(aggiorn. marzo 2009)      

AMIRANTE E LA PATATA (BOLLENTE )

di:  GINO DI SACCO

Scaduto, nei giorni scorsi ( 18 febbraio u.s.) il mandato di Giovanni Maria Flick, la Corte Costituzionale ha eletto il suo tretatreesimo Presidente. La scelta, quasi plebiscitaria (con sole due schede bianche) è caduta su FRANCESCO AMIRANTE (nella foto). Partenopeo, Docente universitario emerito, 75 anni, Amirante siede da otto sui banchi della Consulta dove fu eletto dalla Suprema Corte di Cassazione e resterà in carica fino al dicembre del prossimo anno, ossia per un tempo relativamente lungo, rispetto a quello di molti suoi predecessori, compreso l'ex Guardasigilli Flick, durante il quale, insieme agli altri Giudici costituzionali, dovrà occuparsi, ,della nuova disciplina legislativa sulle intercettazioni telefoniche e del caso Abu Omar. Ma la vera patata bollente sarà quella legata al Lodo Alfano, in relazione al quale la Consulta sarà chiamata ,dapprima, a valutare l' eventuale incostituzionalità della norma di garanzia delle più alte cariche dello Stato e, quindi, l'ammissibilità del referendum promosso dalla IdV di Antonio Di Pietro, attualmente al vaglio della Cassazione.

Si tratta, con ogni evidenza, di argomenti di cruciale importanza per l'assetto delle nostre Istituzioni e la cui urgenza suscita non poche perplessità a fronte della esiguità del tempo connesso alla prevista scadenza della durata del prestigioso incarico del neo Presidente,anche se egli sembra essere stato scelto non obbedendo al criterio di...provvisorietà, per vero, già adottato con il predecessore Flick, eletto a termine (...), quando, cioè, era già noto l'imminente pensionamento, collegato alla data di nascita, ben nota al plenum della Corte. Or bene, se è vero che, per il sacro Conclave chiamato ad eleggere tra le mura vaticane il successore di Pietro, la scelta è per dogma etero-diretta, con l'intervento dello Spirito Santo, per cui va bandita qualsivoglia maliziose interpretazioni per la scelte di cardinali ultraottuagenari, per quanto riguarda la Consulta, non v'è chi possa ragionevolmente indicare l'ispiratore di questa reiterata preferenza per Presidenti, certamente di altissimo prestigio, ma inevitabilmente soggetti ad un fin troppo rapido turn-over, che mal si concilia con la proclamata necessità di efficienza e di continuità.Tant'è: a pensar male si fa peccato, ma...