impugnato la sentenza della Corte di Appello di Catania che aveva ravvisato gli estremi del mendacio bancario nel fatto di aver taciuto l'esistenza di una declaratoria di fallimento, al momento della concessione di un prestito bancario, e precisamente prima del perfezionamento del contratto:il che spiega il perchè ricorrano gli estremi della aquiliana.L'omessa e deliberata  comunicazione - secondo i Giudici di legittimità - rappresenta una aperta violazione del principio di buona fede contrattuale , a nulla rilevando che - da parte sua - la Banca non abbia adottato le iniziative di cautela che il caso poteva suggerire, quale una preventiva visura presso la competente Cancelleria del Tribunale. 

 

Sul punto,per vero, la sentenza della S.C.  ha osservato che la detta mancata visura avrebbe potuto comportare, a carico dell'istituto bancario, l'astratta configurazione di una responsabilità concorrente  che, tuttavia, non veniva sancita nel caso di specie, non essendo  stata essa ricompresa tra i motivi da parte del ricorrente.Quest'ultima  considerazione, tuttavia, non manca di suscitare qualche perplessità, denotando  una visione alquanto rigorosa del principio della devoluzione. Se è vero, infatti,  che il comportamento omissivo del cliente può essere riguardato sotto il profilo degli obblighi imposti dall'art. 1338 c.c. alle parti di un contratto, non può negarsi che l'accertamento della posizione giuridica dell'altro contraente può rientrare tra le linee di condotta cui ciascuna parte  deve attenersi, con la diligenza del buon padre di famiglia  , venendo in particolare rilievo la natura dell'attività esercitata (nella specie dall'Istituto bancario, quale soggetto qualificato), in analogia con la previsione di cui al secondo comma dell 'art. 1176 c.c.