(aggiorn. giugno 2010)

L'AVVOCATURA CIVILE ALLLA RICERCA DELLA SUA IDENTITA'

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                                                            Riflessioni (amare ) di Gino di Sacco

Vincendo un atavico ed autoreferenziale immobilismo, dal quale - per vero - aveva, spesso, tentato di scuoterla l'ottimo presidente Grimaudo, l'Unione delle Camere Civili ha assunto una serie di deliberazioni, prima fra tutte quella con cui, in aperta polemica con la lentezza della riforma dell'Ordinamento Forense ferma sulle secche del Parlamento,ha-motu proprio- varato le "specializzazioni in diritto civile e in diritto commerciale". Con la stessa delibera è stata data espressa delega al presidente dell'U.N.C.C. (Avv.Renzo Menoni) per l'adozione di atti e regolamenti necessari ai fini operativi. Pur con un notevole ritardo, dunque, l'Avvocatura civile si è mossa alla ricerca di un proprio spazio che ne definisca le peculiarità e lo ha fatto con un' iniziativa cui va riconosciuto di aver "constatato l'incapacitàdella politica di assicurare il celere percorsoparlamentare più volte promesso e di garantire il primario obbiettivo del recupero dellaqualità della prestazione professionale che rischia di compromettere ancor più la qualità della giurisdizione" (così, testualmente, nella premessa della delibera).Ciò che , invece, non si comprende e ancor meno si condivide, è l'apprendere (cfr.ItaliaOggi del 24 giugno u.s.) che copia della suddetta deliberazione è stata inviata al CNF, ai COA distrettuali, al Ministro di Giustizia e non all'Organismo Unitario dell'Avvocatura (OUA), che rappresenta l'unico organo di rappresentanza politica dell'avvocatura italiana (varato in un Congresso Nazionale Forense a Venezia nel 1994), cui statutariamente è devoluto il ruolo di rapportarsi con parlamento e governo, specie nell'ambito delle riforme che interessano la giurisdizione.

 La cosa è tanto più sconcertante se si tien conto che, già da mesi, l'OUA ha intrapreso iniziative dirette al mondo politico, allo scopo di ottenere la giusta attenzione verso i problemi che rappresentano non già gli interessi della Categoria, quanto, piuttosto, quelli del cittadino che, attraverso l'avvocato, rivolge allo Stato la sua domanda di giustizia.A rimarcare, infine, l'ispirazione non propriamente unitaria e super partes della U.N.C.C. vedasi la delibera di Giunta del 16 aprile u.s. che indica come interlocutore (privilegiato ? - n.d.r.) il solo Partito Democratico, al quale viene rivolto l'invito "ad assumere in Parlamento atteggiamenti conformi alle dichiarazioni recentemente rese dai suoi esponenti". Ma tant'è, la visione partigiana dell'UNCC sembra essere una linea-giuida costante se è vero - come si apprende dal resoconto web dell'Unione - che è stato stabilito che al Centro Studi dell'Avvocatura Civile (istituito con deliberazione del 15 maggio u.s.) potranno aderire , oltre alle Camere Civili territoriali, " le altre associazioni che saranno ritenute meritevoli dal Consiglio Direttivo"(sic!). A questo punto, è facile immaginare le ore angosciose che vivranno molte associazioniforensi nell' attesa di conoscere quali siano i meriti da esporre sul proprio medagliere perrendersi degni di una tale ambitissima (...) partecipazione !