( aggiorn. ottobre 2008 )

DAL TESTIMONE INCONSAPEVOLE ALLO SPIONE SENZA VOLTO !

  di MARIO ROMANO

La recente notizia di uno spionaggio telefonico,possibile attraverso l'inoltro di SMS con un comune telefonino,trasformato in strumento di intercettazione abusiva, suscita sentimenti di sgomento e ci fa tornare alla mente un libro di qualche anno fa (Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio - Sellerio Editore,2004) di cui apparve - sulla rivista Studio Legale del dicembre 2004, per i tipi della Giuffrè - una gustosa e realistica recensione ad opera del Collega Remo Danovi, giurista e saggista di riconosciuto valore, nonchè past presidente del nostro C.N.F. Il testo, che aveva suscitato l'attenzione di Danovi, narrava dell'appassionata attività di un avvocato protesa nella difesa di un innocente,accusato della morte di un fanciullo. La parte centrale del libro è dedicata tutta alla prova testimoniale che il difensore riesce abilmente a demolire, dimostrando come il testimone, asseritamente oculare, in realtà vide sul luogo del delitto, "una persona", che non era, però,l'imputato. A tale ultima conclusione, l'avvocato perviene attraversouna prova irrefutabile e cioè con l'esame dei tabulati del telefonino dell'imputato, che dimostra come nel giorno enell'ora del delitto egli si trovasse in luogo diverso e distante.L'Autore, dunque, conclude che il testimone, a ben riflettere, non può considerarsi mendace, bensì falso inconsapevolmente, poichè ha riferito un fatto realmente caduto sotto la sua percezione visiva,

ma diverso dalla realtà: tesi che, nel racconto, convince i Giudici e determina l'assoluzione dell'imputato. Dalla trama del racconto, Danovi trae spunto per constatare che, in realtà, nella vicenda il vero testimone inconsapevole va identificato nel telefonino cellulare, attraverso il quale può risalirsi al luogo in cui siamo. La conclusione di Danovi - tanto più significativa, se si pensa che lo scrive ben quattro anni prima della scoperta odierna delle intercettazioni via Sms -è che, pur non negando a questo piccolo strumento portatile la capacità di essere di ausilio in importanti inchieste, esso è un testimone spietato poichè parla in nostra vece e racconta ciò che non vorremmo si sapesse, con buona pace di tutti i fiumi di parole e di leggi sulla privacy! Che dire, poi, quando esso si trasforma in spione senza volto ? A questo punto, insieme all'emanazione di leggi per limitare i casi di intercettazioni legali, sarà bene sollecitare la introduzione di strumenti di tutela contro gli abusi possibili con il piccolo ordigno , che dovrà essere reso sicuro per l'uso cui è destinato, vietando la vendita di quelli privi delle caratteristiche di tutela della privacy, allo stesso modo in cui sono statebandite dalla circolazione le armi-giocattolosuscettibili di capacità offensiva della nostra incolumità.