(aggiorn. genn. 2010)

GIUDICI di PACE: "COTTIMISTI" DI STATO?

di : GINO DI SACCO

Introdotta negli anni novanta del passato millennio, (con la Legge 26.11.1990 n.353) per iniziativa del parlamentare socialista Modestino Acone, nell'intento di apprestare uno strumento di possibile deflazione del numero dei giudizi che affollavano le aule della Giustizia togata, la riforma dei Giudici di Pace ha subito un mutamento rivoluzionario con le modifiche via via apportate, specie in relazione all'abbassamento dell'età: la funzione di questo nuovo Giudice, infatti, oggi può essere assunta anche da laureati (in giurisprudenza) di quarant'anni, a differenza di quanto originariamente previsto, allorchè si era riservata la partecipazione ai soli pensionati (funzionari statali o avvocati), mirando ad una riforma a costo zero, ossia senza oneri (assistenziali e previdenziali) a carico dello Stato. E' singolare che, anche oggi che molti di questi Giudici (che impropriamente si continua a definire "onorari", come si dirà) appartengono ad una fascia di età tra i quaranta e i cinquant'anni, la loro posizione sia ancora quella del lavoratore "a cottimo", con un rapporto di lavoro privo di continuità, anche se di durata ultra decennale e assolutamente scoperto di copertura assicurativa e previdenziale, pur non potendosi inquadrare come "autonomo" o "professionale", dal momento che , per il pagamento del compenso a cadenza mensile (stipendio?) , non gli è consentito emettere fattura! A ribadire - secondo l'originale visione di questo bizzarro...datore di lavoro (che è lo Stato) - la precarietà e perciò stesso l'anomalia , di questa figura di servitore della Giustizia (a tempo pieno),definito "onorario", pur se inquadrato, a tutti gli effetti, come magistrato riconosciuto nel codice di rito (artt.316 -322 c.p.c.) e sottoposto al controllo del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), v'è una circostanza solo apparentemente secondaria e cioè che, a differenza di quanto accade per i colleghi togati, gli emolumenti mensili al Giudice di Pace non figurano tra le uscite per gli oneri stipendiali , bensì tra le "spese di giustizia", insieme alle macchine fotostatiche, i computer, gli schedari ecc.! Come si vede, vi è più di una ragione che giustifica il disagio di una categoria,trattata senza alcun rispetto per il lavoro e sicurezza per la vecchiaia. Di qui lo sciopero (il più lungo mai fatto da magistrati togati e non ) preannunciato, per i giorni dal 17 al 28 gennaio 2011 dalla associazione nazionale, con una nota (a firma del presidente nazionale Gabriele Longo, e del segretario generale Alberto Rossi), in cui si legge: «La gravita' della situazione impone a tutti i colleghi, giovani e meno giovani, un'attenta riflessione sui recenti accadimenti politici: nonostante gli incontri e le assicurazioni avuti con il Ministro Alfano durante l'anno 2010, lo stesso Guardasigilli ha proposto al Consiglio dei Ministri -convocato per il 30 novembre 2010 e poi rinviato all'ultimo momento-

un disegno di legge sulla riforma della magistratura onoraria quasi identico a quello gia' elaborato dal ministero della Giustizia nel dicembre del 2009 e ritirato dopo gli scioperi indetti dall'Unione a dicembre 2009 e gennaio 2010».I punti critici del progetto ministeriale di riforma, indicati dall'Unione: «non assicura la continuita' del rapporto», «non prevede nessuna forma di copertura previdenziale e assistenziale», «mina l'autonomia dei giudici di pace, sottoposti alla direzione del giudice di appello (magistrato di Tribunale), previa soppressione dei coordinatori», «prevede la non rinnovabilita' dell'incarico gia' in presenza di un ammonimento». «Come primo segnale di piena operativita' del governo - aggiunge la nota - nel recente decreto legge di fine anno, la proroga dei termini in scadenza e' stata limitata al 31 marzo 2011 (un governo che si prepara al voto elettorale avrebbe perseguito una politica radicalmente opposta), escludendo i colleghi il cui terzo mandato scade durante l'anno 2011. Non occorre un particolare acume per comprendere che e' intenzione del governo di presentare nei prossimi giorni, e sicuramente prima del 31 marzo 2011, il progetto di controriforma della magistratura onoraria. Intanto il ministero ha predisposto un progetto di revisione degli organici inviato silenziosamente al CSM a fine dicembre».A fronte di un ...religioso silenzio del CNF e del suo presidente Guido Alpa, va registrato con favore l'intervento di Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo di rappresentanza politica dell'avvocatura, Oua, il quale, nel dichiarare la solidarietà degli avvocati, ha ricordato come “L'Oua ha più volte affrontato l'argomento della magistratura onoraria affidando al Congresso l'approvazione di una serie di mozioni che fissano regole rigorose che andrebbero accolte in una nuova legge ordinamentale che regoli compiutamente la materia. La magistratura laica ha diritto ad una compiuta regolamentazione svolgendo una piena attività giurisdizionale di pari livello ed impatto per i cittadini”. Quest'ultima osservazione ha,in se, un altissimo significato e dovrà essere presa in considerazione dal Legislatore, al quale va rivolto un invito a tornare ad occuparsi di cose serie, come quelle che riguardano il mondo del lavoro, specie dei giovani, molti dei quali, oggi - a differenza dei G.O.T. che continuano ad esercitare la professione forense e rappresentano, rispetto al Magistrato, una supplenza , priva di un proprio ruolo - ricoprono la funzione di Giudice di Pace, quale unica attività retribuita, fonte di sostentamento delle loro famiglie.