( aggiorn. maggio 2010 )

IL CARICO FISCALE LO DECIDE LA LEGGE

“Troppe incertezze e vessazioni dopo le ultime sentenze: serve un Osservatorio nazionale che possa orientare le imprese”

 

di: MAURIZIO DE TILLA*

Nel nostro Paese le tasse sono già abbastanza alte e poco chiare per legge, non serve l’intervento della Cassazione che complichi ulteriormente la vita alle imprese. La recente sentenza della Corte di Cassazione (19 maggio u.s.) consolida un tendenza giurisprudenziale che si sta affermando negli ultimi anni. I giudici continuano ad ampliare la nozione di “abuso di diritto”, estendendola non solo ad operazioni che comportano risparmio fiscale ma anche ad operazioni con le quali si ottengono risultati di contenuto economico che la Corte ritiene secondari. Ci si dovrebbe, pertanto, astenere dal perseguire soluzioni più favorevoli quando da queste soluzioni ne derivi un vantaggio fiscale e ciò anche nei casi in cui si verificano ulteriori vantaggi economici non di tipo fiscale. Il tutto, peraltro, in un quadro di assoluta incertezza mancando previsioni normative chiare: "Cosa è lecito è cosa no" lo deve stabilire la legge. Si tratta di un principio costituzionale inderogabile, oltre che di un’ovvia esigenza per gli imprenditori di poter operare in un quadro di certezza giuridica. Le ultime decisioni della Cassazione, peraltro, penalizzano costantemente la libertà di impresa privata sposando a spada tratta le ragioni del gettito:

dice bene il Coordinatore della Commissione Fisco dell’Oua Ernesto Zanoni, quando afferma che “sembra quasi che la maggior utilità sociale coincida con il massimo prelievo fiscale;il conseguimento di un minor carico fiscale attraverso l'utilizzazione di forme contrattuali e/o organizzative perfettamente lecite costituisce esercizio della libertà di impresa e di iniziativa economica”. L’Oua chiede, con maggior forza dopo le ultime sentenze che autorizzano il Fisco a sindacare anche i contratti tipici, se privi di valide ragioni economiche, di istituire una Commissione consultiva anti abuso, che dovrebbe rispondere agli interpelli in materia, con poteri vincolanti; un primo passo verso questa direzione potrebbe essere rappresentato da un Osservatorio Nazionale sull'abuso del diritto, partecipato dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali; questo organismo dovrebbe, poi, portare alla costituzione di una Commissione “alla francese” i cui membri dovranno essere designati per legge.* Presidente O.U.A.