(aggiorn.marzo 2007)

L’UMORISMO IN “PAR CONDICIO”

a cura della redazione di Giustiziaoggi

Nel nostro corpo redazionale, non abbiamo il piacere di annoverare matite argute ed ironiche del calibro di Altan o Forattini, per poter concedere ai lettori il godimento di una vignetta che sintetizzi, con ironia, aspetti della vita quotidiana, cui altri dedica pagine scritte talvolta meno chiare di un disegno e certamente meno incisive. Questo non ci impedisce, tuttavia, di riservare – da oggi – uno spazio ai redattori (o ai nostri lettori, che ce lo chiederanno) per pubblicare bozzetti scritti, aneddoti e scenette satiriche che sbeffeggiano , con garbo e senza eccessi satirici e verbali , fatti e personaggi del mondo giudiziario e forense, allo scopo di alleggerire la lettura di articoli seriosi ed impegnati e regalare un salutare sorriso! Il direttore Prima storia inventata, non vera (ma verosimile!)Causa di separazione tra coniugi. Nella sua austera stanza, il presidente si accinge ad interrogare una giovane e procace signora. Si accorge subito che la donna non è indifferente al suo fascino brizzolato di uomo maturo, ma ancora piacente. Detto fatto, la carne è debole e – si sa - urge, talvolta, anche sotto le toghe. Approfittando del momentaneo allontanamento del cancelliere, il grigio divano diventa un’alcova, testimone muta di un amplesso breve, quanto intenso ed approfondito.Ripreso il suo posto dietro il tavolo, il Giudice chiede al cancelliere – nel frattempo rientrato – di far accomodare il marito, che entra e saluta rispettosamente.E’ un uomo emaciato ed anziano, molto più anziano della donna, interrogata…poco prima, la quale – secondo quanto riferisce lo stesso uomo – da anni indulge in tradimenti continui: da qui la determinazione del coniuge a voler troncare il vincolo matrimoniale.“Capisco il Suo punto di vista” – osserva il Magistrato “ma Lei dovrebbe essere più tollerante, a fronte della giovane età ed esuberanza di Sua moglie e considerata la Sua età piuttosto avanzata, mi perdoni..

”“Signor presidente, io rispetto le Sue idee molto liberali, e tuttavia mi permetto far notare che la mia signora non solo mi tradisce , ma addirittura, da alcuni anni, batte il marciapiede e, se non bastasse, ha contratto numerose malattia veneree estremamente contagiose, come è attestato dalla certificazione che ho prodotta…”.Il Giudice sbianca ed è sull’orlo del collasso, quando il cancelliere, indicando il fascicolo: “presidente” – esclama - “io ve lo dico sempre, leggetevi le carte…!”Seconda storia immaginaria, non vera (ma verosimile!) Attorniati da splendide fanciulle, in un lussuosissimo Hotel di Montecarlo, due signori di mezza età si godono la loro ricchezza che traspira da ogni loro gesto. Non si conoscono e uno dei due rimedia, presentandosi: “sono un avvocato italiano, vivevo in una cittadina di provincia. Un giorno è scoppiato un furibondo incendio che ha distrutto completamente la mia casa, mandando in fumo anche mobili di pregio e quadri di grande valore. Per fortuna, ero fortemente assicurato, sicchè la Compagnia mi ha risarcito con svariati milioni di euro ed eccomi qui che mi godo la vita in questo angolo di paradiso !”E’ una vera coincidenza – risponde il secondo – io sono un ingegnere italiano. Abitavo in una località marinara del sud, allorché si verificò un maremoto di proporzioni gigantesche che travolse molte case,tra cui la mia. Ho perduto, così, oltre alle mura, anche libri di inestimabile valore e suppellettili di famiglia, tra cui alcuni dipinti attribuiti niente di meno che a Raffaello. Ho, anch’io, percepito un corposo indennizzo dalla assicurazione ed ora me ne godo i frutti per il resto dei miei anni!”Sì, va bene , ingegnere – risponde l’avvocato, molto interessato ed incuriosito – ma vorrei che mi svelaste ,caro ingegnere, come avete fatto a simulare un mare-moto!”