(aggiorn. luglio 2010)

IO SONO UN ALTRO

Nell'aprire questo spazio, qualche anno fa', non potevamo immaginarne il successo che avrebbe avuto tra i nostri lettori, da cui esso attinge linfa, attraverso gli inediti che ci vengono gentilmente segnalati, e talvolta offerti, dagli autori: è singolare osservare che si tratta, nella maggior parte dei casi, non di professionisti della narrativa, ma di comuni cittadini (sia pure di...alto rango, come bancari,magistrati direttori di case circondariali, avvocati).Quello di oggi è appunto un giovane avvocato civilista del Foro napoletano, di cui Giustiziaoggi si è già occupata segnalandone un lavoro dal titolo "Finchè L'Avvocato non vi separi", dal sapore vagamente autobiografico ed umoristico. (v. ante: aggiorn. febbraio 2009). Con "Io sono un altro", Gianni Puca si è cimentato in un genere nuovo, quale il giallo, con tinte sfumate fatte di buona prosa e di validi riferimenti culturali.Convinti di far cosa gradita ai nostri lettori, li stimoliamo e - speriamo - incuriosiamo, pubblicando la bella prefazione a firma del noto scrittore Maurizio de Giovanni.

il Direttore

 

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Andando avanti nella lettura di questo libro potreste chiedervi più volte: ma dove l'ha presa questa idea folle? Dove e come è nato il commissario Kerril? Quindi meglio che ve lo dica io subito, così vi togliete il pensiero.Rubando il tempo alla morsa dei reciproci impegni, Gianni Puca ed io talvolta ci incontriamo segretamente a pranzo. Entrambi millantiamo che in quell'ora in cui risultiamo irraggiungibili dal resto dell'umanità ci vediamo con misteriose e bellissime signore, con le quali intratteniamo segrete ed acrobatiche relazioni, ma la triste verità è che ce ne andiamo in pizzeria per godere (io) della rarissima compagnia di un amico brillante e intelligente e per ascoltare (lui) le paturnie di un anziano scrittore. Una volta, era credo settembre e faceva ancora un caldo insopportabile, si chiacchierava di generi letterari; della vanità di incasellare in uno scaffale l'opera di scrittori classici e brillanti e di quanto a me sarebbe piaciuto vedere Gianni misurarsi con toni diversi dai soliti, quelli umoristici. Dovete,infatti, sapere che Gianni Puca è un umorista. Inutile che cerchiate di riportare indietro questo libro che vi è stato spacciato per giallo: ormai lo avete pagato e i librai hanno ordini tassativi di non riprendere indietro le copie , anzi di rispondere con un aggraziato gesto dell'ombrello alle rimostranze degli acquirenti. Anche perchè non avete sbagliato, questo è proprio un giallo. Un giallo un po' diverso dagli altri, però.Chi è un umorista ? Inutile perdersi nei meandri delle definizioni e di un dibattito che dai tempi di Pietro Aretino coinvolge la critica letteraria: in sintesi, l'umorista porta chi l'ascolta o lo legge a sorridere pensando o a pensare sorridendo. Cosa diversa, insomma,dalla risata grassa e senza tracce alla quale puntano i comici. L'umorista sorride di voi e della vostra vita e vi induce a fare altrettanto.Ora, ci sono due tipi di umoristi: quello più frequente è il professionista, personaggio dalla vita e dall'umore spesso triste che quando scrive mette in atto una serie di regole, di equilibri e di meccanismi finalizzati al vostro suddetto sorriso pensante. Normalmente a trascorrere del tempo con individui del genere si rimane delusi: ci si aspetta la brillantezza e il brio della scrittura nelle parole dell'ospite e ci si ritrova con un grigio signore, magari a disagio nei rapporti col prossimo, che non vede l'ora di tornarsene a casa davanti al computer. Potete non crederci, ma molto spesso gli scrittori così, abissalmente diversi dai loro personaggi e dalle vicende che loro sono abituati a raccontare e noi a leggere. Personalmente ho imparato a evitare di incontrare gli scrittori che amo di più per evitare brucianti e frequenti delusioni.L'altro tipo di umorista, rarissimo ma per grazia di Dio esistente, è appunto il soggetto alla Gianni Puca. E' uno che si sveglia la mattina e prima di aprire gli occhi comincia a pensare da umorista; si lava da umorista, si veste da umorista (il che incide talvolta pesantemente sulla scelta della cravatta); fa colazione da umorista (scoppiando magari a ridere mentre sta masticando il cornetto, con effetti letali sugli altri avventori del bar); lavora da umorista.Quest'ultima attività merita una postilla: poichè com'è tristemente noto, litterae non dant panem , noi scrittori italiani siamo costretti a fare un altro mestiere almeno fino a che non riusciamo a convincere i familiari a non nutrirsi più.

La sorte ha condotto il Puca a fare un mestiere, l'avvocato, nell'hinterland napoletano, che è di per sè un meraviglioso territorio di caccia per un umorista.II suo istinto di conservazione gli ha insegnato a dissimulare il divertimento irrefrenabile che prova di fronte alle situazioni che gli vengono professionalmente proposte: è un bene, perchè i clienti degli avvocati non sono sportivi e forse manifesterebbero un civile disappunto di fronte alla risata del proprio avvocato, usando le Beretta sette e sessantacinque che tanto di moda vanno quest'anno. Il che, peraltro, non impedisce al nostro di incamerare le informazioni, metabolizzarle adeguatamente e metterle in campo appena possibile, sia per il teatro che per un racconto.E' a quest'uomo, un vero pericolo per se stesso e per il prossimo, che tra un boccone di pizza e uno di mozzarella in carrozza ho incautamente detto: perchè, una di queste volte non scrivi un giallo? Non avevo in mente di innescare un processo nucleare:Ritenevo ingenuamente che uno in grado di scrivere così bene, in possesso di strumenti quali un vocabolario vasto e un'ottima conoscenza della lingua e della sintassi (merce rara, credetemi, anche tra gli scrittori) avrebbe potuto misurarsi con altri generi, anche lontani dall'umorismo. Mi venne in mente il grandissimo Donald E.Westlake, che in carriera usò una dozzina di pseuodonimi e che scrisse meravigliosi gialli umoristici, e ne proposi a Gianni la lettura. Non l'avessi mai fatto. L'occhietto gli brillò e mi disse: ti farò sapere.Mi aspettavo una recensione di quei gialli , un'innocente chiacchierata su Dortmunder Kelp e gli altri fantastici personaggi inventati da quel genio. Non avevo tenuto conto del fatto che avevo parlato con un umorista del secondo tipo, uno che oltre a dormire, mangiare e vestirsi da umorista, legge anche da umorista. E mi arrivò direttamente la bozza di "Io sono un altro". Come c'era da aspettarsi, il prodotto è ottimo. Un giallo vertiginoso e ubriacante, sospeso tra realtà e surrealtà, con personaggi folli e plausibili e una vicenda piena di tutto quello che c'è nella vita, colorata, però, dalla lente incorporata da umorista che il suo autore non toglie mai. Kerill e Palumbo, Fra' Penniello e Salvatore , la vedova bionda e la vedova bruna, il ragionier Maroni, Alfonso Sacchetta e Pasquale Bidone agiteranno i vostri sonni per qualche giorno, rassegnatevi. E rassegnatevi a un evento che accade assai raramente e che quindi è memorabile: vi ritroverete a ridere da soli in bagno (perchè, diciamolo: è in bagno che si legge meglio!), rumorosamente, con sgomento dei vostri familiari che guardandosi faranno segni convenzionali, come ruotarsi l'indice nei pressi della tempia.Che cosa c'insegna tutto questo? A me personalmente di stare più attento a quello che dico, quando parlo di letteratura con Gianni Puca; a voi che l'umorismo è un paesaggio, un grande ambiente in cui può accadere qualsiasi cosa , anche una serie di efferati delitti,senza alterare il divertimento che vi prenderà come un'onda, portandovi,chissà dove. E, a Puca? Di non cambiare pusher, perchè la roba che questo gli fornisce è veramente di prima qualità. Maurizio de Giovanni