(aggiorn. sett. 2008)

MUTUI & TRASPARENZA

di Natascia Paparcone

Com'è noto, il 29 agosto scorso è scaduto il termine entro il quale gli istituti bancari, aderenti alla convenzione introdotta dalla cd.Legge Bersani, erano tenuti a far pervenire ai propri clienti l'offerta con la facoltà di rinegoziare dei mutui a tasso variabile, con indicazione delle varie opzioni da prescegliere nel termine di tre mesi. E' utile ricordare che, tra le alternative da evidenziare vi è quella che espressamente prevede: a) la possibilità di far luogo a rinegoziazione (del mutuo) senza alcuna spesa;b) la portabilità del mutuo con esenzione di oneri a carico del mutuatario;c) l'estinzione gratuito del mutuo e contestuale accensione dello stesso mutuo con altro istituto di credito, che avrà diritto a percepire le sole spese afferenti il (nuovo) contratto.In realtà, in applicazione del principio della trasparenza e dell'onus clare loquendi in favore del contraente più debole - che, nella specie, è il cliente -

trattandosi di contratti per adesione, disciplinati dagli artt.1469bis e segg. del codice civile, introdotti dalla legge comunitaria 25.02.1996 n.52 , il funzionario bancario dovrà spiegare con estrema chiarezza le varie ipotesi, per consentire al cliente di aderire all'offerta più adeguata alle proprie esigenze, in ragione della maggiorazione di ordine temporale (allungamento della durata del mutuo), utile per il caso di illiquidità del debitore che può suggerire di accettare la cd. rinegoziazione "imposta" anche con il conseguente aggravio connesso al maggior numero di rate. Del resto, l'obbligo di chiarezza incombe agli Istituti di credito anche per tutti gli altri "prodotti" offerti ai propri clienti, verso i quali vige l'obbligo di scongiurare frettolose scelte o adesioni di investimenti privi di consistenza ed affidabilità.