( aggiorn. giugno 2012 )

CORTE DI CASSAZIONE : SENTENZAn.6624/2012

Non mancherà di suscitare conseguenze dirompenti nell'ambito della disciplina dei rapporti tra condòmini, la recente sentenza con cui la seconda sezione civile della S.C. ha sancito la differenza tra balconi aggettanti e incassati, facendone derivare conseguenze importantissime in tema di proprietà esclusiva di tali manufatti.In pratica, i Giudici di piazza Cavour, cassando con rinvio una sentenza della Corte di Appello capitolina, hanno ribadito il principio (peraltro già enunciato in precedenti sentenze, quali quelle della stessa S.C. n.15913 del 17.07.2007 e n.587 del 12.01.2011) secondo cui il balcone aggettante costituisce un prolungamento dell'appartamento e, come tale, appartiene alla proprietà esclusiva della predetta unità immobiliare.

Conseguenza di tale statuizione, dunque, è la mancata utilizzazione, per il condomino sottostante, della soletta di detto balcone per ancorare tende o altre infrastrutture al serviziodel proprio appartamento.Si tratta - come si vede - di una parola chiara che ha spazzato il diverso orientamento, fin qui seguito da molta parte della giurisprudenza di merito, teso ad annoverare la parte sottostante del balcone come parte comune dell'edificio condominiale in conformità con la previsione di cui all'art.1125 c.c., norma che deve, invece, considerarsi riferibile unicamente ai balconi non aggettanti, ossia a tutte quelle parti del'edificio che costituiscono, nel loro insieme, la facciata del fabbricato, comprese, cioè, le sporgenze di diverso tipo quali quelle aventi natura ornamentale o architettonico.