( aggiorn. dic. 2010 )

DA GENOVA TRA POLEMICHE E CONTRASTI

Con 390 voti a favore dell'abrogazione e 357 contro gli oltre mille delegati del Congresso hanno detto "no" al testo elaborato dal Consiglio nazionale forense, chiedendo di abrogare il regolamento sulle specializzazioni. Il voto ha fatto seguito a vivaci contestazioni nei confronti del tavolo della presidenza (formata da Guido Alpa, presidente CNF e Maurizio De Tilla, presidente OUA), secondo cui non era necessario procedere alla votazione per rispondere al quesito sull'abrogazione, dopo il voto già espresso su una precedente mozione, con cui era stato chiesta al Cnf l'istituzione di un tavolo tecnico per modificare il testo del regolamento. E' prevalso l'orientamento di un nutrito ed agguerrito manipolo di delegati (tra cui spiccavano i firmatari del ricorso al Tar), che hanno ottenuto di porre ai voti la mozione sull'abrogazione del regolamento che - come si è detto - è passata,sia pure con un esiguo margine di voti favorevoli. Senza contrasti di rilievo, invece, è passata la mozione sulla mediazione., che passa all'unanimità. Nel documento, votato all'unanimità, l'assise nazionale ha chiesto la cancellazione dell'obbligatorietà della mediazione, o, in subordine correttivi che vanno dal rinvio alla cancellazione della norma. Quest'ultima prevede l'annullabilità del mandato in caso di mancata informazione del cliente, fino all'obbligatorietà della difesa tecnica. Disco verde, anche per la mozione sulla specializzazione civile, che è passata con l'eccezione dei punti che prevedevano l'istituzione di sezioni ad hoc per lo smaltimento dell'arretrato e l'ausiliario del giudice. Si è chiuso, così, un Convegno dai toni forti che ha segnato un'inversione nei rapporti con il ministro Angelino Alfano, fatto oggetto di una dura contestazione nel corso del suo intervento di ieri.

Un invito ad Alfano a continuare per la sua strada è arrivato in serata dalla Confindustria che ha incitato il ministro ad insistere nell'introduzione proseguire nella direzione intrapresa ed a puntare su misure, come la mediazione, che perseguono l'interesse dei cittadini e delle aziende anziché quelli delle corporazioni.In sintonia con il punto di vista di Confindustria, anche i delegati degli Ordini di Genova, di Palermo e dell'Unione Triveneta , che - con una nota, trasmessa anche ai presidenti De Tilla e Alpa (protagonisti di contrasti spesso travalicanti i confini di un sana dialettica) - hanno inteso prendere le distanze dai metodi utilizzati per la contestazione «che screditano l'immagine dell'avvocatura e del congresso». Nella mattinata del 27 novembre, si è avuto un interessante filo diretto tra la Cassa forense e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, intervenutocon un lungo video-messaggio. Successivamente, è intervento Ernesto Lupo, Primo Presidente della Corte di cassazione, il quale ha confermato solennemente il suo impegno di risultato e di mezzo. "L'impegno di risultato - ha affermato Lupo - è verso l'obiettivo di lavorare sull'arretrato della Cassazione civile, con proposte volte ad incidere concretamente sulla quantità delle pendenze . L'impegno di mezzo è legato all'importante presenza, sancita per legge, di due membri dell'avvocatura nel Consiglio Direttivo della Cassazione e la partecipazione reale degli avvocati, in un dialogo positivo e permanente tra magistratura e avvocatura". In mattinata il Cardinale Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha portato il suo saluto all'assise, mentre, Maurizio de Tilla ha affermato che il ministro Alfano - con l'intervento di ieri - ha dimostrato di non conoscere l'avvocatura. ______ (*) A cura di Mario ed Enrico Romano / Al Congresso , in rappresentanza dell' A.Sta.F. (AssoStampa Forense)